Riorganizzazione della DSC
Le varie misure di riorganizzazione della cooperazione svizzera allo sviluppo necessitano di una strategia chiara. La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) segue con interesse i cambiamenti, effettuati e in corso, nelle organizzazioni di DFAE e DSC e ha discusso della rilevanza politica delle ristrutturazioni.

Lo sfruttamento di sinergie è nell’interesse della cooperazione allo sviluppo. Negli ultimi anni, diversi servizi della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) sono stati aggregati più strettamente al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e modificati sotto il profilo strutturale. La Commissione ritiene determinante sapere in che misura sono stati mantenuti gli obiettivi politici della cooperazione allo sviluppo nelle riorganizzazioni, che si prefiggono una migliore collaborazione tra i servizi e un coordinamento della presenza della Svizzera sulla scena internazionale. La CPE-N ha sentito due esperti che nell’ambito di rapporti esterni avevano sottoposto a perizia la riorganizzazione nonché, in quanto misura parziale delle ristrutturazioni, il trasferimento della divisione del personale della DSC nella Direzione delle risorse. La Commissione ha poi discusso con il Consiglio federale i vari aspetti della riorganizzazione, tenendo conto della raccomandazioni degli esperti.

Nell’ottica della messa in atto della cooperazione allo sviluppo svizzera, la Commissione ha appurato la necessità di dialogare anche riguardo a ulteriori settori di riorganizzazione della DSC e intende discutere con il Consiglio federale, in occasione di una futura seduta, sulla centralizzazione di taluni servizi nel DFAE e sulle ambasciate integrate. In tale contesto, la CPE-N ha rinviato la trattazione di due petizioni riguardanti la rete esterna (13.2006 Contro la chiusura del consolato generale a Chicago e 13.2030 Contro la chiusura del Consolato generale di Svizzera a Gedda, Arabia Saudita).

Altre decisioni della Commissione

La Commissione si è occupata della questione relativa ai fondi di potentati e dell’elaborazione, da parte dell’Amministrazione federale, di un testo legislativo unico riguardante il blocco, la confisca e la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita. In tale contesto, la CPE-N si è anche informata sui dossier in corso concernenti la Tunisia, l’Egitto e Haiti.

Su sua richiesta, la Commissione è stata informata in merito ai motivi che hanno indotto il DFAE a nominare inviato speciale nel Sahel il consigliere agli Stati Didier Berberat. La CPE-N ha preso atto che l’8 novembre 2013 l’Ufficio del Consiglio degli Stati ha constatato che non vi era incompatibilità tra il mandato assegnato a Berberat dal DFAE e la sua funzione di membro delle Camere federali. Di conseguenza la Commissione, con 12 voti contro 7 e 5 astensioni, ha deciso di non formulare obiezioni contro tale nomina temporanea.

 

Berna,  14 gennaio 2014 Servizi del Parlamento