Smaltimento di scorie radioattive
La Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati ha confermato la propria decisione presa in precedenza: la decisione sulla localizzazione di un deposito di scorie radioattive in strati geologici profondi in Svizzera deve essere presa a livello federale. Essa ha respinto il conferimento di un diritto di veto ai Cantoni interessati.

La Commissione doveva pronunciarsi una seconda volta su un’iniziativa del Cantone di Nidvaldo (12.319) che chiede il conferimento di un diritto di veto ai Cantoni nell’ambito del piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi. Questo secondo esame si è reso necessario poiché nella sessione estiva il Consiglio nazionale ha dato seguito a detta iniziativa. Contemporaneamente la Commissione si è pronunciata su un’iniziativa analoga del Cantone di Sciaffusa (13.302), la quale prevede che la costruzione di un deposito finale di scorie radioattive sia soggetta all’approvazione dei Cantoni interessati.

Con 9 voti contro 2 la Commissione ha proposto di non dare seguito a nessuna delle iniziative. Essa ha rinviato alla sua decisione del 21 febbraio 2013 sull’iniziativa del Cantone di Nidvaldo, sottolineando che nulla è cambiato per quanto concerne la valutazione delle circostanze. In occasione dei lavori nell’ambito della legge sull’energia nucleare entrata in vigore il 1° febbraio 2005 il Parlamento ha stabilito che la decisione sull’ubicazione di un deposito in strati geologici profondi dovesse essere presa a livello federale. La Commissione ritiene che questa sia l’unica via percorribile. Il piano settoriale per la ricerca di ubicazioni adeguate consente a tutti gli interessati di essere coinvolti e la legge sull’energia nucleare prevede inoltre la possibilità di formulare obiezioni e opposizioni contro il rilascio dell’autorizzazione di massima per la costruzione di un deposito in strati geologici profondi.

 

Occorre ridurre i microinquinanti nelle acque di scarico
La Commissione ha approvato all’unanimità un disegno del Consiglio federale (13.059) che prevede il finanziamento speciale a scopo vincolato volto a potenziare un certo numero di stazioni di depurazione delle acque di scarico (SDA) in modo da ridurre l’immissione di sostanze organiche in tracce (microinquinanti) nelle acque. L’attuazione di questo provvedimento è stata affidata a suo tempo al Consiglio federale dalla Commissione (Mo. 10.3635). Per microinquinanti si intendono sostanze quali medicamenti, ormoni o biocidi che le SDA non riescono a neutralizzare in modo sufficiente e che rimangono nelle acque, pregiudicando così la riproduzione e lo sviluppo di piante, animali e microorganismi sensibili. L’attuazione del provvedimento sarà completata sull’arco di 20 anni e costerà presumibilmente circa 1,2 miliardi di franchi. Una minoranza, oltre al provvedimento volto all’eliminazione di sostanze organiche in tracce, ha proposto inoltre di sostenere con fondi della Confederazione provvedimenti volti alla nitrificazione in seno alle SDA.

Infine la Commissione ha concluso le sue deliberazioni sulla ratifica del protocollo di Nagoya (13.034) e ha proposto, con 5 voti contro 3 e un’astensione, l’approvazione del progetto da essa modificato (v. anche il comunicato stampa del 23 agosto 2013).

 

La Commissione si è riunita a Berna il 12 novembre 2013 sotto la presidenza dei consiglieri agli Stati Didier Berberat (PS/NE) e Ivo Bischofberger (CE/AI). La consigliera federale Doris Leuthard ha presenziato a parte della seduta.

 

Berna, 13 novembre 2013  Servizi del Parlamento