La Commissione ha preso conoscenza dei risultati della procedura di consultazione e ha approvato il progetto, apportandovi soltanto alcune modifiche redazionali. Il progetto sarà trattato dal Consiglio nazionale nella sessione estiva.

1)  04.430  Iv. Pa. Maitre. Regolamentazione dei prezzi dei libri
 
Nell’ottobre 2008 la Commissione aveva approvato, con 13 voti contro 10 e 1 astensione, un avamprogetto di legge che aveva in seguito posto in consultazione. L’avamprogetto chie¬deva l’introduzione in Svizzera di un prezzo regolamentato per i libri, valido per almeno 18 mesi e fissato dal settore interessato (editori o importatori). Per evitare la fissazione di prez¬zi troppo elevati rispetto a quelli praticati all’estero, la Commissione proponeva inoltre un controllo da parte del sorvegliante dei prezzi. Oggi la Commissione ha preso atto dei risultati della procedura di consultazione. La maggioranza dei partecipanti approva il principio di una regolamentazione dei prezzi (per i risultati dettagliati consultare http://www.admin.ch/ch/i/gg/pc/ind2008.html).

Dopo discussioni approfondite, la Commissione ha deciso di sottoporre alla sua Camera il progetto già posto in consultazione, dopo avervi apportato unicamente modifiche reda¬zionali. Con 15 voti contro 8 e 1 astensione, essa ha respinto una proposta che chiedeva di rinun¬ciare al controllo da parte del sorvegliante dei prezzi e suggeriva un modello di forbice dei prezzi. Quest’ultimo avrebbe permesso agli editori o agli importatori di fissare prezzi situati in una fascia compresa tra il 100 e il 120 per cento dei prezzi praticati nel Paese di pub¬blicazione. Secondo la maggioranza della Commissione l’aumento del 20 per cento reso possibile dal modello sarebbe stato eccessivo, considerato che nel 2005 il sorvegliante dei prezzi aveva stimato intorno all’8 per cento l’aumento giustificato dalla differenza dei costi. Tuttavia, secondo una minoranza della Commissione, un modello di forbice dei prezzi comporterebbe meno oneri amministrativi. È stato inoltre discusso il campo d’applicazione dell’avamprogetto e, in particolare, l’eccezione del commercio elettronico transfrontaliero. Con 15 voti contro 8 e 2 astensioni, la Commissione ha respinto una proposta che chiedeva invece di prendere in considerazione tale ambito. Fra gli argomenti avanzati contro que¬sta proposta vanno segnalati segnatamente il consenso generale in favore della possi¬bilità di evitare prezzi elevati in Svizzera e la difficoltà di attuare una simile regolamen¬tazione. Una minoranza ha chiesto nondimeno l’inclusione di tale ambito, poiché altri¬menti la regolamen¬tazione del prezzo del libro perderebbe la sua efficacia.
Nella votazione sul complesso la Commissione ha approvato il progetto con 13 voti contro 10 e 1 astensione, un risultato identico a quello dell’approvazione dell’avamprogetto posto in consultazione. Il Consiglio nazionale esaminerà il progetto della Commissione nella sessione estiva 2009. Prima di quest’ultima il Consiglio federale dovrà rendere noto il suo parere in merito.


2)  09.022  Legge sull'agricoltura. Riserva di bilancio per il finanziamento di misure collaterali

Il 14 marzo 2008 il Consiglio federale ha deciso di cominciare negoziati con l’UE in merito a un accordo di libero scambio agroalimentare (ALSA). In prospettiva di un simile accordo e dell’eventuale conclusione del ciclo di Doha dell’OMC, è previsto di costituire quanto prima una riserva iscritta nel bilancio del conto di Stato, destinata al finanziamento delle misure collaterali volte a consentire all’agricoltura di adattarsi. Più precisamente, il Consiglio federale prevede nell’ambito di un finanziamento speciale che gli introiti doganali provenienti dai prodotti agricoli e dalle derrate alimentari importati siano impiegati per il finanziamento di tali misure. Detta destinazione dovrebbe avvenire già nel 2009 e dovrà essere proseguita fino all’attuazione dell’ALSA e/o di un accordo OMC, per concludersi nel 2016. Il Consiglio federale intende presentare le misure collaterali nell’ambito di un messaggio sull’attuazione di almeno uno dei due accordi menzionati.
Con 12 voti contro 11 e 2 astensioni la Commissione ha proposto alla propria Camera di non entrare in materia su questo disegno. Gli argomenti in seno alla maggioranza sono stati di diversa natura. Per alcuni è inaccettabile decidere sin d’ora l’impiego di risorse volte a finanziare misure ancora sconosciute. Per altri la motivazione è l’opposizione a un accordo di libero scambio con l’UE o a un’ulteriore liberalizzazione in seno all’OMC; la soluzione proposta viene pertanto considerata alla stregua di un contributo finanziario per la scomparsa dell’agricoltura.
Per una minoranza l’ulteriore liberalizzazione a cui sarà sottoposta l’agricoltura necessiterà, volenti o nolenti, l’adozione di misure d’accompagnamento per le quali sarebbe auspicabile assicurare in anticipo il finanziamento. Aspettare la conclusione dei negoziati internazionali per affrontare la questione del finanziamento è irresponsabile, considerati anche i notevoli mezzi necessari all’adattamento del settore agricolo.


3) Valutazione della legge sui cartelli. Rapporto del Consiglio federale;  07.3856  Mo. Consiglio degli Stati (Schweiger). Diritto dei cartelli. Un sistema di sanzioni più equilibrato ed efficace per la normativa svizzera sui cartelli;  08.443  Iv. Pa Kaufmann. Multe contro i cartelli. Rischi per l'esistenza delle imprese

Conformemente alla revisione della legge sui cartelli decisa nel 2003 il Consiglio federale deve consegnare all’Assemblea federale, entro la fine di aprile 2009, una valutazione sull’efficacia della nuova legge. Fondandosi su un rapporto di sintesi di un gruppo di valutazione istituito dal DFE, il Consiglio federale propone di mantenere in linea di massima l’attuale sistema della legge sui cartelli. Esso riconosce tuttavia talune lacune (p. es. per quanto concerne l’indipendenza della Comco, l’accelerazione delle procedure o la modernizzazione del controllo delle fusioni) e ha incaricato il DFE di elaborare proposte concrete di adeguamento della LCart. Il Consiglio federale deciderà nella primavera 2010 sull’avvio di una procedura di consultazione.
La mozione Schweiger, accolta nel marzo 2008 dal Parlamento, e l'iniziativa parlamentare Kaufmann chiedono che le imprese che applicano un programma di conformità rigoroso («compliance programmes») possano essere condannate al massimo a sanzioni minime o addirittura esentate. La legge sui cartelli deve inoltre essere modificata in modo che in futuro sia possibile sanzionare le persone fisiche che, malgrado le misure prese dalle imprese, hanno partecipato all’istituzione di un accordo in materia di concorrenza. Il Consiglio federale si è dichiarato pronto a esaminare ulteriormente la richiesta relativa alle sanzioni per le persone fisiche, ma si oppone fermamente alla richiesta relativa alla possibilità di esentare le imprese da ogni sanzione.
La Commissione ha dibattuto approfonditamente sul rapporto del Consiglio federale e ne ha preso formalmente atto. Prima di procedere a decisioni materiali in merito, e segnatamente per quanto concerne la mozione Schweiger e l'iniziativa Kaufmann, la Commissione ha auspicato, considerata la complessità della materia, organizzare audizioni delle cerchie interessate nonché di esperti del settore.


4.  08.075  Doppia imposizione. Convenzione con il Cile

Il 13 marzo 2009 il Consiglio federale ha deciso di riprendere gli standard dell'OCSE relativi all’assistenza amministrativa in materia fiscale, conformemente all’articolo 26 del modello di convenzione dell’OCSE. La convenzione con il Cile è la prima convenzione di doppia imposizione esaminata dalla CET-N dopo questa decisione; ha un'importanza particolare a causa della candidatura del Cile all'adesione all'OCSE. Benché il Cile non abbia chiesto alla Svizzera di rinegoziare la convenzione di doppia imposizione, la CET-N ha deciso all'unanimità di rinviare l'esame di quest'oggetto. La Commissione è di per sé favorevole a questa convenzione ma ritiene necessario chiarire in un colloquio con il presidente della Confederazione e capo del DFF, Hans-Rudolf Merz, i principi fondamentali applicabili alle convenzioni di doppia imposizione esistenti e futuri.


5. Trattamento fiscale delle spese di formazione e perfezionamento ( 08.3450  Mo. Consiglio degli Stati (CET-S). Trattamento fiscale corretto delle spese di formazione e perfezionamento;  04.432  Iv. Pa. Simoneschi-Cortesi. Imposta federale diretta. Legittimazione alle deduzioni delle spese di perfezionamento professionale e di riorientamento professionale;  05.301  Iv. Ct. SG. Deduzioni per la formazione nella legislazione fiscale. Reintroduzione;  07.309  Iv. Ct. GL. Deduzioni per la formazione. Reintroduzione)

Con 15 voti contro 3 e 6 astensioni, la CET-N ha adottato una mozione depositata dalla Commissione omologa del Consiglio degli Stati concernente il trattamento fiscale delle spese di formazione e di perfezionamento (08.3450). Questa mozione mira a introdurre una nuova regolamentazione secondo cui le spese di formazione e di perfezionamento professionali saranno trattate sul piano fiscale conformemente al principio costituzionale dell’imposizione secondo la capacità economica. La mozione prevede la possibilità di dedurre non soltanto le spese di formazione sostenute per perfezionarsi nel proprio settore d'attività ma anche quelle per formazioni che permettono di progredire nella carriera o di riorientarsi professionalmente. La Commissione ritiene che con una regolamentazione chiara si potrebbero evitare le attuali disparità nell'interpretazione della legislazione da un Cantone all’altro, che sono spesso causa di malcontento. Per ragioni di bilancio, la Commissione ha invece respinto, con 21 voti contro 4, la proposta di dedurre anche le spese per la formazione iniziale come pure quella di reintrodurre, nel diritto fiscale cantonale, una deduzione per le spese di formazione dei figli a carico. Infine, visto che la mozione realizza gli obiettivi della maggioranza della Commissione in materia di trattamento fiscale delle spese di formazione e di perfezionamento, la CET-N ha deciso di non dare seguito alle altre iniziative parlamentari che trattano dello stesso argomento.
Una minoranza della Commissione si è invece opposta alla mozione poiché ritiene che per promuovere il perfezionamento professionale occorrano misure finanziarie mirate piuttosto che deduzioni fiscali; dal suo punto di vista, le deduzioni proposte vanno infatti soprattutto a vantaggio delle persone che seguirebbero comunque una formazione o un perfezionamento, anche senza che le relative spese siano deducibili. Infine, la minoranza sottolinea che anche la nuova regolamentazione porrebbe problemi di delimitazione.
Durante i dibattiti è stata più volte sottolineata l'importanza del perfezionamento professionale per l'economia nazionale. La Commissione rinuncia a depositare un intervento specifico volto ad incoraggiare questo tipo di perfezionamento, ma appoggia l’intenzione della CSEC di ottenere il più rapidamente possibile risultati concreti in questo settore.


6. Discussione OCSE

La CET-N ha avuto un colloquio con la consigliera federale Doris Leuthard e l'ambasciatore Eric Martin, capo della Delegazione svizzera presso l'OCSE, sulla posizione della Svizzera nell'ambito dell'OCSE. Il suo obiettivo era di comprendere la catena di eventi che ha portato all'iscrizione della Svizzera sulla lista grigia dei paradisi fiscali. La Commissione ha anche chiesto informazioni sul futuro, a breve e a medio termine, della collaborazione tra la Svizzera e l'organizzazione e sulle modalità con cui avviene lo scambio di informazioni tra il Consiglio federale e la Delegazione svizzera presso l’OCSE a Parigi. La Commissione ha preso atto inoltre della strategia del Consiglio federale in materia di accordi di doppia imposizione. Per quanto riguarda il futuro delle relazioni con l'organizzazione, la Commissione ha sottolineato che è necessario elaborare una strategia che possa rafforzare l'immagine della Svizzera.
7. Indennità versate a posteriori a dipendenti di UBS licenziati
La Commissione è venuta a sapere tramite la stampa che alcuni dipendenti di UBS sul punto di essere licenziati dovrebbero ricevere indennità nel quadro del programma denominato “Conditional Variable Compensation Plan„. Secondo tali informazioni è previsto che a queste persone, che non lavoreranno più per la banca, saranno versati bonus invece previsti specificamente per legare all’impresa i suoi dipendenti chiave.
Vista la considerevole partecipazione della Confederazione a UBS, questa informazione preoccupa la Commissione. Per questo motivo ha incaricato l'amministrazione di redigere, entro la prossima seduta di Commissione, un rapporto sulla retribuzione di questi dipendenti.
La Commissione desidera conoscere più chiaramente la situazione salariale di queste persone e in particolare se la stessa è compatibile con l'organizzazione della retribuzione variabile presentata da UBS e convenuta con la FINMA. La Commissione desidera inoltre essere meglio informata sulle misure d'inserimento e di riconversione professionale previste per i dipendenti in Svizzera che saranno prossimamente licenziati.
La Commissione si è riunita a Berna il 20 e 21 aprile 2009 sotto la presidenza della consigliera nazionale Hildegard Fässler (PS, SG) e in parte in presenza del presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz e della consigliera federale Doris Leuthard.

 

Berna, il 21 aprile, Servizi del Parlamento