Secondo la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S), i permessi rilasciati conformemente alla legislazione sugli stranieri devono essere revocati sistematicamente in caso di reati gravi. La Costituzione federale e il diritto internazionale pubblico devono tuttavia essere rispettati. La CIP-S respinge pertanto l’iniziativa sull’espulsione e approva il controprogetto indiretto, che prevede un’espulsione degli stranieri che commettono reati gravi.

La CIP-S ha esaminato l’iniziativa popolare per l’espulsione degli stranieri che commettono reati (09.060), che chiede che gli stranieri condannati per determinati reati o che hanno percepito abusivamente prestazioni delle assicurazioni sociali o dell’aiuto sociale perdano ogni diritto di soggiorno in Svizzera e siano espulsi. La Commissione propone al suo Consiglio, con 10 voti contro 1, di raccomandare al Popolo e ai Cantoni di respingere l’iniziativa. La Commissione ritiene che l’attuazione dell’iniziativa confliggerebbe con garanzie iscritte nella Costituzione federale, segnatamente il principio della proporzionalità o la protezione della vita privata e familiare. Inoltre importanti disposizioni del diritto internazionale pubblico non cogente, per esempio alcune clausole della Convenzione europea sui diritti dell’uomo (CEDU), non potrebbero più essere rispettate.

Secondo la Commissione occorre invece precisare i motivi della revoca del diritto di soggiorno e subordinare il rilascio del permesso di domicilio a una buona integrazione. Con 7 voti contro 3 e 1 astensione la Commissione ha pertanto approvato il progetto di modifica della legge sugli stranieri presentato dal Consiglio federale. Questo controprogetto indiretto all’iniziativa popolare si prefigge di unificare la prassi dei Cantoni, attualmente eterogenea, e renderla più coerente. Il controprogetto prevede l’espulsione degli stranieri condannati a una pena detentiva non inferiore a due anni o che commettono un reato passibile di una pena detentiva non inferiore a un anno. In quest’ultimo caso si tratta di reati particolarmente gravi quali l’assassinio, l’omicidio intenzionale, la violenza carnale, la rapina qualificata, la presa d’ostaggio o l’incendio intenzionale. Il permesso non è revocato soltanto se l’espulsione viola principi previsti dalla Costituzione federale o dal diritto internazionale (p. es. il divieto di rinviare una persona in un Paese nel quale rischia di essere sottoposta a trattamenti inumani). Accettando questa clausola derogatoria con 7 voti contro 3, la Commissione ha inasprito il progetto del Consiglio federale che prevedeva di prendere in considerazione «interessi privati dello straniero particolarmente importanti».

La Commissione considera inoltre molto importanti le esigenze per quanto concerne l’integrazione. Il permesso di domicilio dovrà essere rilasciato soltanto se lo straniero è ben integrato. La legge sugli stranieri prescrive espressamente la conoscenza di una lingua nazionale; conformemente alla relativa ordinanza gli stranieri devono inoltre contribuire alla loro buona integrazione in particolare rispettando l’ordinamento giuridico svizzero, aderendo ai valori fondamentali della Costituzione federale e mostrando la loro volontà di partecipare alla vita economica e acquisire una formazione.

Per gli oppositori del progetto le possibilità di sanzione previste dal diritto vigente sono sufficienti. Essi ritengono inoltre che prima di proporre nuove modifiche della legge sugli stranieri occorrerebbe stilare un bilancio delle disposizioni in materia di integrazione entrate in vigore nel gennaio del 2008.

La CIP-S ha esaminato inoltre l’iniziativa del Cantone di San Gallo (08.329 Iv. ca. Legge sugli stranieri, Precisazioni) che intende precisare i criteri d’integrazione necessari al rilascio di un permesso di domicilio e le condizioni alle quali detto permesso può essere revocato. Poiché ritiene che la revisione della legge sugli stranieri adempia le richieste contenute nell’iniziativa, la Commissione propone di non darvi seguito.

Presieduta dal consigliere agli Stati Hansheiri Inderkum (PPD/UR), la Commissione si è riunita a Berna il 12 novembre 2009.

 

Berna, 13 novembre 2009 Servizi del Parlamento