12.479 n Iv. Pa. Stamm. Partecipazione del Parlamento alla decisione di candidarsi per un seggio nel Consiglio di sicurezza dell’ONU
La Commissione di politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ritiene che la candidatura della Svizzera per il 2023/24 a un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza dell'ONU rientri nella competenze in materia di politica estera del Consiglio federale e non debba essere approvata dal Parlamento o dal Popolo.

La Commissione ha esaminato a titolo preliminare l'iniziativa parlamentare 12.479 N Iv. Pa. Stamm in cui si chiede di elaborare le basi legali affinché una candidatura della Svizzera per ottenere un seggio nel Consiglio di sicurezza dell'ONU possa essere decisa dal Parlamento svizzero e sottoposta al referendum facoltativo.

La Commissione ha deciso con 11 voti contro 8 e 2 astensioni di non dare seguito a tale iniziativa parlamentare. Essa è dell'avviso che il Parlamento sia sufficientemente coinvolto nel processo di consultazione (cfr. art. 152 cpv. 3 della legge sul Parlamento) e che la decisione circa un'eventuale candidatura rientri nelle competenze di politica estera del Consiglio federale. Negli anni 2009 e 2010 la Commissione ha condotto diverse audizioni in merito a questa candidatura e il 25 ottobre 2010 si è espressa con 16 voti contro 6 a favore di una candidatura della Svizzera (Comunicato stampa della CPE-N del 26 ottobre 2010). La minoranza della Commissione considera invece che per una decisione di tale portata debbano essere coinvolti il Parlamento e il Popolo.

Nell'ambito della discussione, la Commissione ha inoltre adottato un postulato (con 17 voti contro 0 e 5 astensioni) che incarica il Consiglio federale di presentare un rapporto sulla sua candidatura nel quale approfondisce in particolare la questione della neutralità. Una mozione della Commissione che chiede al Consiglio federale di far approvare la candidatura dal Parlamento è stata respinta con 12 voti contro 10.

Allargamento della libera circolazione delle persone alla Croazia

Con 16 voti contro 5 e un'astensione, la Commissione ha approvato il mandato negoziale del Consiglio federale circa l'allargamento della libera circolazione delle persone alla Croazia. La maggioranza della Commissione vede di buon occhio che il Consiglio federale desideri intavolare negoziati con l'UE e tenga conto a tale scopo dei precedenti cicli negoziali volti ad estendere l'accordo sulla libera circolazione delle persone. Essa ritiene che la partecipazione al mercato interno europeo rivesta grande importanza per l'economia e il benessere della Svizzera. L'estensione della libera circolazione delle persone alla Croazia quale nuovo membro UE riflette coerentemente la continuazione della via bilaterale.

Al centro della discussione in seno alla Commissione vi sono state soprattutto le misure collaterali nell'ambito dell'apertura progressiva del mercato del lavoro e la «clausola valvola». Alcuni voti nella Commissione sottolineano l'importanza dell'adozione da parte del Consiglio federale di misure collaterali a tutela del mercato del lavoro e dell'alloggio anche a livello nazionale. La minoranza della Commissione non è d'accordo di negoziare con l'UE. Essa non desidera ampliare ulteriormente la libera circolazione delle persone dato che ciò rappresenterebbe un pregiudizio per la popolazione svizzera.

12.063 s Violazioni gravi del diritto internazionale umanitario. Cooperazione con i tribunali internazionali. Modifica

La CPE-N ha approvato all'unanimità la proroga della durata di validità sino a dicembre 2023 della legge federale concernente la cooperazione con i tribunali internazionali incaricati del perseguimento penale delle violazioni gravi del diritto internazionale umanitario. La Commissione sottolinea a tale proposito l'importanza della partecipazione alla cooperazione con i tribunali internazionali tenendo conto della politica dei diritti dell'uomo e della tradizione umanitaria della Svizzera.

Altre decisioni della Commiossione

Con 19 voti e un'astensione la Commissione ha adottato una mozione che incarica il Consiglio federale di collaborare con l'Organizzazione degli Svizzeri all'estero (OSE) affinché quest'ultima possa disporre rapidamente degli indirizzi di posta elettronica di tutti gli Svizzeri residenti all'estero, annunciati presso una rappresentanza svizzera, allo scopo di poter procedere, fra l'altro, all'elezione del consiglio degli Svizzeri all'estero mediante voto elettronico. Il Consiglio federale adotta le misure necessarie per garantire la protezione dei dati.

La Commissione ha inoltre deciso con 11 voti contro 3 e 2 astensioni di dare seguito alla petizione 12.2066 Martin Lagler; Swiss Club of Chicago. Contro la chiusura del consolato generale a Chicago e di inoltrare una mozione che incarica il Consiglio federale di prendere le misure necessarie per mantenere questo consolato generale nella sua forma attuale.

 

Berna, 15 gennaio 2013   Servizi del parlamento