Il presidente del Consiglio degli Stati, Claude Hêche, si è recato in visita ufficiale a Tunisi dal 25 al 27 marzo 2015.

Il presidente del Consiglio degli Stati, Claude Hêche, si è recato in visita ufficiale a Tunisi dal 25 al 27 marzo. Questa visita riflette le eccellenti relazioni tra i due Paesi.

In programma, incontri con diversi membri del Governo e alcuni parlamentari, e in particolare con Mohamed Ennaceur, presidente dell’Assemblea dei rappresentanti del popolo. Nell’ambito di questo colloquio il Presidente del Consiglio degli Stati ha preso atto con favore dell’intensificarsi, dal 2011, della cooperazione bilaterale con la Tunisia a tutti i livelli. I due presidenti hanno anche discusso di un accordo, entrato in vigore nell’agosto 2014, sullo scambio di giovani professionisti a fini di formazione. Dai vari scambi è emerso in particolare l’interesse reciproco di continuare questo impegno, soprattutto nel sostenere il processo di transizione democratica.

Durante la sua visita, il Presidente del Consiglio degli Stati si è occupato principalmente dei diversi progetti condotti dalla Confederazione in Tunisia nel quadro del programma svizzero di sostegno alla transizione di questa giovane democrazia. In campo economico, l’impegno elvetico si concentra sullo sviluppo del settore privato e degli investimenti allo scopo di creare posti di lavoro, soprattutto nelle regioni svantaggiate al centro e al sud del Paese. La Svizzera persegue in questo modo una serie di obiettivi complementari, quali il rafforzamento dello spirito imprenditoriale, il miglioramento l’occupabilità dei giovani attraverso la formazione professionale, il finanziamento delle infrastrutture e l’accesso alle stesse nelle zone svantaggiate, in particolare nel settore dell’approvvigionamento idrico e della depurazione delle acque.

Nel settore della migrazione, sono in corso di attuazione diversi progetti, come la protezione delle persone vulnerabili, la prevenzione della migrazione irregolare e la valorizzazione delle risorse e delle competenze della diaspora tunisina in Svizzera. Nel quadro del progetto svizzero di aiuto al rimpatrio volontario e alla reintegrazione in Tunisia, dal 2012 sono stati approvati 450 progetti sviluppati da tunisini rientrati volontariamente nel proprio Paese, con la conseguente creazione di oltre 680 posti di lavoro.

L’interesse del Presidente del Consiglio degli Stati è stato attirato in particolare dal progetto volto a facilitare l’accesso al mercato dei prodotti agroalimentari e locali (PAMPAT) che, oltre appunto a promuovere l’accesso al mercato di produttori tunisini, mira soprattutto a migliorare le condizioni socio-economiche in tre catene di valore, cioè quella dell’harissa, del fico di Djebba e del fico d’India. Il progetto è stato ideato e realizzato in stretta collaborazione con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (ONUSI), il Ministero dell’Industria e il Ministero dell’Agricoltura. Una particolare attenzione è accordata al sostegno offerto ai giovani promotori, alle donne e ai piccoli produttori nelle regioni svantaggiate. Per quanto riguarda l’harissa, per esempio, sono implicati 2000 agricoltori e un centinaio di donne che lavorano l’harissa tradizionale.

Il presidente del Consiglio degli Stati ha constatato la qualità dell’impegno profuso e dei risultati ottenuti dai rappresentanti delle istituzioni svizzere in Tunisia. Ad accompagnarlo vi era Cédric Stucky, consulente per la politica estera.

 

Tunisi, 27 marzo 2015 Servizi del Parlamento