1. Lotta contro le remunerazioni eccessive (08.523, 09.4089, 10.3351, 10.460)
Con 14 voti contro 12 la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) ha dato seguito all'iniziativa depositata la scorsa settimana dalla sua Commissione omologa del Consiglio degli Stati per risolvere nel diritto societario il problema delle remunerazioni eccessive. La CET-N è favorevole al principio secondo il quale le remunerazioni superiori a 3 milioni di franchi devono essere considerate non più come un salario, bensì come una partecipazione agli utili dell'impresa ai sensi dell'articolo 677 del Codice delle obbligazioni. Il versamento di tali remunerazioni sarebbe così sottoposto all'approvazione dell'Assemblea generale. Inoltre, le remunerazioni superiori a 3 milioni di franchi sarebbero corrisposte soltanto se l'impresa realizza effettivamente dei benefici.
La CET-N accoglie con favore questa proposta, soprattutto perché amplia le competenze degli azionisti rafforzando i diritti decisionali di coloro che mettono a disposizione il capitale e assumono i rischi.
D'altro canto, la CET-N ha respinto con 18 voti contro 8 due mozioni (09.4089, 10.3351) adottate dal Consiglio degli Stati nella scorsa sessione estiva volte a lottare contro le remunerazioni su un piano puramente fiscale. Sempre con 18 voti contro 8 la Commissione ha inoltre deciso di non dare seguito all'iniziativa parlamentare 08.523 depositata da Marina Carobbio Guscetti che chiede anche di limitare le indennità di partenza che le imprese possono dedurre fiscalmente quale spesa.
2. Iniziative sul risparmio per l'alloggio (09.074, 10.459)
Nel corso della seduta del 22 giugno 2010, la CET-S ha approvato un'iniziativa commissionale (10.459) per elaborare un controprogetto indiretto alle iniziative popolari «Accesso alla proprietà grazie al risparmio per l'alloggio» e « Per agevolare fiscalmente il risparmio per l’alloggio destinato all’acquisto di una proprietà abitativa ad uso proprio e per finanziare misure edilizie di risparmio energetico e di protezione dell’ambiente». L'iniziativa della CET-N riprende a grandi linee il contenuto della prima iniziativa popolare.
La CET-N ha approvato il deposito di questa iniziativa parlamentare con 15 voti contro 9 e un'astensione. La CET-N, che nell'esame preliminare delle iniziative popolari aveva già riconosciuto il principio del risparmio per l'alloggio, condivide il punto di vista della CET-S secondo il quale la materia deve essere disciplinata a livello di legge e non nella Costituzione. L'elaborazione di un controprogetto indiretto potrebbe anche favorire il ritiro delle iniziative popolari.
Il via libera della CET-N consentirà alla CET-S di elaborare un controprogetto indiretto. La CET-S procederà all'esame di questo affare nella seduta in programma il prossimo 26 agosto.
Con 16 voti contro 10 la CET-N ha inoltre invitato la CET-S a riprendere dall'iniziativa popolare « Per agevolare fiscalmente il risparmio per l’alloggio destinato all’acquisto di una proprietà abitativa ad uso proprio e per finanziare misure edilizie di risparmio energetico e di protezione dell’ambiente» la disposizione che prevede l'esonero fiscale dei premi del risparmio per l'alloggio e dei contributi pubblici per promuovere l'efficienza energetica e le energie rinnovabili. La CET-N ha d'altra parte rifiutato, con 17 voti contro 6 e 2 astensioni, di chiedere alla CET-S di limitare le esenzioni fiscali ai contribuenti con un reddito imponibile inferiore a 100 000 franchi.
La CET-N ha infine chiesto che l'amministrazione elabori un rapporto sulla possibilità concessa dal diritto attuale di attingere a capitale del secondo pilastro per acquisire una proprietà d'abitazioni. La CET-N vuole sapere se il risparmio per l'alloggio o altri modelli come le cooperative d'abitazione e le abitazioni di pubblica utilità non si prestino meglio per promuovere l'accesso alla proprietà piuttosto che il ricorso al secondo pilastro, perché senza questo capitale previdenziale le persone con reddito modesto rischiano al momento della pensione di trovarsi in seria difficoltà.
3. Iniziativa parlamentare Bigger. Controllo volontario del bestiame vivo nei macelli regionali (09.491)
Questa iniziativa chiede che i macelli che non esportano carne all'estero ma operano unicamente sul mercato svizzero siano esentati dall'obbligo di controllare gli animali da macello (bestiame vivo). Con 13 voti contro 10 la CET-N propone alla sua Camera di non dare seguito all'iniziativa. La maggioranza della CET-N ritiene infatti che il controllo sistematico degli animali prima della macellazione vada a tutto vantaggio sia della sicurezza alimentare sia del benessere degli animali. Inoltre l'introduzione di una procedura facilitata per i macelli che producono carne non destinata al mercato europeo violerebbe il principio di equivalenza con l'UE in materia di esportazione di carne e di prodotti carnei. Una tale procedura porrebbe problemi soprattutto per le parti di animali che al giorno d'oggi non sono praticamente più trasformate in Svizzera (per esempio le pelli). Una minoranza della Commissione ritiene invece che sia esagerato imporre ai numerosi macelli di dimensioni modeste di controllare sistematicamente il bestiame da macello.
4. Iniziativa parlamentare Bigger. Salvaguardia dell'esportazione di bestiame dalla Svizzera (09.510)
L'iniziativa in oggetto mira a rimettere in vigore l'articolo 26 della legge federale sull'agricoltura abrogato a inizio anno. Questo articolo permetterebbe al Consiglio federale di accordare contributi all'esportazione di prodotti agricoli e di prodotti agricoli trasformati. L'iniziativa chiede che, fintanto che non sia reintrodotto un articolo di identico tenore nella legge, il Consiglio federale sostenga l'esportazione di bestiame. Con 14 voti contro 11 la CET-N ha deciso di dare seguito all'iniziativa. La maggioranza della Commissione ritiene infatti che la caduta del prezzo del latte abbia gravi conseguenze sul mercato degli animali da reddito e degli animali d'allevamento e che sia pertanto necessario nell'interesse dell'agricoltura svizzera sostenerne le esportazioni. La maggioranza è inoltre dell'opinione che nell'abolizione dei contributi all'esportazione sia opportuno allinearsi al ritmo seguito dall'UE. Una minoranza della Commissione ritiene tuttavia che la reintroduzione dei contribuiti in questione sarebbe in contraddizione con le decisioni finora adottate dal Parlamento e un segnale sbagliato nell'ottica dei negoziati in corso e futuri in materia di commercio estero.
5. Iniziative cantonali concernenti l'importazione di derrate alimentari prodotte in condizioni sociali ed ecologiche inammissibili (08.301, 08.307, 08.320, 08.326, 09.311)
I Cantoni di Giura, Neuchâtel, Ginevra, Friburgo e Vaud hanno depositato un'iniziativa ciascuno nella quale esprimono la loro inquietudine riguardo all'importazione di derrate alimentari prodotte in condizioni sociali ed ecologiche intollerabili. Essi chiedono pertanto alla Confederazione di adottare le seguenti misure: impegnarsi nei negoziati con l'OMC e l'UE per garantire condizioni di lavoro etiche e metodi di produzione sostenibile, prevedere l'obbligo di presentare una dichiarazione concernente le condizioni sociali e la sostenibilità della produzione delle derrate importate in Svizzera e vietare l'importazione delle derrate prodotte in condizioni non conformi a questi standard.
Il 17 giugno 2010 il Consiglio degli Stati aveva deciso con 22 voti contro 7 di non dare seguito ad alcuna delle cinque iniziative.
Se i membri della CET-N hanno espresso comprensione per le preoccupazioni dei Cantoni promotori dell'iniziativa, la maggioranza della Commissione ritiene tuttavia che la Svizzera si impegni già a diversi livelli per garantire condizioni di produzione sostenibili e che il problema non siano tanto le disposizioni nazionali e internazionali in vigore, quanto piuttosto la loro applicazione nei Paesi di produzione, sulla quale la Svizzera non può esercitare alcun influsso. La CET-N propone pertanto alla sua Camera con 11 voti contro 7 e 6 astensioni di non dare seguito alle cinque iniziative. Una minoranza della Commissione avrebbe invece voluto darvi seguito, perché ritiene che i cinque Cantoni abbiano segnalato un problema reale che va risolto.
La Commissione desiderava tuttavia rispondere alle preoccupazioni espresse dai Cantoni sull'impegno della Svizzera a livello internazionale. Ha dunque deciso, con 22 voti contro 2, di depositare una mozione che incarica il Consiglio federale di vigilare affinché negli accordi commerciali internazionali (sopratutto a livello di OMC) si presti attenzione alle norme ambientali e sociali e non soltanto alla soppressione degli ostacoli tariffali. La CET-N ha inoltre deciso con 15 voti contro 7 e un'astensione di depositare un postulato che invita il Consiglio federale a esaminare in che modo migliorare l'informazione dei consumatori per meglio rispondere alle esigenze dello sviluppo sostenibile. A tal scopo, il Consiglio federale dovrebbe tenere conto dell'evoluzione dei marchi nazionali in seno all'UE.
La Commissione si è riunita a Berna il 28 e 29 giugno 2010 sotto la presidenza del consigliere nazionale Hansruedi Wandfluh (UDC,BE) e in parte alla presenza del consigliere federale Hans-Rudolf Merz.
Berna, 29 giugno 2010 Servizi del Parlamento