Accordo di libero scambio con la Cina
Con 14 voti contro 6 e 2 astensioni la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ha sostenuto l’approvazione dell’accordo (13.071) negoziato dal Consiglio federale. La CPE-N intende facilitare il commercio, rafforzare la protezione della proprietà intellettuale e migliorare la certezza del diritto.

La Commissione, che ha avviato la discussione senza voti contrari, vede nell’accordo di libero scambio un’opportunità per la Svizzera e approva il successo negoziale del Consiglio federale. Sebbene siano emersi alcuni timori per i diritti dell’uomo, le condizioni lavorative e la protezione ambientale, la maggioranza ritiene che prevalgano i benefici per entrambe le parti. L’accordo con la Cina estende la rete attuale di accordi di libero scambio a un partner importante per la Svizzera.
Con 13 voti contro 6 e 3 astensioni la CPE-N rifiuta di rinviare l’affare al Consiglio federale e di incaricarlo di negoziare un protocollo aggiuntivo, che secondo la minoranza dovrebbe vincolare l’accordo al rispetto dei diritti dell’uomo e dei lavoratori nonché alla protezione dell’ambiente. La maggioranza della Commissione invece non vede per quale motivo si dovrebbe pregiudicare il successo dell’accordo di libero scambio con negoziati successivi, che con ogni probabilità non porterebbero a risultati migliori.

Con 15 voti contro 6 e 1 astensione è stata respinta anche la proposta di sottoporre a referendum facoltativo il decreto federale e permettere così una votazione popolare sull’accordo. La maggioranza sottolinea che non risultano soddisfatti i criteri costituzionali per un referendum e che una deroga a tali regole sarebbe inopportuna, in particolare dopo che l’iniziativa popolare «Accordi internazionali: decida il popolo!» è stata respinta. La minoranza ritiene che l’importanza dell’accordo giustifichi la necessità di consultare il Popolo.

La stessa minoranza solleva altre perplessità, motivandole con la scarsità di informazioni sulla concreta elaborazione dell’accordo. Con 14 voti contro 8 la CPE-N ha respinto una richiesta che andava in questa direzione e intendeva incaricare il Consiglio federale di sostenere attivamente la ricerca di informazioni e la trasparenza in merito alle condizioni di lavoro e alla protezione dell’ambiente. Con 13 voti contro 8 e 1 astensione è stata respinta anche la proposta di affidare alla Divisione Sicurezza umana, alla Direzione del lavoro e all’Ufficio federale dell’ambiente la responsabilità di sorvegliare l’esecuzione dell’accordo in merito ai diritti dell’uomo e alle questioni lavorative e ambientali.

Infine, con 13 voti contro 8 e 1 astensione, non ha ottenuto il consenso della maggioranza neppure la proposta di presentare una mozione commissionale allo scopo di creare un sottocomitato speciale per «un’attività economica responsabile».

Prima di iniziare il dibattito la CPE-N ha consultato alcuni rappresentanti di Alliance Sud, dell’Unione Svizzera dei Contadini, di Economiesuisse e del Centro svizzero di competenza per i diritti umani.

Accordi di libero scambio con Costa Rica e Panama

Con 17 voti contro 0 e 6 astensioni la Commissione si è pronunciata a favore dell’accordo di libero scambio tra gli Stati delI’AELS e gli Stati dell’America centrale (13.070). Con 17 voti contro 6 è stata invece respinta una proposta di rinviare l’affare al Consiglio federale e di incaricarlo di negoziare i meccanismi di risoluzione delle controversie.

Conferenza ministeriale dell’OMC a Bali

Nel quadro di una consultazione la CPE-N ha preso atto del progetto di mandato del Consiglio federale per la delegazione svizzera alla Conferenza ministeriale dell’OMC in programma dal 3 al 6 dicembre 2013 a Bali.

 

Berna, 22 ottobre 2013 Servizi del Parlamento