La CPE-N si è occupata dell’attività del Consiglio federale, che si sta adoperando per avviare negoziati sull’introduzione dello scambio automatico di informazioni in materia fiscale con alcuni Stati partner, e ha approvato i due mandati negoziali con, rispettivamente, 16 voti contro 9 (mandato UE) e 16 voti contro 8 e un’astensione (mandato Stati Uniti e altri Stati). La maggioranza della Commissione ritiene che sia nell’interesse della Svizzera, da un lato, di mettere in atto concretamente con l’UE il nuovo standard globale risultato dai lavori dell’OCSE e, dall’altro, di perseguire un passaggio al modello 1 dell’Accordo FATCA. Essa parte dal presupposto che l’introduzione dello scambio automatico di informazioni consentirà a tutti gli Stati partecipanti di essere trattati allo stesso modo, migliorando contestualmente la reputazione della Svizzera e della sua piazza finanziaria in ambito fiscale e dunque, nel complesso, la sua competitività. La minoranza della Commissione respinge qualsivoglia negoziato su uno scambio automatico di informazioni, in quanto quest’ultimo viola la sfera privata dei clienti bancari.
Mandato negoziale con l'UE concernente la partecipazione al Fondo Sicurezza interna
Il Consiglio federale negozierà con l’UE anche in merito all’istituzione di uno strumento di sostegno finanziario per le frontiere esterne e i visti. Con 15 voti contro 7 e un’astensione, la CPE-N ha approvato un mandato negoziale in tal senso per una partecipazione della Svizzera al Fondo Sicurezza interna nell’ambito della protezione delle frontiere (ISF-Frontiere). La maggioranza della Commissione ritiene che la Svizzera debba prendere parte a questo strumento, che sostituisce il Fondo per le frontiere esterne dell’UE, poiché il rafforzamento delle frontiere esterne e la lotta contro gli ingressi illegali sono nell’interesse di tutti gli Stati dello Spazio Schengen. Da parte sua, la minoranza si oppone a un simile negoziato nell’attuale contesto politico; auspica invece un negoziato bilaterale diretto con gli Stati situati sulle frontiere esterne e che si associ un eventuale aiuto bilaterale a concessioni riguardanti altri dossier aperti.
Situazione in Ucraina
La Commissione ha altresì preso conoscenza degli ultimi sviluppi della crisi ucraina; il presidente della Confederazione Didier Burkhalter ha presentato in particolare la situazione umanitaria e le azioni intraprese nella regione dalla presidenza svizzera dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Nell'ambito della discussione, la CPE-N si è interessata alla recente liberazione degli osservatori dell’OSCE e alle sanzioni internazionali adottate nei confronti degli ex dirigenti ucraini. Anche l’elezione presidenziale del 25 maggio e le esigenze e le conseguenze dell’annessione della Crimea sono state oggetto di dibattito. Consapevole degli effetti positivi delle attività dell’OSCE in Ucraina, con 16 voti contro 8 e un’astensione la Commissione ha deciso di chiedere al Consiglio federale di sbloccare un credito supplementare di almeno 5 milioni di franchi al fine di assicurare nel 2014 il finanziamento dei progetti dell’Organizzazione miranti a risolvere la crisi in Ucraina.
Altre decisioni
Nell’ambito di un corapporto alla Commissione degli affari giuridici (CAG-N), la CPE-N si è chinata sul progetto di legge federale concernente il blocco e la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte all’estero. La Commissione non contesta l’entrata in materia. Da un punto di vista di politica estera, la Commissione sostiene il progetto. Nondimeno, vari punti di ordine giuridico hanno sollevato interrogativi da parte di taluni suoi membri. Queste considerazioni verranno trasmesse alla CAG-N affinché possa integrarle nel suo esame.
La Commissione ha esaminato l’Accordo di cooperazione sui programmi europei di navigazione satellitare Galileo ed Egnos (13.108 s) ed è entrata in materia e ha approvato l'Accordo con 14 voti contro 3 e un’astensione.
La CPE-N si è occupata della strategia per la rete esterna della Svizzera discutendo il rapporto del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). La Commissione ha accolto favorevolmente il rapporto nel suo insieme e la strategia perseguita dal DFAE.
Per il resto, la Commissione ha sentito Jörg Frieden, direttore esecutivo della Svizzera presso la Banca mondiale, in merito alla politica e alle sfide di questa istituzione e al ruolo della Svizzera in seno al suo Gruppo di voto.
Berna, 1° luglio 2014 Servizi del Parlamento