Nella sua seduta odierna, la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S) ha trattato cinque casi di immunità. Tre di questi concernono membri del Parlamento e sono già stati trattati dal Consiglio nazionale (08.052 [Brunner], 08.067 [Mörgeli] e 09.010 [Meier-Schatz/Glasson]), mentre gli altri due risultano da denunce presentate da privati nei confronti di membri del Consiglio federale.

08.052 n Immunità del consigliere nazionale Toni Brunner

Il Consiglio nazionale si è espresso due volte in merito alla soppressione dell’immunità del consigliere nazionale Brunner. La CAG-S, ritenendo che il secondo dibattito nella Camera prioritaria non abbia fatto emergere nuovi elementi, propone con 6 voti contro 3 e 2 astensioni alla propria Camera di non sopprimere l’immunità e di mantenere quindi la decisione presa in occasione della sessione invernale. Se il Consiglio degli Stati seguirà la proposta della sua Commissione, l’immunità del consigliere nazionale Brunner non sarà soppressa e l’oggetto sarà liquidato, in applicazione della regola sull’appianamento delle divergenze prevista dall’articolo 95 lettera i della legge del 13 dicembre 2002 sul Parlamento (LParl; RS 171.010).

Nel novembre 2007 la Commissione della gestione del Consiglio nazionale ha presentato una denuncia per le indiscrezioni trapelate da una seduta di una sottocommissione incaricata di esaminare il funzionamento delle autorità di perseguimento penale della Confederazione. Il procuratore federale straordinario, nominato dal Consiglio federale per fare luce sui fatti, ha chiesto il 6 maggio 2008 alle Camere federali di valutare se l’immunità parlamentare del consigliere nazionale Brunner andasse soppressa (cfr. art. 17 LParl). Stando al procuratore, è possibile che il consigliere nazionale Brunner abbia trasmesso al segretario generale del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) informazioni e documenti confidenziali di cui egli era venuto a conoscenza nella sua qualità di membro della sottocommissione. In particolare, è possibile che Toni Brunner abbia consegnato l’originale o una copia del progetto di un rapporto confidenziale, vari giorni prima che questo venisse ufficialmente trasmesso al DFGP per parere. Il consigliere nazionale Brunner potrebbe pertanto essersi reso colpevole di violazione del segreto d’ufficio (vedi art. 320 del Codice penale [CP; RS 311.0] in combinato disposto con l’art. 47 LParl).


08.067 n Immunità del consigliere nazionale Christoph Mörgeli

La Commissione si è inoltre espressa in merito a una richiesta del Ministero pubblico della Confederazione, con la quale quest’ultimo chiedeva la soppressione dell’immunità del consigliere nazionale Mörgeli e l’autorizzazione a procedere per violazione del segreto d’ufficio (art. 320 CP e art. 8 LParl). L’inchiesta penale nei confronti del consigliere nazionale Mörgeli concerne la rivelazione alla stampa di un estratto del verbale della seduta del 1° febbraio 2008 della Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura. Il consigliere nazionale Mörgeli ha in un primo tempo consegnato alla stampa i suoi appunti presi durante la riproduzione nei locali dei Servizi del Parlamento della registrazione sonora della seduta del 1° febbraio 2008. In un secondo tempo, in occasione di una conferenza stampa da lui organizzata, Mörgeli ha trasmesso ai media un CD-ROM contenente una copia di detta registrazione.

La Commissione è entrata in materia sulla richiesta poiché i fatti addotti sono legati alla funzione e all’attività parlamentare svolte dal consigliere nazionale Mörgeli. Allineandosi alla decisione del Consiglio nazionale, la CAG-S propone all’unanimità alla propria Camera di non sopprimere l’immunità parlamentare del consigliere federale Mörgeli, ritenendo sproporzionata l’apertura di un procedimento penale.

 

09.010 n Immunità della consigliera nazionale Lucrezia Meier-Schatz e dell’ex consigliere nazionale Jean-Paul Glasson

Con 6 voti contro 4, la Commissione è giunta alla conclusione che le affermazioni della consigliera nazionale Meier-Schatz e dell’ex consigliere nazionale Glasson in occasione della conferenza stampa del 5 settembre 2007 della Commissione della gestione del Consiglio nazionale non rientrino nel campo d’applicazione della cosiddetta immunità assoluta (art. 16 LParl; «per quanto da loro espresso nelle Camere e negli organi del Parlamento»). Una minoranza della Commissione condivide invece l’avviso del Consiglio nazionale, secondo cui le informazioni divulgate ai media e al pubblico dopo una seduta della Commissione e su mandato di quest’ultima vanno trattate alla stessa stregua delle affermazioni pronunciate durante una seduta commissionale. Con 10 voti contro 0 e 1 astensione, la Commissione propone alla propria Camera di non sopprimere l’immunità dei due parlamentari; la Commissione è giunta allo stesso risultato dopo due votazioni distinte.

Il 4 settembre 2008, Christoph Blocher e Christoph Mörgeli hanno presentato una denuncia nei confronti della consigliera nazionale Meier-Schatz, dell’ex consigliere nazionale Glasson e tre collaboratori del Ministero pubblico della Confederazione.

Il 26 settembre 2008, il Consiglio federale ha nominato Thomas Hug, primo procuratore pubblico del Cantone di Basilea-Città, procuratore federale straordinario, e lo ha incaricato di aprire un’istruzione per esaminare le accuse di violazione del segreto d’ufficio (art. 320 CP), coazione (art. 22 e 181 CP) e associazione illecita intesa a mettere in pericolo l’ordine costituzionale (art. 275 e 275ter CP). Il 21 novembre 2008, il procuratore federale straordinario ha presentato all’Assemblea federale una richiesta di soppressione dell’immunità parlamentare di Lucrezia Meier-Schatz e Jean-Paul Glasson.


09.034 s Immunità della consigliera federale Micheline Calmy-Rey

La Commissione si è pure occupata dell’immunità della consigliera federale Micheline Calmy-Rey, oggetto di una denuncia presentata al Ministero pubblico della Confederazione. Quest’ultimo inoltra al Parlamento le denunce dirette contro membri del Consiglio federale, senza esaminarne preventivamente la rilevanza penale. Gli autori della denuncia rimproverano al capo del DFAE il modo in cui ha informato l’opinione pubblica prima della votazione dell’8 febbraio 2009 sul rinnovo della libera circolazione delle persone e sulla sua estensione a Bulgaria e Romania. Gli autori della denuncia si riferiscono in particolare a una frase pronunciata dalla consigliera federale in un’intervista, e pubblicata nell’edizione del «Thurgauer Tagblatt Unterrheintal» del 9 gennaio 2009 («Se l’UE è il partner economico più importante per la Svizzera, la Svizzera non lo è certo per l’UE. Siamo noi che abbiamo più da perdere qualora prevalessero i no, e in tal caso l’incertezza che si creerebbe sarebbe come veleno per la nostra economia» [trad.]), e a una risposta che la ministra ha dato su Internet il 19 gennaio 2009, nella chat del Blick («Se il Popolo dice no, sarebbe la Svizzera, e non l’UE, a revocare la libera circolazione delle persone. Peggio ancora: sei mesi più tardi decadrebbero tutti gli altri accordi bilaterali I, automaticamente. La decisione del Popolo è determinante» [trad.]). Gli autori della denuncia intravvedono nelle dichiarazioni della consigliera federale un tentativo di coazione ai danni degli aventi diritto di voto, che sarebbero stati costretti ad accettare l’oggetto messo in votazione a causa della minaccia di un grave danno in caso di vittoria del no. Ciò configurerebbe un attentato contro il diritto di voto ai sensi dell’articolo 280 CP. La Commissione propone all’unanimità al Consiglio degli Stati di non sopprimere l’immunità della consigliera federale Calmy-Rey. La CAG-S ritiene che il capo del DFAE, informando la popolazione delle conseguenze negative legate a una vittoria dei no, non abbia commesso alcun atto illecito. Secondo l’articolo 10a della legge federale del 17 dicembre 1976 sui diritti politici, il Consiglio federale informa costantemente gli aventi diritto di voto sui testi sottoposti a votazione federale; in tale ambito rispetta i principi della completezza, dell’oggettività, della trasparenza e della proporzionalità, espone le posizioni principali sostenute durante il processo decisionale parlamentare e non sostiene una raccomandazione di voto che diverga dalla posizione dell’Assemblea federale. La Commissione è dell’avviso che le due frasi menzionate non configurino un reato previsto dall’articolo 280 CP.

 

09.035 s Immunità di membri attuali e di ex membri del Consiglio federale

Un privato ha sporto denuncia contro i membri attuali e gli ex membri del Consiglio federale che hanno partecipato alle decisioni legate alla distruzione degli atti inerenti al caso Tinner.

La Commissione ha deciso all’unanimità di proporre al Consiglio degli Stati di non sopprimere l’immunità dei consiglieri federali interessati. Ha preso atto delle critiche espresse dalla Delegazione delle commissioni della gestione nel suo rapporto del 19 gennaio 2009. La Commissione ritiene che le decisioni del Consiglio federale, pur essendo criticabili, non configurano i reati di abuso di autorità o di infedeltà nella gestione pubblica (art. 312 e 314 CP), così come supposto dall’autore della denuncia. Inoltre, anche se tali decisioni dovessero avere una rilevanza penale, la Commissione è dell’avviso che l’interesse al libero esercizio del mandato governativo prevalga rispetto a quello di un’azione giudiziaria: il danno causato da un perseguimento penale sarebbe in questo caso assolutamente sproporzionato.


La Commissione si è riunita il 6 e il 7 febbraio 2009 a Berna sotto la presidenza del consigliere agli Stati Janiak (S, BL). Gli altri temi trattati saranno oggetto di un’informazione ulteriore.

 

Berna, 6 aprile 2009, Servizi del Parlamento