Quando un consigliere federale accetta un mandato dopo aver lasciato la propria carica, la notizia suscita inevitabilmente scalpore, come confermato dall’attualità più recente. L’ultimo esempio riguarda Moritz Leuenberger, che ha annunciato la sua intenzione di entrare a far parte del consiglio di amministrazione del gruppo edile Implenia. Sono state prontamente depositate due iniziative parlamentari (10.511 Iv. Pa. Binder. Periodo di attesa per incarichi e funzioni a consiglieri federali uscenti e 10.517 Iv. Pa. Leutenegger Oberholzer. Limitare l’assunzione di mandati da parte dei consiglieri federali uscenti), il cui esame preliminare è stato attribuito alla CIP-N. La Commissione ha deciso di dare seguito a entrambe, con 15 voti contro 10 e 1 astensione per l’iniziativa del consigliere nazionale Max Binder (V, ZH) e con 18 voti contro 8 per quella della consigliera nazionale Susanne Leutenegger Oberholzer (S, BL). La CIP-N ritiene infatti opportuno disciplinare le attività economiche dei consiglieri federali dimissionari o uscenti con regole generali e a tal riguardo si dovranno determinare con precisione quali mandati saranno interessati dall’introduzione del termine d'attesa, nonché la durata di quest’ultimo. In particolare quando il mandato è strettamente connesso ai settori di cui si occupava il ministro quando era in carica, occorre stabilire se vi sono stati favoritismi nei confronti dell’azienda in questione. Anche l’indipendenza nell’esercizio delle proprie funzioni rischia di essere minacciata, poiché i consiglieri federali potrebbero essere corteggiati da alcune aziende quando ancora sono membri del Governo. La minoranza della Commissione sostiene invece che non sia opportuno legiferare in materia poiché non è in questo modo che si insegna la buona condotta. Sarebbe inoltre praticamente impossibile prevedere una regolamentazione generale per tutti i casi problematici.
10.537 n Iv. Pa. Zisyadis. Stop alla burocrazia!
Questa iniziativa parlamentare, depositata dal consigliere nazionale Josef Zisyadis (G, VD), chiede d’iscrivere nella Costituzione federale il diritto di tutti i cittadini a leggi applicate in modo non burocratico. L’intervento avanza dunque la medesima richiesta dell’iniziativa popolare «Stop alla burocrazia!» lanciata lo scorso autunno dal PLR. Evidentemente questa iniziativa popolare ha buone possibilità di ottenere la maggioranza in Parlamento, visto che la CIP-N ha deciso, con 16 voti contro 4, di dare seguito all’iniziativa parlamentare in questione. La minoranza della Commissione sostiene che sarebbe alquanto arduo sancire il diritto fondamentale a una formulazione comprensibile e a un’esecuzione non burocratica della legislazione.
09.060 Per l’espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa espulsione). Iniziativa popolare. Modifica della LStr (disegno 1) / 08.329 Iv. Ct. SG. Legge sugli stranieri. Precisazioni
La CIP-N ha chiesto all’unanimità alla sua Camera di seguire la decisione presa dal Consiglio degli Stati durante la sessione primaverile e di non entrare in materia sulla modifica della legge federale sugli stranieri (disegno 1) presentata dal Consiglio federale nel suo messaggio concernente l’iniziativa popolare sull’espulsione. Il testo, che costituiva inizialmente un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare, in realtà è decaduto quando quest’ultima è stata accolta. Spetta ora al Consiglio federale presentare all’Assemblea federale un nuovo messaggio che servirà come legislazione esecutiva per l’iniziativa sull’espulsione. Per le stesse ragioni, la Commissione propone di non dare seguito neppure all’iniziativa depositata dal Cantone di San Gallo.
10.3343 Mo. Consiglio nazionale (CIP-N (09.505)). Legge quadro sull’integrazione / 09.505 n Iv. Pa. Gruppo liberale radicale. Legge quadro per una politica d’integrazione
Durante la sessione primaverile 2011, il Consiglio degli Stati aveva modificato la mozione del Consiglio nazionale, come suggerito dalla sua Commissione, in modo tale da consentire al Governo di presentare un progetto di legge quadro specifica sull’integrazione e da completare le disposizioni in materia d’integrazione già previste dalla legge sugli stranieri. Con 17 voti contro 8, la CIP-N ha approvato la mozione nella sua forma modificata. La minoranza propone di respingerla poiché non vuole che la Confederazione intervenga più attivamente nella politica d’integrazione e ricorda inoltre che, respingendo il controprogetto indiretto all’iniziativa popolare sull’espulsione, anche il Popolo e i Cantoni hanno già rifiutato un articolo sull’integrazione.
Conferendo al Governo un mandato legislativo, la Commissione rinuncia a continuare i suoi stessi lavori concernenti la legge quadro sull’integrazione. Peraltro, con 20 voti contro 4 e 2 astensioni, propone alla sua Camera di non dare seguito all’iniziativa parlamentare presentata dal Gruppo liberale radicale, già respinta all’unanimità dalla Commissione omologa del Consiglio degli Stati.
11.022 n Legge sulla cittadinanza. Revisione totale
La CIP-N ha inoltre esaminato il progetto di revisione totale della legge sulla cittadinanza e dovrebbe pronunciarsi sull’entrata in materia in occasione della prossima seduta del 19 maggio 2011, prima di iniziare la deliberazione di dettaglio.
08.432 n Iv. Pa. La Svizzera deve riconoscere i propri figli
Infine, la Commissione ha deciso all’unanimità di prolungare di due anni il termine per l’attuazione dell’iniziativa parlamentare che chiede di agevolare la naturalizzazione degli stranieri di terza generazione e di sospendere la deliberazione di dettaglio. In questo modo la Commissione intende lasciare aperta la possibilità di modificare il progetto in base ai risultati delle discussioni sulla revisione totale della legge sulla cittadinanza.
La Commissione si è riunita a Berna il 31 marzo e il 1° aprile 2011 sotto la presidenza del consigliere nazionale Yvan Perrin (UDC, NE).
Berna, 1° aprile 2011 Servizi del Parlamento