Il 16 e 17 novembre 2015 una rappresentanza della Delegazione parlamentare AELS/UE si è incontrata a Lussemburgo con rappresentanti della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) e della Corte di giustizia dell’AELS per discutere in modo approfondito sul posto le modalità di funzionamento di queste due istituzioni.

Nella sua funzione di organo consultivo nelle istituzioni dell’AELS, la Delegazione parlamentare AELS/UE intrattiene scambi regolari sia con il Consiglio dei ministri dell’AELS sia con la Corte di giustizia dell’AELS. Essa cura inoltre le relazioni con il Parlamento europeo e con rappresentanti di altre istituzioni europee. Nell’ambito di queste attività, il 16 e 17 novembre 2015 la Delegazione ha incontrato il prof. dott. Carl Baudenbacher, presidente della Corte di giustizia dell’AELS, e il prof. dott. Koen Lenaerts, presidente della CGUE, per discutere sulle modalità di funzionamento di queste istituzioni.

Dalla primavera del 2014 la Svizzera e l’Unione europea stanno negoziando un accordo quadro per definire nuove regole procedurali e comportamentali per la partecipazione selettiva al mercato interno. Il mandato negoziale adottato dal Consiglio federale il 18 dicembre 2013 prevede tra l’altro che in caso di controversia sia la Svizzera che l’UE possano sottoporre alla CGUE questioni sull’interpretazione del diritto dell’UE recepito in un accordo sull’accesso al mercato.

Nell’ambito dei colloqui è stato confermato ai membri della Delegazione AELS/UE che anche in una simile procedura di risoluzione delle controversie la CGUE adotta soltanto decisioni vincolanti per entrambi le parti. Pertanto, nel caso la CGUE sia chiamata a risolvere una controversia si pone soltanto la questione dell’attuazione della decisione vincolante; non vi è pertanto nient’altro su cui negoziare. La Commissione agirà di conseguenza. La situazione è sotto questo punto di vista paragonabile a quella degli Stati dell’UE e dell’AELS confrontati a una condanna per violazione di un accordo nell’UE o nello SEE.

Nello SEE gli Stati dell’UE sono sottoposti alla vigilanza della Commissione dell’UE e, se del caso, giudicati dalla CGUE. La vigilanza degli Stati SEE-AELS compete invece esclusivamente all’autorità di vigilanza dell’AELS, che è pure responsabile per quanto riguarda eventuali violazioni di accordi concernenti l’UE. Il giudizio compete esclusivamente alla Corte di giustizia dell’AELS. Esempio illuminante a tal proposito è il caso Icesave.

Vista la loro appartenenza allo SEE-AELS, gli Stati dell’AELS sono inoltre rappresentati nell’organo decisionale dell’autorità di vigilanza dell’AELS, il cosiddetto College. Inoltre, un loro giudice opera nella Corte di giustizia dell’AELS e altro personale è impiegato in entrambe le istituzioni. Se fosse adottata la cosiddetta soluzione CGUE, la Svizzera sarebbe perlomeno de facto vigilata dalla Commissione europea senza avere alcun rappresentante né nella Commissione europea né nella Corte di giustizia dell’AELS e senza che sia occupato personale svizzero in nessuna delle due istituzioni. La vigilanza e il giudizio sarebbero in tal modo esercitati dalle istituzioni della controparte che, secondo i membri della Delegazione AELS/UE, non garantirebbero la necessaria imparzialità.

La consigliera nazionale Kathy Riklin si è interessata anche della questione delle possibili sanzioni nel caso di un’attuazione ritenuta non corretta di una decisione della Corte di giustizia. Nello SEE-AELS vi è allora un nuovo reclamo per violazione di un accordo, a cui fa seguito una nuova condanna dello Stato SEE-AELS da parte della Corte di giustizia dell’AELS. Sanzioni di altra natura non sono finora state inflitte. Se non attuasse una decisione della CGUE, con il modello della CGUE la Svizzera dovrebbe invece temere sanzioni, tra le quali la decadenza dell’accordo.

L’Assemblea federale svizzera è stata rappresentata agli incontri summenzionati dalla consigliera nazionale Kathy Riklin (PPD/ZH), presidente del Comitato parlamentare AELS e della Delegazione AELS/UE, e dal consigliere agli Stati Konrad Graber (PPD/LU).

 

Berna, 17 novembre 2015 Servizi del Parlamento