Corapporti
Nel quadro della procedura parlamentare di corapporto la Commissione delle finanze (CdF) ha redatto all’attenzione delle commissioni legislative numerosi corapporti nei quali richiama l’attenzione sulla nuova situazione politico-finanziaria che per i prossimi anni prevede sostanziali deficit strutturali. Questa nuova situazione è il risultato di una forte diminuzione delle entrate fiscali. Le deliberazioni di futuri progetti che prevedono nuovi compiti o nuove spese (progetti di finanziamento) dovranno, secondo la Commissione, tenere assolutamente conto di questa nuova situazione. Essa considera poco ragionevole decidere nuovi compiti o aumenti di spesa, se questi non possono essere finanziati nel tempo. Occorre in particolare enorme prudenza in merito a spese che esulano dal corrente piano finanziario del 20 agosto 2014. Il freno all'indebitamento sancito dalla Costituzione federale (art. 126 Cost.) prevede che le uscite siano stabilite in funzione delle entrate. Se necessario per garantire il rispetto del freno all'indebitamento, il Consiglio federale deve sottoporre al Parlamento programmi di sgravio. Nelle istruzioni relative al preventivo 2016 e al piano finanziario di legislatura 2017-2019 il Consiglio federale ha deciso alcuni correttivi per ridurre sensibilmente le uscite preventivate per il 2016 (cfr. in proposito il comunicato stampa del Consiglio federale dell'11 febbraio 2015).
In un corapporto alla Commissione della politica di sicurezza (CPS) la maggioranza della CdF sostiene l'ulteriore sviluppo dell'esercito (14.069). Con 14 voti contro 7 ha rinunciato a proporre alla CPS di ridurre il limite di spesa per l'esercito da 5 a 4 miliardi di franchi. La CdF si è detta favorevole anche al programma d'armamento 2015 (15.017). Con 14 voti contro 7 (1 astensione) essa non ha voluto proporre alla CPS di stralciare dal programma d'armamento l'acquisto di 6 droni. Queste spese sono previste in quanto tali nel piano finanziario.
Con il messaggio concernente la promozione della cultura negli anni 2016-2020 (14.096) il Consiglio federale chiede risorse per un ammontare di circa 1,126 miliardi di franchi. Nel corapporto alla Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura (CSEC-N) la maggioranza della CdF propone di ridurre tali risorse di circa 65 milioni di franchi in linea con quanto previsto dal piano finanziario del 20 agosto 2014. Questa proposta si scosta dalla posizione del Consiglio degli Stati che ha addirittura deciso di aumentare di 3 milioni le risorse a favore della cultura chieste dal Governo.
Favorevole al messaggio sulla piazza economica 2016-2019 (15.019), la Commissione ha respinto – ogni volta con una chiara maggioranza – cinque proposte con le quali si chiedeva di ridurre complessivamente di circa 177 milioni di franchi le proposte contenute nei decreti finanziari 1, 2, 3, 6 e 7 invocando l'attuale situazione politico-finanziaria. La CdF giudica positivamente questo progetto perché lo ritiene utile al rafforzamento della piazza economica svizzera. Anche il messaggio concernente l'impostazione e il sostegno del parco svizzero dell'innovazione (15.031) ha raccolto il favore della CdF.
La CdF si è espressa in modo alquanto critico nei confronti del messaggio concernente la revisione parziale della legge sull’IVA (15.025). Esigue maggiori entrate sarebbero vanificate da un sensibile aumento dell'organico. Pur chiedendosi se i cambiamenti siano ragionevoli dal profilo della politica fiscale, la CdF ha respinto con 15 voti contro 10 una proposta che avrebbe chiesto alla Commissione dell'economia e dei tributi (CET-N) di non entrare in materia sul progetto. Per quanto riguarda il messaggio sugli importi massimi riconosciuti per le spese di pigione (14.098), la maggioranza della Commissione si chiede se il progetto sia sufficientemente mirato, nutrendo in particolare dubbi sulla giustificazione dell'aumento generalizzato degli importi massimi vista l'evoluzione differenziata delle pigioni.
Temi dell’alta vigilanza finanziaria
La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha presentato alla Commissione il rapporto del Consiglio federale del 18 dicembre 2014 sulla FINMA e la sua attività di regolamentazione, il rapporto del Consiglio federale «too big to fail» (11.4185) e il rapporto sulle questioni finanziarie e fiscali internazionali 2015. Il Controllo federale delle finanze ha inoltre presentato il rapporto «Fondi di disattivazione e fondo di smaltimento. Verifica della Governance». Con 16 voti contro 9 la Commissione ha bocciato la proposta di presentare una mozione che avrebbe incaricato il Consiglio federale di redigere un rapporto sui rischi finanziari dei costi e sul finanziamento della disattivazione delle centrali nucleari. La maggioranza della Commissione ritiene che non sia necessario intervenire in questo ambito.
Il presidente della Delegazione delle finanze ha presentato il rapporto d’attività 2014, mentre il responsabile del Controllo parlamentare dell’amministrazione ha presentato il rapporto del 10 aprile 2014 concernente i collaboratori esterni all'Amministrazione federale. La Commissione seguirà con la massima attenzione questa tematica, poiché ritiene determinante che viga trasparenza nei confronti del Parlamento in materia di personale e di collaboratori esterni. Essa ha infine esaminato le conclusioni del rapporto del gruppo di lavoro «Insieme» che la riguardano direttamente.
Presieduta dal consigliere nazionale Leo Müller (PPD/LU), la Commissione delle finanze si è riunita a Berna il 30 e il 31 marzo 2015. A parte della seduta erano presenti la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, collaboratori del suo Dipartimento e rappresentanti del DDPS, del DEFR, del DATEC e del Controllo federale delle finanze.
Berna, 1° aprile 2015 Servizi del Parlamento