In vista degli imminenti lavori di risanamento della galleria autostradale del San Gottardo il Consiglio federale chiede nel suo messaggio sulla modifica della legge federale concernente il transito stradale nella regione alpina (13.077 s) di sancire nella legge la possibilità di costruire una seconda canna prevedendo tuttavia, dopo il risanamento, l'utilizzazione di un'unica corsia. Secondo il Consiglio federale, l'articolo costituzionale relativo alla protezione delle Alpi sarà rispettato e potrà essere trovata una soluzione ragionevole dal profilo finanziario e funzionale che tenga conto anche delle esigenze del Cantone del Ticino.
Dopo che la CTT del Consiglio degli Stati ha sentito in ottobre 2013 i Cantoni e le associazioni del traffico interessate intavolando una prima discussione, ha poi consultato numerosi esperti su questioni tecniche e giuridiche del progetto. La Commissione ha quindi deciso con 7 voti contro 6 di entrare nel merito del progetto. La maggioranza della Commissione rileva che la costruzione di un secondo tubo e il susseguente risanamento dell'attuale galleria garantiscono il collegamento stradale del Ticino mantenendo in funzione, anche durante i lavori di risanamento, il transito attraverso il San Gottardo, fondamentale per la Svizzera e l'Europa. Inoltre, una volta conclusa la costruzione della seconda galleria, anche la sicurezza ne risulterà aumentata. Togliendo il traffico in senso contrario si eliminerà infatti il pericolo di collisioni frontali e laterali. Questa variante permetterà inoltre alle future generazioni di procedere ai lavori di manutenzione, che si rendono necessari ogni 30-40 anni, senza dover chiudere completamente la galleria. Secondo la maggioranza della Commissione, la costruzione di una seconda canna con successivo risanamento è a lungo termine la soluzione più sensata anche dal profilo finanziario. La modifica della legge federale concernente il transito stradale nella regione alpina permette di mantenere l'attuale capacità del traffico e di coinvolgere nella decisione la popolazione svizzera, dal momento che questo oggetto è sottoposto a referendum facoltativo.
Una minoranza propone per contro di non entrare in materia sul progetto, sollevando in particolare alcuni dubbi sulla sua costituzionalità e sostenendo che tale soluzione aumenterebbe fisicamente la capacità degli assi di transito nella regione alpina. La stessa minoranza rileva inoltre che una volta terminato il risanamento del primo tubo, sia da parte svizzera sia da parte dell'UE si porrebbero inevitabilmente richieste volte a un'apertura completa delle corsie disponibili che, col tempo, sarebbero sempre più difficili da contrastare. Già oggi è pertanto necessaria una modifica costituzionale poiché dopo la costruzione di un secondo tubo la pressione politica potrebbe divenire così tangibile che il popolo svizzero non riuscirebbe più a formarsi una libera opinione conformemente all'articolo 34 della Costituzione federale. La minoranza sottolinea inoltre che il necessario risanamento della galleria potrebbe venir realizzato anche senza la preliminare costruzione di un secondo tubo. Una simile variante con chiusura totale della galleria e apertura estiva sarebbe finanziariamente più conveniente e favorirebbe la politica svizzera di trasferimento del traffico alla rotaia, invece di ostacolarla mediante l'approntamento di capacità stradali supplementari. Da ultimo, essa ha criticato il fatto che la costosa costruzione di un secondo tubo vincolerebbe per anni risorse che potrebbero essere impiegate urgentemente altrove, ad esempio negli agglomerati particolarmente intasati dal traffico.
Diverse richieste discordanti intendevano incaricare il Consiglio federale di effettuare accertamenti approfonditi in particolare in merito alla costituzionalità, alla conformità con l'accordo sui trasporti terrestri con l'UE, al concorso delle risorse o al finanziamento. Esse sono state tuttavia respinte. Nella deliberazione di dettaglio la Commissione non ha apportato pressoché modifiche e il progetto è stato approvato nella votazione sul complesso con 7 voti contro 6. L'oggetto dovrà essere trattato nella sessione primaverile dal Consiglio degli Stati.
La Commissione propone inoltre alla propria Camera con 9 voti contro 1 e un'astensione di respingere la mozione del Consiglio nazionale (gruppo LR) Stop alla responsabilità collettiva dei nuovi conducenti. Soppressione dei corsi di aggiornamento obbligatori (12.3421 n). La mozione chiede che i corsi di aggiornamento siano obbligatori solo per i nuovi conducenti che durante il periodo di prova hanno commesso una grave infrazione alle norme della circolazione. La Commissione ritiene che una valutazione definitiva della formazione a due fasi e dei corsi di aggiornamento non possa ancora aver luogo. Desidera attendere dapprima i risultati del gruppo di lavoro Opera-3 (Ottimizzazione della prima fase di formazione e valutazione dell'adozione della terza direttiva dell'UE sulla patente di guida) che fornirà ragguagli in merito alla formazione alla guida e all'esame dei conducenti. Solo al termine di questa valutazione saranno verificati eventuali ottimizzazioni dei corsi di aggiornamento.
Infine la Commissione chiede all'unanimità di accogliere la mozione del Consiglio nazionale (Hess Lorenz) Più flessibilità in materia di riduzione e aumento del peso massimo dei veicoli utilitari ai fini di una maggiore efficienza (13.3572 n) e con 6 voti contro 2 e 4 astensioni di accogliere la mozione del Consiglio nazionale (Müller Walter) Rapida realizzazione del collegamento delle autostrade della Valle del Reno tra la Svizzera e l'Austria (12.3102 n).
Berna, 21 gennaio 2014 Servizi del Parlamento