Nella votazione sul complesso, la Commissione ha approvato, con 7 voti contro 0 e 3 astensioni, il disegno di legge federale sugli stranieri e sull’integrazione (LStrI) proposto dal Consiglio federale. Essa accoglie favorevolmente gli obiettivi perseguiti dalla revisione parziale della legge federale sugli stranieri (LStr) (13.030), ovvero concretizzare il principio del «promuovere e pretendere» nei confronti degli stranieri e chiarire la ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni. La CIP-S fa notare che le associazioni economiche, tra cui l’Unione svizzera degli imprenditori per citarne una, sostengono questo progetto. Esso gode dell’appoggio della Commissione anche perché a suo avviso può contribuire a rendere maggiormente consapevoli, la popolazione indigena e i migranti, della necessità dell’integrazione.
Una minoranza composta di tre membri della Commissione propone di non entrare in materia sul progetto poiché, a suo parere, il rapporto costi-benefici non risulterebbe equo. Sempre secondo questa minoranza gli obiettivi perseguiti dalla revisione della legge potrebbero essere raggiunti con gli strumenti legali già esistenti. Inoltre, bocciando il controprogetto diretto relativo all’iniziativa popolare «per l’espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa espulsione)», la popolazione svizzera si è già espressa contro un potenziamento della promozione dell’integrazione da parte dello Stato. Infine la minoranza ritiene che l’integrazione dovrebbe, in linea di principio, essere a carico dei migranti stessi.
Con 7 voti contro 3 e 1 astensione, la CIP-S propone di apportare una modifica essenziale al disegno di legge. Il Consiglio federale vorrebbe che venisse obbligatoriamente rilasciato un permesso di domicilio quando lo straniero soddisfa i requisiti fissati nella legge, ovvero in particolare se è integrato. La Commissione vuole invece mantenere il diritto vigente, secondo cui, alle stesse condizioni, questo permesso può essere rilasciato. La CIP-S intende così evitare che, in caso di controversia, il Tribunale federale debba definire in ultima istanza che cosa vada inteso per «integrazione». Questa valutazione deve restare di competenza delle autorità cantonali che possono così considerare le diverse peculiarità esistenti sul loro territorio. Una minoranza della Commissione vorrebbe allinearsi alla posizione del Consiglio federale per migliorare la certezza del diritto e la parità di trattamento. L’osservanza di questi principi nella procedura di rilascio del permesso di domicilio acquisisce un’importanza crescente se tale permesso diventa un requisito per ottenere la cittadinanza svizzera come previsto nella revisione della legge sulla cittadinanza, attualmente in corso.
Presieduta dal consigliere agli Stati Robert Cramer (GE), la Commissione si è riunita a Berna il 21 ottobre e il 22 ottobre 2013.
Berna, 22 ottobre 2013 Servizi del Parlamento