Corpo delle guardie di confine
Di fronte all’aumento della criminalità transfrontaliera e della migrazione illegale la Svizzera ha bisogno di risposte adeguate. La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S) incarica il Consiglio federale di verificare l’opportunità di un rafforzamento del Corpo delle guardie di confine. Contemporaneamente, la maggioranza della Commissione respinge quattro mozioni trasmesse durante la sessione straordinaria del Consiglio nazionale e relative all’accordo Schengen/Dublino.

Con 9 voti contro 3 e 1 astensione la CPS-S ha deciso di depositare un postulato di commissione (13.3666 – Corpo delle guardie di confine: adempimento dei compiti e dotazione di personale). La Commissione chiede di essere informata sulla situazione del Corpo delle guardie di confine (Cgcf) nel Rapporto di gestione 2013 ed esige che il Consiglio federale proponga se necessario le eventuali misure. Per la creazione di nuovi posti dovrebbero essere previsti nel budget i relativi mezzi finanziari.

La maggioranza della Commissione è del parere che la necessità di intervento in questo ambito debba essere formulata dal Governo e non possa essere quantificata senza questa base. Con 7 voti contro 6 la CPS-S ha perciò respinto la mozione 12.3071 – Aumentare l’effettivo del Corpo delle guardie di confine. Una minoranza al contrario si è detta favorevole alle sue richieste, ovvero effettuare un confronto tra l’attuale effettivo globale del Corpo delle guardie di confine e la situazione prima dell’entrata in vigore dell’accordo Schengen/Dublino e aumentare l’effettivo per rispondere efficacemente ai problemi di sicurezza interna ed essere più incisivi nella lotta al contrabbando nei Cantoni di confine.

La Commissione non ritiene efficace un aumento forfettario di 100-200 specialisti: con 7 voti contro 5 e 1 astensione la mozione 12.3180 – Aumento degli effettivi per il Corpo delle guardie di confine – non ha ottenuto la maggioranza.

Anche in merito ad altri due interventi parlamentari la Commissione si è espressa in maniera nettamente contraria. La mozione 12.3857 – Per una vera polizia di confine e un miglior coordinamento con i Cantoni – è stata respinta con 9 voti contro 2. La Commissione è dell’avviso che le basi legali attuali siano sufficienti all’adempimento dei compiti di polizia di sicurezza del Cgcf. Alla luce della ripartizione delle competenze sancita dalla Costituzione, la CPS-S non considera opportuna una modifica di tali attribuzioni.

Anche gli accordi con gli Stati confinanti sono sufficienti per garantire un’efficace protezione delle frontiere: la Commissione ha di conseguenza respinto la mozione 12.3856 – Potenziare la cooperazione transfrontaliera in materia di lotta contro la criminalità – con 10 voti contro 1. Non si dovrebbero tanto potenziare gli accordi con Stati esteri quanto aumentare le risorse disponibili. In Francia, ma a volte anche in Svizzera, queste ultime non permettono sempre di assicurare una protezione delle frontiere al livello che sarebbe auspicabile.

 

Presieduta dal consigliere agli Stati Hans Hess (PLR, OW), la Commissione si è riunita a Berna il 22 agosto 2013.

Berna, 23 agosto 2013 Servizi del Parlamento