Legge federale concernente la ricerca sull'essere umano
La Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale ha svolto la seconda parte delle audizioni sulla legge sulla ricerca umana (LRUm), ascoltando rappresentanti delle organizzazioni dei pazienti e del settore della ricerca. Per ragioni di tempo, la Commissione ha tuttavia deciso di rinviare alla prossima seduta il dibattito di entrata in materia.

Dopo una prima serie di audizioni effettuate in occasione della sua ultima seduta, la CSEC-N è tornata a occuparsi della legge federale concernente la ricerca sull'essere umano (09.079) ascoltando altri rappresentanti delle organizzazioni dei pazienti e del settore della ricerca. I partecipanti all'audizione hanno sottolineato i miglioramenti apportati dall'attuale disegno di legge rispetto alla versione posta in consultazione nel 2006. Tutti hanno espresso critiche, benché per ragioni differenti, su tre punti del disegno, a cominciare dagli articoli 2 (Campo di applicazione) e 18 (Informazione incompleta). Riguardo a quest'ultimo, alcuni partecipanti ritengono che nell'ambito della ricerca clinica un'informazione incompleta sia fondamentalmente contraria all'etica. Per altri essa è invece un elemento indispensabile in taluni progetti di ricerca, laddove un'informazione esaustiva potrebbe influenzare il risultato dello studio (p. es. studi sull'altruismo). Varie critiche sono state inoltre formulate a proposito dell'espressione «presumibile beneficio diretto» contenuta nell'articolo 3 lettera d. Alcune delle persone ascoltate hanno rilevato il rischio che questa formulazione induca, presso talune persone interessate, speranze che verrebbero spesso deluse; a loro avviso, nel caso di un progetto di ricerca si potrebbe tutt'al più parlare di «beneficio potenziale» in senso lato per i gruppi che partecipano a uno studio.

Al termine delle audizioni, la Commissione ha discusso sull'opportunità di istituire una sottocommissione che si occupi di una materia tanto complessa. Una proposta in tal senso è stata tuttavia respinta con 14 voti contro 8 e 1 astensione. Per la maggior parte dei membri della Commissione è importante partecipare integralmente alle discussioni su questo oggetto. Per ragioni di tempo, il dibattito di entrata in materia è stato rinviato alla seduta di settembre,

Dopo l'esame da parte del Consiglio degli Stati, la CSEC-N si è occupata delle ultime divergenze riguardanti il progetto elaborato a partire dall'Iv. Pa. Kohler. Divieto dei pitbull in Svizzera (05.453). In primo luogo ha voluto sentire i rappresentanti dei Cantoni di Argovia, Ginevra, Turgovia, Vaud e Zurigo, in modo da ottenere maggiori informazioni sulle esperienze fatte in Cantoni che hanno già legiferato in materia. La CSEC-N si è opposta a quanto deciso dal Consiglio degli Stati riguardo a due punti: essa non intende incaricare il Consiglio federale di sottoporre ad autorizzazione la detenzione di cani potenzialmente pericolosi. In secondo luogo, la maggioranza della Commissione chiede nuovamente che ai Cantoni sia concessa la facoltà di emanare disposizioni più incisive per proteggere le persone e gli animali dai pericoli costituiti dai cani. Queste divergenze dovrebbero essere eliminate in occasione della sessione autunnale.

La Commissione ha poi proceduto all'esame preliminare dell'iniziativa del Cantone di Soletta Armonizzazione delle borse di studio (07.308), la quale chiede, oltre a una partecipazione finanziaria della Confederazione, che in Svizzera vengano fissati standard minimi al fine di armonizzare dal punto di vista sostanziale il sistema delle borse di studio. Per raggiungere questo obiettivo, l'iniziativa prevede che vengano istituite le basi giuridiche necessarie all'elaborazione di una legge quadro. Il Consiglio degli Stati aveva deciso di non dare seguito all'iniziativa. La CSEC-N propone invece al proprio Consiglio di accogliere l'iniziativa solettese, e questo nonostante i Cantoni siano attualmente impegnati nell'elaborazione di un concordato sulle borse di studio. La Commissione ha anche deciso di mantenere la sua propria iniziativa (Iv. Pa. CSEC-N. Borse di studio. Sostegno federale per la promozione della mobilità degli studenti ([09.497]), in quanto ritiene che la questione riguardante la mobilità degli studenti non sarà risolta per via di concordato. La maggioranza della Commissione deplora inoltre il disimpegno della Confederazione dal finanziamento della formazione. Con 12 voti contro 9 e 1 astensione, la Commissione propone quindi al proprio Consiglio di dare seguito a entrambe le iniziative.

La CSEC-N ha di nuovo esaminato l'Iv. Pa. Graf-Litscher. Integrazione della medicina complementare nella formazione di medici, dentisti e farmacisti (09.463). La CSEC-S aveva deciso di proporre al proprio Consiglio di non dare seguito all'iniziativa, depositando a sua volta una mozione commissionale: Acquisizione di adeguate conoscenze di medicina complementare durante la formazione (10.3009). La CSEC-N si è orientata verso la soluzione proposta dall'omologa Commissione del Consiglio degli Stati e, con 21 voti contro 0 e 1 astensione, propone al proprio Consiglio di perseguire l'obiettivo per mezzo della mozione presentata dalla CSEC-S. Con 10 voti contro 0 e 13 astensioni ha inoltre deciso di non dare seguito all'iniziativa parlamentare Graf-Litscher.

Prima della pausa estiva il Consiglio federale ha approvato l'ordinanza sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche. Le misure previste dall'ordinanza e dalla legge sulle lingue (in vigore dal 1° gennaio 2010) si prefiggono di promuovere gli scambi e la comprensione fra le comunità linguistiche. Anche la Confederazione ha l'obbligo, in quanto datore di lavoro, di promuovere le conoscenze linguistiche dei suoi collaboratori. La CSEC-N, che sostiene gli sforzi in tal senso, ha proposto al proprio Consiglio, con 18 voti contro 4 e nessuna astensione, di accogliere la mozione Lombardi. Un ombudsman all'UFPER per promuovere l'italianità nell'amministrazione federale (09.4331). Dal deposito della mozione, un delegato al plurilinguismo ha iniziato la sua attività in seno alla Confederazione. Per la Commissione questa nomina costituisce il primo e più importante passo verso l'adempimento della mozione, anche se ritiene che in questo settore resti ancora molto da fare; la decisione di trasmettere la mozione Lombardi al Consiglio federale vuole quindi essere un segnale politico in tal senso.

Nel quadro del suo nuovo esame preliminare dell'Iv. Pa. Bruderer. Vietare l'importazione di prodotti realizzati con la pelle di animali maltrattati (09.428), la maggioranza della Commissione ha deciso, con 16 voti contro 6 e 1 astensione, di proporre al proprio Consiglio di accogliere l'iniziativa. A suo avviso, questa iniziativa non si prefigge di vietare l'importazione generalizzata di pellicce, ma unicamente di quei prodotti realizzati con la pelle di animali maltrattati durante l'allevamento o la cattura, oppure al momento dell'uccisione. La maggioranza della Commissione è dell'avviso che in questo settore la Svizzera potrebbe svolgere un ruolo precursore. Una minoranza rileva che gli obiettivi perseguiti dall'iniziativa sono già stati presi in considerazione trasmettendo al Consiglio federale la mozione Moser. Obbligo di dichiarazione delle pellicce (08.3675), che chiede di modificare le basi legali affinché si introduca l'obbligo di dichiarazione per le pellicce e gli articoli in pelliccia.

 

Presieduta dal consigliere nazionale Lieni Füglistaller (UDC/AG), la Commissione si è riunita a Berna il 19 e il 20 agosto 2010. A parte della seduta era presente il consigliere federale Didier Burkhalter.

 

Berna, 20 agosto 2010 Servizi del Parlamento