In seguito al deposito, nel 2009, della mozione 09.3896 (Mo. [Stadler Hansruedi] Briner. Parlamento svizzero: in forma per il futuro), la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) ha sottoposto a un esame sistematico il diritto parlamentare. Con un progetto adottato senza voti contrari (http://www.parlament.ch/i/
dokumentation/berichte/berichte-legislativkommissionen/staatspolitische-kommission-spk/Pages/default.aspx) (10.440 Iv.Pa. CIP-S. Miglioramento dell’organizzazione e delle procedure del Parlamento), la CIP-S propone numerosi miglioramenti. Le tre modifiche seguenti sono particolarmente importanti:
1. Le iniziative parlamentari e le iniziative cantonali non vanno più presentate come proposta generica, bensì soltanto sotto forma di un avamprogetto di un atto legislativo dell’Assemblea federale. Oggi le proposte dei Cantoni e dei membri delle Camere spesso sono in forma talmente generica che l'eventuale attuazione rimane ampiamente aperta. Prima di presentare un avamprogetto di un atto legislativo, gli autori di un’iniziativa devono riflettere maggiormente sull’attuazione dei loro obiettivi. Così aumenta certamente il loro onere lavorativo, ma aumenta anche la possibilità di realizzare la proposta, qualora essa sia suscettibile di raccogliere la maggioranza. Per le dichiarazioni d’intenti politiche elaborate in maniera non dettagliata, sono disponibili altri strumenti parlamentari (in particolare la mozione). Si intende così rivalorizzare i principali strumenti costituzionali dell’iniziativa parlamentare e dell’iniziativa cantonale.
2. Ai sensi dell’articolo 151 della Costituzione federale, le due Camere sono convocate in sessione straordinaria su richiesta del Consiglio federale o di un quarto dei membri di una Camera. Lo scopo di questa sessione non è che in un Consiglio si tenga una discussione generale, ma che i due Consigli possano adottare decisioni concordanti. Con le sue proposte la CIP-S vuole ripristinare la conformità alla Costituzione: una richiesta di convocazione di sessione straordinaria dovrà indicare determinati oggetti in deliberazione pendenti in entrambe le Camere; di regola, la sessione deve tenersi nelle due Camere nella stessa settimana, da stabilire congiuntamente dagli Uffici del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati. Oggi si chiedono sessioni straordinarie su temi precisi senza la garanzia che in entrambe le Camere i relativi oggetti siano pronti per essere trattati. Non ha luogo alcun coordinamento tra di esse.
3. Occorrerà iscrivere nella legge il diritto di chiedere la parola su interventi controversi. Se prima di una decisione controversa non c’è alcun dibattito, è difficile capire in base a quali argomenti è stata presa le decisione. Con la presente proposta, la CIP-S reagisce ai più recenti sviluppi in Consiglio nazionale, che hanno notevoli ripercussioni negative sul lavoro del Consiglio degli Stati. Se ad esempio il Consiglio nazionale tratta un gran numero di interventi nel quadro di un «dibattito organizzato» su un tema, di regola in questo dibattito generale non si prende posizione sui singoli interventi e quindi non è possibile capire perché una certa mozione è stata accolta nonostante fosse controversa. La procedura non è adatta ad accrescere l’importanza delle mozioni, mentre con una procedura più qualificata le mozioni accolte assumerebbero maggiore importanza, dapprima in Consiglio degli Stati (sempre che accolga la mozione) e poi in Consiglio federale, che dovrebbe adempiere il mandato conferitogli da quest’ultima.
Berna, 31 agosto 2011, Servizi del Parlamento