Il tema dell'adesione della Croazia all'Unione europea (UE) prevista per il 2013 è stato al centro della visita dei membri della Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) a Zagabria. La delegazione si è interessata soprattutto alle conseguenze bilaterali che l'adesione potrà avere per la Svizzera (estensione della libera circolazione delle persone, contributo all'allargamento ecc.) e ha discusso anche della situazione politica ed economica croata. A Zagabria i membri della delegazione hanno incontrato, tra gli altri, Ivo Josipovic, presidente della Repubblica di Croazia, la signora Vesna Pusic, ministro degli affari esteri, Neven Mimica, vice primo ministro, Nenad Stazic, vicepresidente del Parlamento croato, nonché rappresentanti del Comitato di politica estera e del Comitato per le questioni europee. Per farsi un'idea del contesto in cui vengono effettuati gli investimenti e delle sfide economiche che il Paese dovrà affrontare, la delegazione ha inoltre visitato due imprese svizzere insediate in Croazia.
La seconda parte del viaggio è stata dedicata alla Bosnia e Erzegovina e, più precisamente, alle due entità politico-amministrative in cui è diviso il Paese ‒ la Repubblica Serba di Bosnia e Erzegovina e la Federazione di Bosnia e Erzegovina ‒ in cui la delegazione ha avuto modo di vedere, tra l'altro, un progetto di approvvigionamento idrico e una fabbrica tessile, entrambi supportati dalla cooperazione internazionale svizzera. Nel corso dei colloqui ufficiali a Sarajevo la delegazione si è occupata delle problematiche legate alla politica migratoria e alle minoranze, del delicato processo di riforma costituzionale e dell'avvicinamento alle istituzioni europee. Ha tematizzato in particolare il problema posto dal costante aumento delle richieste d'asilo presentate dai cittadini della Bosnia e Erzegovina, in netta contraddizione con il fatto di essere esenti dall'obbligo di visto per entrare nei Paesi Schengen. Ha inoltre fatto visita al contingente svizzero dell'EUFOR di stanza al Camp Butmir dove si è informata soprattutto su un progetto dell'esercito svizzero inteso ad addestrare le forze armate locali nel settore della sorveglianza e dello stoccaggio di vecchie munizioni.
In Svizzera vive una parte importante della diaspora croata e bosniaco-erzegovese. La delegazione ritiene importante coinvolgere anche in futuro queste persone nel processo di sviluppo economico in atto nei loro Paesi d'origine e accoglie con favore le iniziative promosse dalla SECO in questa direzione. Durante i sei giorni di permanenza i membri della CPE-S non solo hanno potuto farsi un'idea della situazione attuale nei due Paesi, ma anche convincersi che sia in Croazia sia in Bosnia e Erzegovina due ambasciatori difendono molto bene gli interessi della Svizzera grazie al loro notevole impegno e al fatto di essersi bene integrati.
La delegazione della CPE-S era diretta dal presidente della Commissione Hannes Germann (UDC/SH) ed era composta dai consiglieri agli Stati Karin Keller-Sutter (PLR/SG), Anne Seydoux-Christe (PPD/JU), Pirmin Bischof (PPD/SO), Christian Levrat (PS/FR) e Luc Recordon (Verdi/VD).
Berna, 5 novembre 2012 Servizi del Parlamento