La Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio nazionale si è nuovamente allineata per la terza volta alle decisioni del Consiglio nazionale su questioni centrali della legge sulla cittadinanza. Un'intesa tra le Camere potrebbe di conseguenza rivelarsi difficile.

In particolare, la Commissione ribadisce per la terza volta, con 16 voti contro 8, che la durata di soggiorno necessaria per la presentazione di una domanda deve essere di almeno dieci anni e non di otto, come ha deciso due volte il Consiglio degli Stati. Il fatto che anche per altri aspetti importanti non si profilino compromessi solleva dubbi circa la possibilità che nella sessione estiva le Camere giungano a un’intesa e il progetto di revisione totale della legge sulla cittadinanza (11.022) sia adottato. Nell’ultima deliberazione, per esempio, il Consiglio degli Stati ha deciso che la durata di soggiorno tra il 10° e il 20° anno d’età conta doppio. Con 15 voti contro 9 e 1 astensione, la Commissione mantiene la decisione del Consiglio nazionale secondo cui contano doppio gli anni trascorsi in Svizzera tra il 5° e il 15° anno d’età. Essa conferma anche, con 15 voti contro 9, la decisione di non computare i soggiorni effettuati a titolo di "ammissione provvisoria".

La Commissione si è per contro mostrata incline al compromesso per quanto riguarda le premesse linguistiche che i candidati alla naturalizzazione devono adempiere. Con 14 voti contro 10 e 1 astensione, essa si allinea alla versione del Consiglio degli Stati secondo cui le persone in questione devono sapersi esprimere nella vita quotidiana, oralmente e per scritto, in una lingua nazionale.

 

Procedura di consultazione: esiguo margine di manovra per il Consiglio federale
Nel suo messaggio a sostegno di una modifica della legge sulla consultazione (13.088), il Consiglio federale ha proposto, non da ultimo sulla base di una valutazione delle Commissioni delle gestione, una serie di miglioramenti a favore dei partecipanti alle consultazioni. Sono ad esempio previsti termini più lunghi in concomitanza con i giorni festivi e le vacanze estive, mentre un rapporto sui risultati della consultazione deve essere stilato in ogni caso. Come già al Consiglio degli Stati, queste novità non hanno suscitato opposizioni in seno alla CIP del Consiglio nazionale. La Commissione era per contro del parere che le proposte del Consiglio federale avrebbero concesso a quest'ultimo un margine di manovra eccessivo. Infatti, con 9 voti contro 6 e 6 astensioni, la Commissione ha deciso di stralciare un articolo che avrebbe permesso, a determinate condizioni, di rinunciare a svolgere una procedura di consultazione. Essa ha pure adottato lo stralcio di una disposizione che in determinati casi avrebbe consentito di limitare la cerchia dei destinatari. Con 16 voti contro 8 ha invece respinto la proposta di sottoporre a consultazione i mandati di negoziato per i trattati internazionali. Nella votazione sul complesso la Commissione ha adottato il progetto con 20 voti contro 0 e 1 astensione.

 

La Commissione riafferma il progetto «Lex Leuenberger»
Con 13 voti contro 8 e 1 astensione, la Commissione ribadisce il suo progetto che impone ai consiglieri federali uscenti un periodo di attesa di due anni prima di assumere nuovi mandati. La Commissione ha preso atto che il Consiglio degli Stati ha deciso il 3 marzo 2014, con 31 voti contro 9 e 2 astensioni, di non entrare nel merito del progetto, il quale era stato invece accolto dal Consiglio nazionale il 18 settembre 2013 con 99 voti contro 86 e 5 astensioni. Il progetto era stato elaborato dalla CIP del Consiglio nazionale in attuazione di due iniziative parlamentari depositate dopo che l'ex consigliere federale Moritz Leuenberger aveva assunto un mandato presso il consiglio di amministrazione della società Implenia (10.511 Iv. Pa. Binder. Periodo di attesa per incarichi e funzioni a consiglieri federali uscenti / 10.517 Iv. Pa. Leutenegger Oberholzer. Limitare l'assunzione di mandati da parte dei consiglieri federali uscenti). Nonostante il chiaro esito riscontrato in seno al Consiglio degli Stati, la Commissione ritiene che vi siano sufficienti motivi materiali per non abbandonare il progetto. A suo parere l'assunzione di mandati in consigli di amministrazione da parte di consiglieri federali uscenti potrebbe rivelarsi problematica in diversi casi, come ad esempio quello di un ex capo del DFI nel consiglio di amministrazione di una cassa malati. Motivi politico-istituzionali impongono la definizione di chiari limiti legali. 


La Commissione si è riunita a Berna il 27e 28 marzo 2014 sotto la presidenza della consigliera nazionale Cesla Amarelle (PS, VD).

Berna, 28 marzo 2014 Servizi del Parlamento