Nel giugno 2009 la Commissione del Consiglio nazionale aveva deciso con larga maggioranza di presentare un’iniziativa per modificare il testo riveduto della legge sui documenti d’identità, accettato di misura nella votazione popolare del 17 maggio 2009. La Commissione chiedeva che nella legge venga sancita la possibilità di ottenere una carta d’identità non biometrica e che si rinunci alla prevista memorizzazione centrale obbligatoria dei dati biometrici e delle impronte digitali (09.471 n Iv. Pa. CIP-N. Documenti d’identità biometrici, cfr. comunicato stampa del 19 giugno 2009). Con 6 voti contro 3 la Commissione ha respinto l’iniziativa della sua omologa, da una parte per rispetto delle istituzioni politiche – essendo contraria a modificare un testo accettato solo di recente dal popolo, sebbene con uno scarto minimo di voti,– e dall’altro per motivi di politica di sicurezza, poiché rinunciando a una memorizzazione centrale obbligatoria si rischia di abbassare il livello di sicurezza dei documenti d’identità svizzeri. Infine non ritiene necessaria l’elaborazione di un progetto di legge, dato che il Consiglio federale prevede il rilascio di carte d’identità non biometriche nell’ordinanza sui documenti d’identità.
La Commissione propone con 6 voti contro 3 al suo Consiglio di accogliere un progetto della sua omologa del Consiglio nazionale che modifica la legge federale sulla cittadinanza in modo da estendere a otto anni il termine quinquennale relativo alla dichiarazione d’annullamento di una naturalizzazione e instaurare un termine di prescrizione di due anni dopo un atto istruttorio delle autorità (06.414 n Iv. Pa. Modifica della legge federale sulla cittadinanza. Dichiarazione d’annullamento ed estensione del termine). La Commissione approva l’obiettivo dell’iniziativa di concedere alle autorità incaricate della naturalizzazione un periodo più lungo per annullare una naturalizzazione conseguita con matrimoni di compiacenza e la cui falsità è spesso scoperta troppo tardi. La minoranza della Commissione critica questo progetto, poiché crea un’incertezza giuridica per le persone appena naturalizzate. Propone pertanto di mantenere il termine vigente di cinque anni. L’affare verrà presumibilmente trattato nel Consiglio degli Stati durante la sessione autunnale.
Come la Commissione del Consiglio nazionale, anche la CIP-S ritiene che tutti gli accordi di doppia imposizione debbano essere sottoposti a referendum facoltativo e ha quindi presentato all’unanimità una corrispondente proposta alla Commissione della politica estera, incaricata di esaminare tali accordi in via preliminare. Condivide, difatti, l’argomentazione della sua omologa (cfr. comunicato stampa della CIP-N del 21 agosto 2009), secondo la quale i trattati internazionali devono essere sottoposti al referendum secondo criteri giuridici precisi e non secondo l’apprezzamento politico delle autorità.
La Commissione è inoltre del parere che sia necessario eliminare gli ostacoli amministrativi all’esercizio dei diritti politici degli Svizzeri all’estero e accoglie quindi all’unanimità la decisione della CIP-N di dare seguito all’iniziativa parlamentare della consigliera nazionale Thérèse Meyer (PPD, FR) (08.522 n Iv. Pa. Facilitare l’esercizio dei diritti politici degli Svizzeri all’estero). L’iniziativa chiede che la partecipazione attiva in occasione di votazioni o elezioni richiesta oggi dalla legge valga come rinnovo dell’iscrizione al registro elettorale.
Infine, la Commissione ha proposto al suo Consiglio con 7 voti favorevoli, nessun voto contrario e 3 astensioni di accogliere una mozione che chiede condizioni più rigorose per la naturalizzazione (09.3005 n Mo. del Consiglio nazionale (CIP-N). Buone conoscenze di una lingua nazionale e integrazione quali requisiti per la naturalizzazione) e con 5 voti contro 3 e 1 astensione di accogliere una mozione che chiede di obbligare gli stranieri stabilitisi in Svizzera ad integrarsi (08.3094 n Mo. del Consiglio nazionale (Gruppo V). Espulsione di stranieri che rifiutano di integrarsi). Il Consiglio federale è così incaricato di proporre al Parlamento le pertinenti modifiche della legge federale sulla cittadinanza e della legge federale sugli stranieri.
Presieduta da Hansheiri Inderkum (PPD/UR), la Commissione si è riunita a Berna il 27 agosto 2009.
Berna, 28 agosto 2009 Servizi del Parlamento