Finanziamento dell’esercito
La Commissione della politica di sicurezza vuole far sì che l’esercito possa beneficiare di una pianificazione finanziaria affidabile e a lungo termine. A tal fine occorre creare nella legge militare una norma che sancisca un limite di spesa pluriennale per l’esercito. Questo tipo di strumento si è rivelato efficace, ad esempio, nell’ambito del finanziamento dell’agricoltura o dei Politecnici federali, e dovrà sostituire l’attuale limite di spesa dell’esercito.

La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S) è critica nei confronti della costante incertezza che regna sul finanziamento dell’esercito e delle conseguenti difficoltà che sorgono a livello di pianificazione. L’attuale limite di spesa dell’esercito è oltretutto uno strumento di finanziamento sprovvisto di una base legale formale. In particolare, in considerazione degli acquisti di armamenti che si protraggono sull’arco di più anni e del vasto parco immobiliare dell’esercito, la CPS-S ritiene che sia molto importante definire orizzonti pianificatori più lunghi. Inoltre, anche in futuro l’esercito deve avere la possibilità di preventivare residui di crediti per l’anno successivo, nel rispetto delle prescrizioni sul freno all’indebitamento. Il limite di spesa proposto permetterà all’esercito di pianificare con maggior sicurezza e in modo più vincolante. Un limite di spesa permetterà poi al Parlamento di condurre con regolarità, ad esempio ogni quattro anni, un dibattito circostanziato sul finanziamento dell’esercito negli ambiti della gestione, dell’acquisto di armamenti e degli immobili e di prendere le decisioni adeguate. La competenza in materia di preventivo non è intaccata. In questo contesto la CPS-S propone all’unanimità di accogliere la mozione 13.3568 «Finanziamento dell’esercito», presentata dal consigliere nazionale Leo Müller, che chiede la creazione di una base legale per un limite pluriennale di spesa dell’esercito. Questo progetto sarà realizzato nel quadro dell’imminente ulteriore sviluppo dell’esercito.

Nessuna necessità d'azione nel servizio civile

La CPS-S ha trattato il terzo rapporto sugli effetti della soluzione della «prova dell’atto» nel servizio civile e, come il Consiglio federale, giunge alla conclusione che, nelle stesse condizioni quadro, il servizio civile non mette in pericolo né gli attuali effettivi dell’esercito né quelli previsti ai sensi dell’ulteriore sviluppo dell'esercito.

La Commissione ritiene che al momento non siano necessari ulteriori provvedimenti per ridurre il numero di persone ammesse a prestare servizio. All’unanimità propone pertanto alla sua Camera di non dare seguito all’iniziativa parlamentare Engelberger 10.528 n (Porre termine alla facoltatività del servizio civile), che intende consentire di presentare domanda d’ammissione al servizio civile soltanto al momento del reclutamento. Parimenti all’unanimità, la Commissione propone di respingere la mozione Eichenberger 09.3861 n (Commisurare la durata del servizio civile al servizio militare), che chiede di aumentare di 0,3 unità al massimo l’attuale fattore di calcolo della durata del servizio civile ordinario, innalzandolo da 1,5 a 1,8.

Secondo la Commissione, le conclusioni del gruppo di studio «Obbligo di prestare servizio», che dovrebbero essere disponibili a metà 2015, permetteranno di avviare la discussione in merito alla futura organizzazione del servizio civile.

Presieduta dal consigliere agli Stati Alex Kuprecht (UDC, SZ), la Commissione si è riunita a Berna il 14 e il 15 agosto 2014. A parte della seduta erano presenti il consigliere federale Ueli Maurer, capo del DDPS, e il consigliere federale Johann Schneider-Ammann, capo del DEFR.

 

Berna, 15 agosto 2014 Servizi del Parlamento