Vertenza fiscale tra le banche svizzere e gli Stati Uniti
La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) si è informata in merito alla vertenza fiscale tra le banche svizzere e gli Stati Uniti e ai risultati dei negoziati sulle convenzioni fiscali parafate con la Germania e con il Regno Unito.

Politica fiscale

La Commissione è stata informata dalla consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, responsabile del Dipartimento federale delle finanze (DFF), riguardo agli ultimi sviluppi della vertenza fiscale tra le banche svizzere e gli Stati Uniti. La Commissione si è espressa in modo fermo per il rispetto dell’ordinamento giuridico svizzero, ritenendo che una soluzione negoziale basata sul diritto di necessità, analogamente a quanto avvenuto nel noto caso dell’UBS, non possa costituire un’opzione.

 

In conformità con l’articolo 152 capoverso 2 della legge sul Parlamento, la CPE-S si è poi informata in merito alle convenzioni fiscali parafate con la Germania (il 10 agosto 2011, cfr. Comunicato stampa DFF) e con il Regno Unito (il 24 agosto 2011, cfr. Comunicato stampa DFF). Le sono stati illustrati i risultati sostanziali dei negoziati. Quale commissione permanente del Consiglio degli Stati, nel corso del quarto trimestre di quest’anno la CPE-S esaminerà i relativi messaggi futuri del Consiglio federale.

 

Politica del personale e rete esterna del DFAE

La Commissione si è informata sugli ultimi sviluppi nella gestione del personale in seno al DFAE, prendendo atto che il Dipartimento degli affari esteri ha accantonato le annunciate riforme per una nuova politica del personale. Essa ha poi discusso dell’importanza di una strategia più coerente per le future priorità della rete esterna svizzera e ha sentito un rappresentante dei diplomatici. In un  postulato, accolto all’unanimità, la Commissione incarica il Consiglio federale, nel prossimo rapporto sulla politica estera, di fornire informazioni sulla sua concezione della rete esterna svizzera e in particolare sulle future esigenze, priorità e risorse di quest’ultima.

 

La politica della Svizzera in materia di visti

Da dicembre 2008 la Svizzera è parte dello Spazio Schengen. Nell’ambito di un approfondimento sul tema, la Commissione si è occupata delle conseguenze che comporta per la sua politica nazionale in materia di visti l’associazione del nostro Paese a Schengen. Si è discusso del margine di manovra della Svizzera nel rilascio di visti per soggiorni di breve durata e delle ripercussioni per la rete esterna svizzera dell’aumento di richieste di visti. Ci si è anche chinati sulla situazione riguardante le circa 10 000 domande d’asilo di profughi iracheni, depositate dal 2006 al 2008 nelle ambasciate svizzere di Egitto e Siria e tuttora inevase.

 

Consultazioni da parte del Consiglio federale

Nel quadro di una consultazione ai sensi dell’articolo 152 capoverso 3 LParl, la Commissione ha approvato i limiti che definiscono il mandato negoziale con l’Unione europea su un Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (UESA). Sempre ai sensi dell’articolo 152 capoverso 3 LParl, essa ha poi approvato l’applicazione temporanea dell’aggiornamento dell’Allegato III dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’UE (ALC).

 

Mozioni del Consiglio nazionale e petizioni

Con 5 voti contro 5 e voto decisivo del suo presidente, la Commissione ha respinto la mozione 10.3863. Maggiore trasparenza sugli accordi bilaterali tra la Svizzera e l’Unione europea, presentata dalla consigliera nazionale Marlies Bänziger.

La Commissione ha invece accolto  senza voti contrari la mozione 11.3203. Coordinamento dei servizi amministrativi destinati agli Svizzeri all’estero, presentata dalla consigliera nazionale Martine Brunschwig Graf, e la mozione 11.3157. Rapporti tra la Svizzera e l’Italia. Appianare i conflitti, presentata dal consigliere nazionale Ignazio Cassis.

La CPE-S ha esaminato la petizione 11.2010. Piena libertà di religione e parità di diritti per i cristiani nei Paesi islamici, presentata dalla «Arbeitsgemeinschaft Religionsfreiheit» (Gruppo di lavoro per la libertà religiosa) e, con 5 voti contro 4, ha deciso di sentire rappresentanti della Conferenza dei vescovi svizzeri e delle chiese nazionali prima di prendere una decisione.

La CPE-S si è riunita il 5 settembre 2011 a Berna sotto la presidenza del consigliere agli Stati Eugen David (CEg/SG) e alla presenza della presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey, delle consigliere federali Simonetta Sommaruga ed Eveline Widmer-Schlumpf e del consigliere federale Johann Schneider-Ammann.

 

Berna,  5 settembre 2011 Servizi del Parlamento