Con 15 voti contro 7 e 4 astensioni, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale propone di respingere l'iniziativa parlamentare 09.482 «Limitazione della durata del mandato per i membri del Consiglio federale», depositata dal consigliere nazionale Christian Wasserfallen (PLR, BE), che chiede di modificare la Costituzione federale affinché i membri del Consiglio federale non possano essere eletti più di due volte. Allo stesso modo, propone di respingere, con 14 voti contro 6 e 6 astensioni, anche l'iniziativa parlamentare 09.494 n «Consiglio federale: limitazione del mandato», depositata dalla consigliera nazionale Isabelle Moret (PLR; VD), che chiede anch'essa di limitare il mandato di consigliere federale a due legislature complete, permettendo tuttavia ai membri del governo di rimanere in carica durante una terza legislatura in caso di cambiamento di dipartimento. La CIP-N ritiene superfluo adottare misure in tal senso poiché dalla Seconda Guerra mondiale i consiglieri federali restano in carica, in media, otto anni. Ricorda che i rari consiglieri federali che hanno esercitato la propria funzione più a lungo hanno vissuto per lo più nel XIX secolo o durante la prima metà del XX secolo. La Commissione ritiene inoltre poco pertinente il paragone effettuato dagli autori delle iniziative tra la situazione in Svizzera e quella in alcuni Paesi stranieri, considerato il potere nettamente più limitato di cui dispongono i membri del governo svizzero rispetto, per esempio, al presidente americano o a quello francese: con la netta separazione dei poteri che contraddistingue il nostro sistema, un membro del governo ha un margine di manovra limitato per influenzare l'agenda politica, qualunque sia la durata del suo mandato. Infine, se la limitazione auspicata fosse attuata, la posizione dei membri del governo ne risulterebbe indebolita verso la fine della durata prescritta.
Una minoranza della Commissione ritiene tuttavia inammissibile che siano i singoli consiglieri federali a decidere quando ritirarsi dalla carica e che, stabilendo termini chiari per i membri del governo, si riuscirebbe a pianificare meglio l'agenda politica.
09.483 n Iv. pa. Hodgers. Per la trasparenza delle elezioni al Consiglio federale
L'iniziativa parlamentare depositata dal consigliere nazionale Antonio Hodgers (V, GE) chiede che la legge sul Parlamento sia modificata affinché il voto dei parlamentari per l'elezione del Consiglio federale sia pubblico. La CIP propone di respingerla, con 15 voti contro 9 e 1 astensione, poiché ritiene che i membri dell'Assemblea federale debbano poter disporre di una libertà di scelta totale. Prevedere la pubblicazione dei risultati nominativi non farebbe altro che aumentare la pressione sui singoli parlamentari da parte dei media e delle lobby. Una minoranza della Commissione sostiene invece che i membri dell'Assemblea federale sono tenuti a rendere conto delle loro scelte elettorali ai cittadini che li hanno eletti.
09.484 n Iv. pa. Nordmann. Abolizione della clausola antidemocratica della maggioranza qualificata prevista per il freno alle spese
L'iniziativa parlamentare depositata dal consigliere nazionale Roger Nordmann (PS, VD) chiede di abrogare la lettera b dell'articolo 159 capoverso 3 della Costituzione federale, secondo la quale l'adozione di nuove spese uniche di oltre 20 milioni di franchi o di nuove spese ricorrenti di oltre 2 milioni di franchi richiede il consenso della maggioranza dei membri di ciascuna Camera. Tuttavia, considerando che il cosiddetto «freno alle spese» costituisce uno strumento efficace per imporre al Parlamento una certa disciplina in materia di politica delle spese, la Commissione propone, con 14 voti contro 10, di respingere l'iniziativa. Essa ritiene che, per rispetto verso i cittadini, sia assolutamente necessaria la maggioranza qualificata del Parlamento quando si tratta dell'impiego di denaro pubblico. La minoranza della Commissione ritiene invece che, applicando due sistemi maggioritari diversi per le decisioni relative alle spese, da un lato, e per le decisioni politiche, dall'altro, non solo si priva il Parlamento di una parte delle sue prerogative ma si rinforza anche in maniera eccessiva l'influenza delle minoranze in seno allo stesso.
La Commissione si è riunita il 14 e 15 gennaio 2009 sotto la presidenza del consigliere nazionale Yvan Perrin (UDC, NE).
Berna, 15 gennaio 2010 Servizi del Parlamento