Iniziativa popolare «Sì alla medicina di famiglia»
Riguardo al controprogetto diretto, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità continua a sostenere compatta la versione adottata dalla sua Camera.

La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS‑S) ha esaminato le divergenze nel controprogetto diretto all’iniziativa popolare «Sì alla medicina di famiglia» ( 11.062 s) create dal Consiglio nazionale nella sessione primaverile 2013. Si trattava in particolare di due disposizioni grazie alle quali si voleva andare maggiormente incontro al comitato d’iniziativa: la prima prevedeva che la Confederazione e i Cantoni avrebbero dovuto rafforzare esplicitamente la funzione di gestione dei medici di famiglia (art. 117a cpv 1bis); tale aggiunta è stata respinta senza opposizione poiché si è ritenuto che fosse troppo vaga e che la Costituzione non fosse il posto adatto per inserirla. La seconda chiedeva di attribuire competenze sussidiarie alla Confederazione nei settori delle cure di base e delle offerte di formazione e perfezionamento; considerate la resistenza dei Cantoni e la mancanza di chiarezza della terminologia («approvvigionamento sufficiente»), anche in questo caso la CSSS-S si è conformata, all’unanimità, alle decisioni del Consiglio degli Stati. La Commissione si è poi informata in merito allo stato d’attuazione del piano direttore per rafforzare la medicina di famiglia.


Sentito il parere di esperti riguardo alla reintroduzione temporanea dell’autorizzazione secondo il bisogno

Il 12 marzo 2013 il Consiglio degli Stati ha respinto la proposta, avanzata dalla sua Commissione della sicurezza sociale e della sanità, di rinviare al Consiglio federale il progetto LAMal. Revisione parziale. Reintroduzione temporanea dell’autorizzazione secondo il bisogno ( 12.092 ns). Nella sua seduta odierna, la CSSS-S ha iniziato la deliberazione di dettaglio. Sulla questione del grado di conformità delle decisioni del Consiglio nazionale ai principi sanciti dall’Accordo sulla libera circolazione delle persone concluso con l’Unione europea, la Commissione ha sentito la prof. Astrid Epiney, docente di diritto europeo e di diritto internazionale all’Università di Friburgo, e il prof. Thomas Cottier, ordinario di diritto europeo e di diritto economico internazionale all’Università di Berna. La Commissione proseguirà i lavori nelle sue sedute del 2 e 3 maggio 2013.

 

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Con 7 voti contro 4, la Commissione propone di respingere la mozione della CSSS-N «Legge quadro sull’aiuto sociale» ( 12.3013 ). La CSSS-S vuole comunque affrontare di nuovo il tema in occasione di una delle prossime sedute, collegandolo al rapporto redatto dal Consiglio federale in adempimento del postulato del consigliere agli Stati Claude Hêche «Sicurezza sociale. Esame delle conseguenze degli effetti soglia» ( 09.3161 ).

 

Con 6 voti contro 0 e 3 astensioni, la Commissione propone di respingere la mozione della CSSS-N (08.473) «Tenere conto nella NPC della soppressione dell’obbligo di rimborso imposto al cantone di origine» ( 12.3970 ). Per evitare di creare un precedente, la CSSS-S non vuole imporre al Consiglio federale l’inserimento di una compensazione legata ai compiti nella Nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC). La compensazione era stata chiesta da molti Cantoni che già devono sostenere gli oneri dei centri urbani e che dal 2017 dovranno probabilmente sopportare un peso finanziario maggiore nell’ambito dell’aiuto sociale.

 

Presieduta dalla consigliera agli Stati Christine Egerszegi (PLR, AG), la Commissione si è riunita a Berna il 28 maggio 2013. A parte della seduta era presente il consigliere federale Alain Berset.


Berna, 28 marzo 2013  Servizi del Parlamento