Legge sulle abitazioni secondarie
La Commissione della pianificazione del territorio del Consiglio nazionale auspica che si tenga conto delle spiegazioni fornite dal comitato d’iniziativa durante la campagna di voto. Propone che gli alloggi destinati a ospitare turisti non siano più considerati abitazioni secondarie.

La maggioranza della Commissione ritiene che non era nelle intenzioni degli autori dell’iniziativa popolare «Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie!», accettata l’11 marzo 2012 da Popolo e Cantoni, sottoporre la costruzione delle cosiddette abitazioni sfruttate a scopo turistico al nuovo articolo costituzionale 75b e alla relativa legge d’applicazione (14.023). Essa fa rilevare come il comitato d’iniziativa non abbia mai inteso vietare la costruzione di appartamenti di vacanza locati a scopi commerciali (residenze paralberghiere) né di alloggi in locazione. Con 14 voti contro 11 la Commissione ha dunque deciso di non considerare abitazioni secondarie gli appartamenti utilizzati a scopi turistici (art. 2 cpv. 4). Precisa inoltre che, nell’allestimento dell’inventario, i Comuni possono attribuire questo tipo di alloggi alla categoria delle abitazioni primarie (art. 4 cpv. 3). La Commissione propone infine che i Comuni in cui la quota di abitazioni secondarie è nettamente inferiore al 20 per cento siano esonerati dall’obbligo di presentare un inventario. Una minoranza si oppone a queste modifiche adottate dal Consigli degli Stati.

Prima di esaminare il progetto, la Commissione ha svolto indagini conoscitive a proposito della sua costituzionalità, constatando che i pareri convergevano sul principio fondamentale della disposizione costituzionale, ossia il divieto di costruire nuove abitazioni secondarie «classiche» (letti freddi) nei Comuni con una quota di abitazioni secondarie superiore al 20 per cento. La discussione ha invece evidenziato che, per quanto concerne la concretizzazione delle disposizioni concernenti i letti caldi, le trasformazioni o le destinazioni a un nuovo uso di alloggi esistenti, i pareri erano divisi.

Infine, la maggioranza della Commissione propone, con 15 voti contro 7 e 1 astensione, di aderire alla posizione del Consiglio federale e consentire il ripristino di vecchi alberghi che non sono più redditizi a un nuovo uso quali alloggi senza restrizioni d’impiego, precisando tuttavia che tale prassi non deve opporsi ad alcun interesse preponderante (art. 9 cpv. 2). Questa aggiunta tiene conto della preoccupazione di rispettare i limiti imposti dalla disposizione costituzionale. Delle minoranze si oppongono a questa soluzione.

Regolare le popolazioni di lupi in Svizzera

La Commissione ha accolto, con 21 voti contro 0 e 2 astensioni, la mozione 14.3151 del consigliere agli Stati Engler relativa alla tematica del lupo. La mozione incarica il Consiglio federale di presentare un progetto in modo che sia possibile regolare le popolazioni di lupi prima che questi ultimi arrechino danni ad animali da reddito. La Commissione concorda sul fatto che l’adeguamento della legge sulla caccia proposto dalla mozione rappresenti un compromesso ragionevole e attuabile. Dà così espressione alla propria posizione secondo cui in futuro non debba esserci una Svizzera senza lupi, ma nemmeno una Svizzera che non regola la popolazione dei lupi. Se i lupi riescono ad aggirare anche misure ragionevoli di protezione delle greggi oppure perdono l’atteggiamento schivo nei confronti dell’uomo, s’impone una regolamentazione.

La Commissione ha preso atto che i lavori di elaborazione della nuova Strategia Lupo sono sospesi e che l’Amministrazione procederà invece alla revisione della legge sulla caccia immediatamente dopo l’approvazione della mozione Engler in Consiglio nazionale.

Presieduta dal consigliere nazionale Hans Killer (V/AG), la Commissione si è riunita a Berna il 17 e 18 novembre 2014. A parte della seduta era presente la consigliera federale Doris Leuthard.

 

Berna,  18 novembre 2014 Servizi del Parlamento