Ratifica dei Protocolli della Convenzione delle Alpi
La Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale ribadisce la sua opposizione alla ratifica dei Protocolli della Convenzione delle Alpi. Essa critica in particolare le imprevedibili ripercussioni che una ratifica avrebbe sul diritto nazionale. Inoltre, essa rimprovera ancora ai Protocolli un pessimo equilibrio fra protezione e sfruttamento delle regioni alpine a scapito del loro sviluppo.

01.083 s Convenzione delle Alpi. Protocolli di attuazione

Con 14 voti contro 11 e un'astensione, la Commissione propone di mantenere la decisione adottata dal Consiglio nazionale nel dicembre 2009 di non entrare in materia sulla ratifica dei Protocolli di attuazione della Convenzione delle Alpi. Il Consiglio degli Stati, che nel 2004 a conclusione del primo esame dell'oggetto aveva approvato la ratifica dei Protocolli relativi alla protezione del suolo, ai trasporti e alla pianificazione del territorio, ha dal canto suo confermato, nella sessione estiva 2010, la propria decisione di entrata in materia, seguendo la proposta del Consiglio federale.

In considerazione dell'incertezza relativa alla portata dei Protocolli, applicabili a circa il 60 per cento del territorio svizzero, la maggioranza della Commissione ritiene irragionevole una loro ratifica. Oltre agli oneri supplementari e agli adeguamenti del diritto nazionale che la loro attuazione comporterebbe, la Commissione teme in modo particolare i potenziali ostacoli allo sviluppo economico delle regioni di montagna. Una minoranza della Commissione è invece favorevole all'entrata in materia, ritenendo che la Convenzione delle Alpi rappresenti proprio un'opportunità per lo sviluppo sostenibile delle regioni di montagna e per la cooperazione internazionale.

Bandi di gara per le concessioni di utilizzo del suolo per l'approvvigionamento di energia elettrica

Con 19 voti contro zero e sei astensioni, la Commissione ha deciso di elaborare un'iniziativa parlamentare per la modifica della legge sull’approvvigionamento elettrico (LAEl). Dopo aver sentito la Commissione della concorrenza (Comco) a proposito del suo parere relativo al rinnovo dei contratti di concessione fra la società Centralschweizerischen Kraftwerken AG e i Comuni del Cantone di Lucerna, la Commissione ha concluso che l'articolo 2 capoverso 7 della legge sul mercato interno non debba applicarsi alla rete nazionale di trasporto dell'elettricità e nemmeno alle reti di distribuzione. Essa ritiene che i contratti a lungo termine siano necessari per garantire la sicurezza degli investimenti nel settore delle reti elettriche e che i Cantoni debbano pertanto attribuire le zone di distribuzione a un gestore di rete, come previsto dalla LAEl. La Commissione considera quindi più razionale rinunciare ai bandi di gara e mantenere così una prassi sperimentata.

09.468 n Iv.pa. Nussbaumer. Migliorare le condizioni quadro per la mobilità elettrica

Con 15 voti contro 11, la Commissione ha deciso di dare seguito a un'iniziativa parlamentare presentata dal consigliere nazionale Eric Nussbaumer che prevede una serie di misure per migliorare le condizioni quadro della mobilità elettrica e, di conseguenza, per favorire la commercializzazione dei veicoli interessati. Sul principio, la Commissione è favorevole alla promozione di questa tecnologia pulita e silenziosa caratterizzata da un buon rendimento energetico e atta a far diminuire la nostra dipendenza dai carburanti derivanti dal petrolio. Essa solleva tuttavia qualche riserva in merito a determinate misure previste dall'iniziativa, segnatamente il finanziamento delle attività di promozione della mobilità elettrica mediante l'imposta sugli oli minerali. Inoltre, consapevole che il nostro fabbisogno di elettricità continuerà a crescere, la Commissione si mostra critica di fronte a un eventuale obbligo di utilizzare corrente proveniente dalle energie rinnovabili.

07.062 n LPT. Acquisto di fondi da parte di persone all'estero. Misure accompagnatorie relative all'abrogazione

La Commissione è assai critica sulle precisazioni relative alle misure destinate a limitare la costruzione di residenze secondarie che il Consiglio degli Stati ha adottato durante la sessione estiva 2010. Essa raccomanda di attenersi alla versione iniziale del Consiglio federale che prevede in modo conciso l'obbligo da parte dei Cantoni di definire i territori per i quali devono essere adottate misure particolari al fine di mantenere una proporzione equilibrata di residenze primarie e secondarie. La Commissione considera che la formulazione iniziale sia sufficientemente precisa senza che il margine di manovra per adeguare le misure alle particolarità locali risulti penalizzato. Una minoranza sostiene tuttavia le modifiche proposte dal Consiglio degli Stati, ritenendo la loro formulazione più incisiva e quindi più efficace. Una seconda minoranza propone invece di obbligare i Cantoni a fissare contingenti per le regioni interessate.

La Commissione mantiene anche la proposta di autorizzare misure edificatorie a edifici abitativi situati fuori dalle zone edificabili disciplinati dal diritto precedente. Una minoranza propone invece di stralciare questa disposizione del disegno, che rappresenta un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare «Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie!», poiché slegata dalla problematica delle residenze secondarie.

06.060 s Impianti di accumulazione. Legge federale

La Commissione propone all’unanimità di approvare il disegno di legge federale sugli impianti di accumulazione (LImA). Il disegno è stato rielaborato dopo che il Parlamento aveva bocciato la legge sul controllo della sicurezza (LCSic) alla quale faceva riferimento nella versione del 2006. La legge, destinata a sostituire la legge sulla polizia delle acque del 1877, disciplina la sicurezza degli impianti di accumulazione e introduce una responsabilità per danni causati dalla fuoriuscita di masse d’acqua da un impianto di accumulazione. Il gestore di un impianto di accumulazione è tuttavia liberato dalla responsabilità se i danni sono provocati da atti di sabotaggio, di terrorismo o di guerra. Una minoranza della Commissione si oppone all'esclusione degli atti di sabotaggio dalla responsabilità dei gestori, ritenendo che questi ultimi sono tenuti a proteggere i loro impianti e quindi a rispondere dei danni causati da questi atti. Un'altra minoranza propone di evitare l'assoggettamento dei gestori di grandi impianti di accumulazione a una tassa annua destinata a coprire i costi dell'attività di sorveglianza della Confederazione e di rinunciare a iscrivere un tale obbligo nella legge.

10.3264 s Mo. Consiglio degli Stati (Fournier). Revisione dell'articolo 22 della Convenzione di Berna

La Commissione ha discusso di una mozione accolta dal Consiglio degli Stati che incarica il Consiglio federale di introdurre una modifica della Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa (Convenzione di Berna) in modo che lo Stato firmatario possa formulare in ogni momento, anche dopo la ratifica della Convenzione, riserve sugli obblighi assunti in origine. Se il Consiglio federale riuscisse a imporre tale modifica, nella Convenzione di Berna verrebbe introdotta una nuova riserva che autorizzerebbe la caccia al lupo a determinate condizioni. Se invece la Convenzione rimanesse immutata, il Consiglio federale è incaricato di denunciarla in modo da poter formulare le riserve necessarie al momento di una nuova adesione.
La Commissione propone di modificare il testo della mozione in modo che la Convenzione non possa essere denunciata nel caso di fallimento delle trattative. Una minoranza propone di adottare il testo come approvato dal Consiglio degli Stati mentre una seconda minoranza propone di respingere la mozione.

10.010 s Agenzia internazionale per le energie rinnovabili. Adesione

La Commissione si è allineata alla decisione del Consiglio degli Stati esprimendosi, con 15 voti contro 10, a favore dell'adesione della Svizzera all'Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA). Quest'organizzazione è chiamata a svolgere un ruolo importante nello sviluppo e nella promozione delle energie rinnovabili concertati a livello internazionale. Il suo compito sarà in primo luogo di fornire consulenza e sostegno pratici ai Paesi emergenti e a quelli in sviluppo, offrire assistenza per quanto riguarda l'adeguamento delle condizioni quadro istituzionali e contribuire allo sviluppo delle competenze. Una minoranza della Commissione propone di non entrare in materia.

10.011 s Istituto forestale europeo. Approvazione

Con 18 voti contro 6, la Commissione propone di ratificare la Convenzione sull’Istituto forestale europeo (EFI), firmata dalla Svizzera il 26 novembre 2003. La Convenzione, già approvata dal Consiglio degli Stati, si prefigge di garantire la ricerca forestale a livello paneuropeo. Secondo la maggioranza della Commissione, con la ratifica della Convenzione sarà possibile rafforzare la posizione della ricerca forestale svizzera. Una minoranza della Commissione è sfavorevole alla ratifica.

09.4067 s Mo. Consiglio degli Stati (Gutzwiller). Il sottosuolo nel caos: urge modifica della legge sulla pianificazione del territorio

Con 13 voti contro 10 e un'astensione, la Commissione propone di respingere una mozione approvata dal Consiglio degli Stati che incarica il Consiglio federale di includere, mediante modifica della legge sulla pianificazione del territorio LPT, il sottosuolo utilizzabile nella pianificazione territoriale. La Commissione non condivide l'opinione secondo cui l'utilizzazione del sottosuolo necessiti di coordinamento e pianificazione e ritiene quindi superflua una modifica del diritto federale.

09.438 n Pa. Iv. van Singer. Ridurre il livello di esposizione ai raggi non ionizzanti

Con 15 voti contro 9, la Commissione ha rifiutato di dare seguito all'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Christian van Singer, volta a introdurre una dichiarazione obbligatoria relativa all'emissione di raggi non ionizzanti per i prodotti di consumo che generano elettrosmog nonché la possibilità per le collettività locali di pianificare quartieri e luoghi con un livello ridotto di raggi non ionizzanti. La Commissione ritiene che non vi sia la necessità di intervenire in questo settore, visto che nessuno studio finora ha permesso di dimostrare con certezza i pericoli di un'esposizione ai raggi non ionizzanti. Rileva inoltre che i valori limite fissati in Svizzera sono nettamente inferiori a quelli imposti nei Paesi vicini dell'UE.

Una minoranza è tuttavia convinta che l'elettrosensibilità è un fenomeno da affrontare con assoluta serietà. Si dichiara quindi favorevole all'istituzione di basi legali che permetterebbero alle persone interessate di meglio proteggersi dall'elettrosmog.

La Commissione si è riunita a Berna il 28 e 29 giugno 2010 sotto l'egida del consigliere nazionale Jacques Bourgeois (RL/FR) e in parte alla presenza del consigliere federale Moritz Leuenberger.

 

Berna, 30 giugno 2010 Servizi del Parlamento