Con 19 voti contro 5, la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale è entrata in materia sul progetto del Consiglio federale concernente la riforma del Fondo monetario internazionale (FMI). La maggioranza della Commissione ha sostenuto l’adeguamento del mandato del FMI all’evoluzione del sistema monetario e finanziario internazionale e dell’economia mondiale. Partecipando all’aumento delle quote, la Svizzera potrà esercitare i diritti di voto che le spettano. Una rappresentanza adeguata in seno al FMI riveste un'importanza centrale per la Svizzera quale economia aperta ai mercati esterni e per la sua piazza finanziaria fortemente integrata nell’economia mondiale. Con 17 voti contro 7 , la Commissione ha respinto una proposta di rinvio, che incaricava il Consiglio federale di completare il suo messaggio indicando le conseguenze per il FMI se alcuni Paesi membri non fossero più in grado di pagare le loro quote. Nel quadro della deliberazione di dettaglio, la Commissione ha inoltre respinto, con 16 voti contro 8, una proposta che chiedeva al Consiglio federale di impegnarsi a favore di un maggior allentamento della condizionalità dei prestiti del FMI, soprattutto dei prestiti concessionali accordati ai Paesi più poveri. La maggioranza della Commissione ritiene in effetti sufficienti le condizioni previste attualmente dal FMI in tali casi. Nella votazione sul complesso, la Commissione ha approvato il progetto con 15 voti contro 8 e un’astensione.
Politica estera e politica europea
La CPE-N ha dato il benvenuto al consigliere federale Didier Burkhalter. Il nuovo capo del DFAE ha presentato alla Commissione le sue priorità e le grandi linee della sua azione per la legislatura in corso. Inoltre, i membri della Commissione hanno chiesto informazioni circa le priorità che il Consiglio federale ha definito in materia di politica europea per il 2012, e per il seguito della legislatura. Di fronte soprattutto all’interdipendenza tra la Svizzera e gli Stati europei confinanti, occorre sviluppare in particolare il dialogo tra la prima e l’Unione europea. Il nuovo capo del DFAE ha in seguito presentato alla Commissione le prossime scadenze e le sfide più importanti che la Svizzera dovrà affrontare, ad esempio la regolamentazione delle questioni istituzionali. In una prossima seduta, la Commissione intende occuparsi nuovamente e in maniera approfondita delle grandi linee della politica europea del Consiglio federale che le sono state esposte.
Accesso delle autorità americane alle banche dati della polizia svizzera
A partire dal 1986, la Svizzera partecipa al programma americano Visa Waiver, grazie al quale i suoi cittadini possono soggiornare 90 giorni negli Stati Uniti senza obbligo di visto. Gli Stati Uniti prospettano attualmente la stipulazione di un accordo bilaterale con la Svizzera concernente la lotta contro le gravi forme di criminalità e il terrorismo che permetterebbe loro di accedere alle relative banche dati della polizia svizzera. Qualora la Svizzera rifiutasse tale accesso, gli Stati Uniti potrebbero reintrodurre l’obbligo del visto per i cittadini svizzeri che intendessero recarsi in questo Paese.
In base ai recenti sviluppi, occorre chiedersi se la normativa legale già esistente tra la Svizzera e gli Stati Uniti in materia di perseguimento penale e la collaborazione in tal senso (Operative Working Arrangement II) sia sufficiente o se essa debba essere rafforzata, dal punto di vista della Svizzera. La Commissione seguirà da vicino gli sviluppi della vicenda e si terrà costantemente informata circa lo stato dei lavori. Come la sua omologa del Consiglio degli Stati, essa vuole soprattutto essere consultata dal Consiglio federale nel caso in cui quest’ultimo decidesse di avviare consultazioni in merito.
Presieduta dal consigliere nazionale Andreas Aebi (UDC/BE), la CPE-N si è riunita a Berna il 16 e 17 gennaio 2012. Erano presenti alla seduta la presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf e il consigliere federale Didier Burkhalter.
Berna, 17 gennaio 2012 Servizi del Parlamento