La Commissione è unanime nel ritenere che vi siano ancora troppe questioni irrisolte per poter prendere una decisione concernente la concessione di un credito quadro per la continuazione dell'aiuto monetario internazionale. La natura e la composizione di questo credito quadro dovranno in particolare essere precisate; occorrerà inoltre chiarire diversi punti legati alla politica finanziaria internazionale. La Commissione ritiene inoltre necessario approfondire la questione del coordinamento dell'attuale progetto con il decreto del 18 marzo 2004 su un credito quadro di 2,5 miliardi di franchi destinato all'aiuto monetario.
Pur essendo consapevole delle strette interconnessioni finanziarie ed economiche fra la Svizzera e gli altri Paesi, nell'attuale crisi del debito pubblico nella zona euro e in considerazione della crisi economica mondiale la Commissione non vuole prendere decisioni affrettate e auspica, prima di adottare questo progetto, che si faccia maggiore chiarezza su determinati punti.
Alcuni membri della Commissione hanno fatto appello a una maggiore coerenza fra l'impegno della Svizzera in seno al Fondo monetario internazionale (FMI) e la sua politica pubblica di aiuto allo sviluppo. Essi ritengono che, prima di prendere una decisione concernente la continuazione dell'aiuto monetario internazionale, occorra attendere l'adozione del messaggio concernente la cooperazione internazionale 2013-2016 (12.029 n), pendente davanti al Consiglio degli Stati.
Negoziati con gli Stati Uniti sull'applicazione del FATCA
Con 16 voti contro 6 e un'astensione, la CPE-N ha dato via libera ai negozianti che il Consiglio federale intende avviare con gli Stati Uniti al fine di concludere un accordo quadro volto a facilitare l'attuazione del Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA). L'obiettivo di questa legge fiscale americana è la comunicazione al fisco americano di tutti gli i conti detenuti all'estero da persone che sono fiscalmente assoggettate negli Stati Uniti. La maggioranza della Commissione si felicita con il Consiglio federale per la sua volontà di negoziare un accordo bilaterale che possa garantire semplificazioni amministrative agli intermediari finanziari svizzeri incaricati di attuare il FATCA. A questo proposito, la Commissione auspica che il Consiglio federale si impegni a favore di una soluzione facile da applicare e poco costosa ispirandosi alla strategia del denaro dichiarato. Una minoranza della Commissione, per contro, si oppone ai negoziati con gli Stati Uniti ritenendo che il FATCA rappresenti una violazione della legislazione svizzera e attenti alla sfera privata dei clienti.
Negoziati con l'Italia sulle questioni fiscali e finanziarie
Il Consiglio federale intende avviare negoziati con l'Italia per migliorare la convenzione sulla doppia imposizione e raggiungere un accordo su un'imposta liberatoria. L'Esecutivo intende inoltre intavolare un dialogo sulle questioni dei frontalieri e delle liste nere nonché sul miglioramento dell'accesso delle istituzioni finanziarie svizzere al mercato italiano. Condividendo il punto di vista del Consiglio federale, la CPE-N ha approvato le grandi linee del mandato negoziale con 17 voti contro 5 e 3 astensioni. Con 15 voti contro 9 e un'astensione, essa ha invece respinto una proposta volta a dare al Consiglio federale direttive vincolanti per i negoziati in questione, in particolare per quanto riguarda l'aliquota d'imposta e i versamenti di compensazione concernenti i frontalieri.
Berna, 25 giugno 2012 Servizi del Parlamento