1. 11.008 sn Politica economica esterna 2010. Rapporto
La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) ha preso atto del rapporto di cui sopra da quale risulta un quadro preciso della politica economica esterna che la Svizzera ha condotto nel 2010. Prima di procedere all'esame di questo rapporto, la Commissione aveva sentito diversi rappresentanti dell’OSEC, di Economiesuisse e di AllianceSud.
La Commissione ha discusso in particolare in merito alla politica di libero scambio della Svizzera, assicurando il Consiglio federale che lo sosterrà nei suoi sforzi intesi a introdurre negli accordi di libero scambio delle clausole relative alla protezione dell'ambiente e al diritto del lavoro. Tali accordi non dovrebbero tuttavia servire direttamente ad attuare questi standard. La Commissione ha peraltro constatato che, benché l'importanza dei negoziati dell’OMC sia riconosciuta sul piano internazionale, non è stato realizzato nessun progresso concreto. Come il Consiglio federale, la CPE-S è convinta che la conclusione di un accordo multilaterale sia tutt'ora importante per l’industria d’esportazione della Svizzera. La Commissione ha inoltre preso atto delle buone prospettive economiche per l'anno in corso, pur sottolineando che, a medio termine, la forza del franco svizzero non mancherà di gravare sull'economia nazionale; l’importante è che il valore del franco rispetto all'euro corrisponda alla realtà economica e che non sia frutto di speculazioni. La Commissione si è occupata in particolare del capitolo sul sistema finanziario internazionale dedicandosi segnatamente alle tematiche seguenti: il seggio della Svizzera in seno al FMI e i nuovi rapporti di forza che derivano dalla riforma di questa istituzione, nonché la valutazione dei membri del Gruppo d'azione finanziaria (GAFI).
Ha altresì prestato particolare attenzione all'adeguamento delle convenzioni bilaterali sulla doppia imposizione (CDI), in conformità con l’articolo 26 del modello di convenzione dell’OCSE. A questo proposito, la Commissione ha rilevato che la Svizzera si era dichiarata favorevole a conformarsi allo standard dell’OCSE e ritiene che le CDI da essa concluse rispettino in linea di principio questo standard. Al momento non vede alcun motivo di procedere a nuovi adeguamenti. Tuttavia, intende seguire con attenzione l'analisi della situazione che il Consiglio federale effettuerà e stabilire con esso, senza prendere decisioni affrettate, l'opportunità di intervenire e, in tal caso, quali sarebbero le misure appropriate da prendere. La Commissione si attende dall'OCSE che sappia apprezzare gli sforzi considerevoli che la Svizzera ha profuso per adeguare le sue CDI e che le riservi un trattamento corretto.
Nel quadro delle deliberazioni, la Commissione ha adottato, con 8 voti favorevoli e 3 astensioni, un accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS e l’Ucraina e un accordo sull'agricoltura tra la Svizzera e l'Ucraina. Con 8 voti favorevoli e 3 astensioni ha inoltre approvato l'accordo tra la Svizzera e l'Egitto sulla protezione degli investimenti. La Commissione ha peraltro approvato all'unanimità i seguenti accordi: l’Accordo internazionale del 2010 sul cacao (con 11 voti), un accordo tra la Svizzera e la Russia sulla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine (con 11 voti) e due accordi in ambito veterinario con la Norvegia e la Nuova Zelanda (con 12 voti); in seguito ha approvato il decreto federale che approva le misure riguardanti le tariffe doganali nel 2010 (con 12 voti) e il decreto federale che approva le modifiche della lista LIX-Svizzera-Liechtenstein nel settore dei prodotti farmaceutici (con 12 voti).
2. Politica europea della Svizzera
In seguito alla visita a Bruxelles della presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey, la Commissione si è chinata a lungo sullo stato attuale delle relazioni tra la Svizzera e l’UE. Ha preso atto della decisione del Consiglio federale di voler adottare come regola il recepimento dell’acquis comunitario nel quadro di futuri accordi bilaterali con l’UE. Il Consiglio federale risponde in tal modo alla volontà dell’UE di garantire l'omogeneità del mercato interno mediante l'applicazione uniforme delle norme che lo regolano, il che è anche nell'interesse della Svizzera. La Commissione ritiene che questa evoluzione segni l'inizio di una nuova era, determinante per le relazioni Svizzera-UE. Reputa che ora sia di capitale importanza disciplinare in modo ottimale sul piano istituzionale la trasposizione del diritto del mercato interno nella legislazione svizzera. A questo proposito, la Commissione si aspetta che il Consiglio federale presenti varie opzioni, che dovranno soddisfare i seguenti obiettivi: garantire al legislatore svizzero un margine di manovra per quanto possibile ampio e salvaguardare i principi della democrazia diretta che caratterizzano il nostro Paese. La CPE-S e Micheline Calmy-Rey si riuniranno nuovamente per fare il punto sulla questione, prima che la presidente della Confederazione incontri i dirigenti dell’Unione europea a fine marzo.
3. Rapporto del Consiglio d'Europa sul Kosovo. Audizione del consigliere agli Stati Dick Marty
La CPE-S ha salutato l'impegno di Dick Marty e la sua determinazione di voler far luce sul passato del Kosovo. Ritiene che questo lavoro di analisi del passato sia assolutamente necessario affinché in Kosovo siano garantite la pace e istituzioni stabili. La Commissione ha constatato con soddisfazione che la comunità internazionale, e in particolare gli Stati Uniti, hanno preso molto seriamente le conclusioni del rapporto dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e hanno espresso la loro volontà di svolgere un'inchiesta sugli elementi che attestano la perpetrazione di gravi crimini di guerra durante il conflitto in Kosovo, e segnatamente del traffico illecito di organi umani. La Commissione ha inoltre appreso che attualmente l’EULEX sta conducendo alcune riflessioni a questo proposito. La Commissione è unanime nell'auspicare che il Consiglio federale si impegni nei confronti dell'UE e in seno al Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa per far luce su queste presunte violazioni dei diritti dell'uomo.
La Commissione si è riunita a Berna il 17 febbraio 2011 sotto la presidenza del consigliere agli Stati Eugen David (CEg/SG) e in presenza della presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey, nonché della consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf e del consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann.
Berna, 18 febbraio 2011 Servizi del Parlamento