Nell’ambito delle deliberazioni relative al progetto di modifica della legge federale sui diritti politici (13.103 n), il Consiglio nazionale aveva approvato, con 110 voti contro 76, una proposta che permette di prendere in considerazione le liste anche se sono attestate dopo la scadenza del termine di referendum. In tal modo la maggioranza ha tenuto conto dei casi in cui si erano registrati notevoli ritardi nella consegna delle attestazioni alla Cancelleria federale da parte dei Comuni. La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati ritiene tuttavia che una parte della responsabilità sia da attribuire ai comitati, anche perché per le attestazioni è previsto un lasso di tempo sufficiente. Inoltre la Commissione ha preso atto del fatto che la Cancelleria federale ha proceduto, insieme ai cancellieri dello Stato, a diversi miglioramenti a livello organizzativo, tra i quali la redazione di guide molto utili per i comitati. Con 7 voti contro 2 la Commissione ha pertanto stralciato dal progetto la presa in considerazione delle liste attestate dopo la scadenza del termine di referendum, sostenendo invece la proposta del Consiglio federale che prevede che i comitati sono tenuti per legge a inviare le liste ai fini dell’attestazione man mano e non tutte insieme poco prima della scadenza del termine.
Con 6 voti favorevoli, 4 contrari e un’astensione, la Commissione, come già il Consiglio nazionale, ha approvato una disposizione secondo cui i riconteggi dei risultati risicati dei referendum sono effettuati soltanto se le irregolarità rese verosimili rischiano di compromettere il risultato complessivo a livello svizzero. Come il Consiglio federale, la Commissione è del parere che non si debba effettuare un riconteggio esclusivamente sulla base di un risultato risicato. Sarebbe infatti difficile distinguere un risultato «risicato» da uno «molto risicato». Secondo la minoranza, invece, si deve poter far affidamento sulla precisione del risultato di un referendum, pertanto in caso di scarto molto esiguo di voti è indispensabile un nuovo conteggio.
La Commissione ha apportato ulteriori modifiche minori rispetto alla versione approvata dal Consiglio nazionale: ha così deciso con 7 voti contro 4 che nelle proposte di candidatura non si devono più specificare le professioni del candidato, dal momento che queste informazioni possono essere difficilmente verificate. Si è anche espressa unanimemente a favore di una disposizione secondo cui su una scheda elettorale che contiene più nomi di quanti sono i seggi da assegnare sono stralciati prima gli ultimi nomi prestampati e soltanto in secondo luogo gli ultimi nomi integrati a mano. Questa soluzione permette di prendere maggiormente in considerazione la preferenza espressa dall’elettore. Come il Consiglio nazionale, la Commissione ritiene che negli anni in cui si svolgono le elezioni del Consiglio nazionale il Consiglio federale debba disporre di scadenze più lunghe per indire le votazioni popolari, visto che in tali anni di fatto vi è soltanto una data possibile per tali votazioni. Con 4 voti favorevoli, 4 contrari e voto preponderante della Presidente, la Commissione si è invece detta contraria a una proroga generalizzata di tali scadenze: esse potranno pertanto essere prolungate, addirittura di sei mesi, soltanto negli anni in cui si procede al rinnovo del Consiglio nazionale. Inoltre la Commissione ha deciso unanimemente che sulle liste per la raccolta di firme deve essere apposto, in forma autografa, oltre al cognome anche il nome di chi firma la lista. Infine, contrariamente al Consiglio nazionale, la Commissione si è espressa all’unanimità a favore della disposizione sulle osservazioni delle votazioni, come previsto nel disegno del Consiglio federale.
Audizioni sull’espulsione di stranieri che commettono reati
Al fine di attuare l’iniziativa sull’espulsione, nella sessione primaverile, il Consiglio nazionale ha deciso di trasporre a livello legislativo il testo dell’iniziativa per l’attuazione (13.056 n CP e CPM. Espulsione di stranieri che commettono reati). A seguito di questa decisione la Commissione ha iniziato le deliberazioni su questo oggetto con una serie di audizioni. Sul tema delle possibili contraddizioni tra varie disposizioni costituzionali (p. es. il principio di proporzionalità/automatismo di espulsione) e dei possibili conflitti con la prassi della Corte europea dei diritti dell’uomo essa ha ascoltato una serie di esperti in materia di diritto pubblico con diversi punti di vista (prof. Maya Hertig Randall, Università di Ginevra; prof. Giovanni Biaggini, Università di Zurigo; prof. em. René Rhinow, Università di Basilea e prof. Hansjörg Seiler, Università di Lucerna). Nella prossima riunione del 20 maggio 2014, la Commissione prevede di concludere la discussione introduttiva e di iniziare la deliberazione di dettaglio del progetto di legge.
Rinvio della legge sull’integrazione
Con 6 voti favorevoli, 1 voto contrario e 3 astensioni, la Commissione propone di allinearsi al Consiglio nazionale in merito alla modifica della legge sugli stranieri concernente l’integrazione (13.030 s Legge sugli stranieri. Modifica. Integrazione). Il Consiglio nazionale ha rinviato il disegno al Consiglio federale con l’incarico di presentare al Parlamento proposte per l’attuazione della disposizione costituzionale adottata il 9 febbraio 2014 dal Popolo e dai Cantoni, tenendo conto anche delle iniziative parlamentari pendenti su questo tema. La Commissione approva in linea di principio la decisione di rinvio ma sottolinea il suo sostegno all’idea originale di tale normativa e, in particolare, è scettica sulla prevista integrazione delle iniziative parlamentari.
Open Government Data: per una migliore accessibilità dei dati della Confederazione
Nell’amministrazione vi sono molti dati che interessano diverse cerchie di persone. La Commissione ha preso atto del fatto che il Consiglio federale ha adottato varie misure per consentire un miglior accesso ai dati che non siano riferiti a una persona o sensibili in termini di sicurezza. Rileva pertanto che le richieste della mozione Graf-Litscher 11.3871 Rendere accessibili i dati della Confederazione. Open Government Data sono soddisfatte e respinge la stessa con 7 voti favorevoli, 0 contrari e 3 astensioni.
Presieduta dalla consigliera agli Stati Verena Diener Lenz (ZH, GL), la Commissione si è riunita a Berna il 10 e 11 aprile 2014.
Berna, 11 aprile 2014 Servizi del Parlamento