La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale si è pronunciata contro un’iniziativa parlamentare della consigliera nazionale Ursula Wyss, volta a introdurre un’imposta nazionale sulle successioni a partire da un milione di franchi.

1. 08.439 Iv. Pa. Wyss Ursula. Imposta nazionale di successione a partire da 1 milione

La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) ha proceduto all’esame preliminare dell'iniziativa parlamentare intitolata «Imposta nazionale di successione a partire da 1 milione». Quest’ultima, depositata della consigliera nazionale Ursula Wyss, è volta a completare l’articolo 128 capoverso 1 della Costituzione federale (Imposte dirette) con una lettera d che prevede la percezione di un'imposta su successioni e donazioni a partire da 1 milione di franchi per discendenti diretti; i proventi di tale imposta verrebbero poi divisi in parti uguali tra la Confederazione e i Cantoni.

La CET-N ha deciso con 16 voti contro 8 di non dare seguito all’iniziativa. Secondo la maggioranza della Commissione l’imposta proposta non sarebbe compatibile con i principi liberali che fondano l’economia svizzera e nocerebbe all’attrattiva del Paese. Una simile imposta creerebbe in particolare problemi alle imprese familiari al momento della successione. Una minoranza ritiene invece che un’imposta sulle successioni non avrebbe ripercussioni né sui consumi né sugli impieghi e rispetterebbe il principio dell’imposizione secondo la capacità economica.

2. 08.411 Iv. Pa. Zisyadis. Sancire nella Costituzione federale il diritto a un salario minimo

L'iniziativa depositata dal consigliere nazionale Zisyadis è volta all’inserimento nella Costituzione federale del diritto a un salario minimo. Secondo il testo dell’iniziativa parlamentare la Confederazione deve definire un salario minimo cantonale per tutti gli ambiti di attività economica, tenendo conto delle differenze regionali, dei settori economici e dei salari stabiliti nei contratti collettivi di lavoro, affinché chi esercita un'attività dipendente possa disporre di un salario che gli garantisca condizioni di vita decorose.

Con 13 voti contro 7 la Commissione ha proposto alla propria Camera di non dare seguito all’iniziativa. Secondo la maggioranza della Commissione la questione del salario minimo non deve essere disciplinata per via legale – e ancor meno mediante una modifica costituzionale – ma deve essere lasciata ai partner sociali che, nell’ambito delle convenzioni collettive di lavoro, possono trovare soluzioni adeguate per le diverse branche. La flessibilità del mercato del lavoro è inoltre un punto a favore della piazza economica svizzera che non può essere rimesso in causa dall’iniziativa parlamentare.

Per quanto concerne la questione del salario minimo, la minoranza sottolinea che la maggior parte dei salariati non è soggetta a una convenzione collettiva di lavoro e che lasciare la regolamentazione ai partner sociali non è certo sufficiente per risolvere l’inaccettabile situazione dei working poors.

3. Imposizione secondo il dispendio (imposizione forfetaria)

La Commissione ha preso atto della decisione presa dai cittadini zurighesi l’8 febbraio 2009 di sopprimere l’imposizione secondo il dispendio nell’ambito della fiscalità cantonale. Considerato che anche il Cantone di San Gallo ha depositato un’iniziativa volta a sopprimere l'imposizione forfetaria ( 08.309 ) a livello federale e cantonale, la Commissione ha chiesto l’allestimento di un rapporto al Dipartimento federale delle finanze sulle prassi attuali dei Cantoni nonché sulle cifre attuali in tale ambito. La Commissione tratterà il rapporto verosimilmente dopo la sessione estiva ed eventualmente depositerà un intervento.

La Commissione si è riunita a Berna il 9 e 10 febbraio 2009 sotto la presidenza della consigliera nazionale Hildegard Fässler (PS, SG).

 Berna,  11 febbraio 2009 Servizi del Parlamento