Con 7 voti contro 2 e 3 astensioni la Commissione si è detta contraria alla possibilità di prolungare di un altro anno il termine di trattazione parlamentare di un‘iniziativa popolare, qualora la maggioranza del comitato di iniziativa vi acconsenta (14.457 Iv. Pa. CIP-N. Iniziative popolari. Proroga del termine di trattazione). La Commissione ritiene problematica l‘interferenza di un organo non parlamentare sui termini della procedura parlamentare. È peraltro nell’interesse dei promotori di un’iniziativa popolare una sua rapida trattazione. Qualora manifesti una reale volontà di trattare un’iniziativa popolare, il Parlamento ha già attualmente il tempo sufficiente per elaborare un controprogetto. Una minoranza intravvede nella proposta la possibilità di migliorare le opportunità di trovare ragionevoli soluzioni di compromesso senza l’assillo del tempo.
Con 6 voti contro 5 e 1 astensione anche la proposta di tassare l’indennità per spese di personale e di materiale versata annualmente ai membri del Parlamento, attualmente di 33 000 franchi, non ha raccolto il favore della maggioranza della Commissione (13.412 Iv. Pa. Leutenegger Oberholzer. Indennità parlamentari. Parità di trattamento fiscale di tutti i cittadini). L‘imposizione fiscale e la connessa possibilità di far valere le spese sostenute per conseguire un reddito renderebbero il sistema più complicato. L’indennità complessiva non tassata è molto più semplice da gestire e non provoca ulteriori costi all‘ente pubblico. La minoranza ritiene tuttavia che sia giunto il momento di rivedere alla base il disciplinamento attuale delle indennità.
Non ha avuto successo neanche la proposta di affidare, nei casi controversi, alla Conferenza di coordinamento la competenza – attualmente soltanto dei due presidenti delle Camere – di decidere quale debba essere la Camera prioritaria a trattare un progetto (14.461 Iv. Pa. Gruppo V. Attribuire alla Conferenza di coordinamento la competenza di determinare la Camera prioritaria per gli oggetti importanti proposti dal Consiglio federale). L’occasione che ha suscitato la proposta di modifica è stata la contestata designazione della Camera prioritaria per la trattazione del progetto «Previdenza per la vecchiaia 2020» (14.088). La Commissione ritiene che la designazione della Camera prioritaria debba avvenire sulla base del carico di oggetti che le Camere e le rispettive commissioni devono affrontare. Qualora fosse coinvolta la Conferenza di coordinamento, questa decisione rischierebbe una politicizzazione eccessiva e l’interferenza dei gruppi di interesse. Le regole non dovrebbero inoltre subire modifiche unicamente a causa di un caso isolato. La Commissione si è detta contraria all‘iniziativa con 11 voti contro 1.
Non ha incontrato alcuna opposizione, invece, la proposta in base alla quale le commissioni competenti per la trattazione di richieste per levare l’immunità a membri delle autorità vengano informate e possano chiedere un dibattito se i rispettivi presidenti vogliono liquidare direttamente una richiesta ritenuta manifestamente insostenibile. La Commissione ritiene ragionevole che le commissioni competenti possano trattare casi contestati. L’iniziativa ha ottenuto un sostegno unanime (15.425 Iv. Pa. Immunità. Trattamento delle richieste da parte dei presidenti delle due commissioni).
Documenti delle commissioni parlamentari: quale trasparenza?
La Commissione ha quindi anche esaminato un‘iniziativa parlamentare presentata al suo interno e concernente la legislazione sul Parlamento. Essa si è detta favorevole ad esaminare approfonditamente l‘opportunità di sottoporre in futuro i documenti delle commissioni a un sistema di classificazione. Essa ha accolto all‘unanimità un‘iniziativa parlamentare presentata dal consigliere agli Stati Thomas Minder (SH), secondo cui i documenti delle commissioni dovrebbero essere classificati in modo tale da permettere la pubblicazione di quelli accessori (15.444 Iv. Pa. Commissioni parlamentari. Trasparenza dei documenti accessori). La Commissione constata che i membri del Parlamento non sanno a volte quali documenti possono rendere pubblici. Essa ritiene pertanto che vi sia la necessità di chiarire questo aspetto e ha preso atto, nel contempo, della prevista legislazione sulla protezione delle informazioni che imporrà un sistema di classificazione. Con il suo sostegno all’iniziativa parlamentare la Commissione vorrebbe sottolineare la necessità di intervenire, senza tuttavia favorire già una determinata proposta di soluzione.
Votazioni popolari federali: nessun riconteggio in caso di risultato molto risicato
Dopo che, in occasione di una recente revisione parziale della legge federale sui diritti politici, le Camere hanno deciso che un risultato risicato in una votazione popolare federale non debba costituire da solo un motivo di riconteggio, la Commissione non vuole rimettere subito in discussione questa norma. Con 5 voti contro 4 e 1 astensione si è quindi detta contraria all‘iniziativa parlamentare del consigliere agli Stati Thomas Minder (SH) che chiede questo riconteggio in caso di risultato molto risicato (14.461 Iv. Pa. Votazioni popolari federali. Riconteggio in caso di risultato molto risicato).
Rapporto sulle esperienze e le prospettive a 40 anni dall’adesione della Svizzera alla CEDU
La Commissione ha preso atto del rapporto del Consiglio federale sui 40 anni dall’adesione della Svizzera alla CEDU, redatto in adempimento di un postulato del consigliere agli Stati Stöckli (BE) (13.4187). Il rapporto presenta l’evoluzione della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo e le sue ripercussioni sulla Svizzera. Esso giunge alla conclusione che riconoscere la Convenzione non implica l’impossibilità di continuare ad analizzare criticamente questa giurisprudenza. La Commissione ha dibattuto in particolare aspetti legati al proprio ambito di competenza, come la questione del rapporto fra diritto internazionale e diritto interno. Essa riferirà in merito alla propria Camera.
Il progetto per la naturalizzazione agevolata degli stranieri di terza generazione deve essere discusso dal prossimo Parlamento
Con 21 voti contro 21, 1 astensione e il voto determinante del presidente, il 10 settembre 2015 il Consiglio degli Stati ha votato l’entrata in materia sul progetto di modifica costituzionale e legislativa concernente la naturalizzazione agevolata degli stranieri di terza generazione (08.432 Iv. Pa. Marra. La Svizzera deve riconoscere i propri figli), dopo che la propria Commissione delle istituzioni politiche aveva raccomandato, con 7 voti contro 5, la non entrata in materia. La Commissione ha discusso diverse questioni aperte e assegnato all‘amministrazione i mandati corrispondenti, così da permettere alla rinnovata Commissione di affrontare la problematica partendo dalla base e presentare le sue proposte alla Camera dopo la deliberazione di dettaglio.
Presieduta dalla consigliera agli Stati Verena Diener Lenz (ZH, VL), la Commissione si è riunita a Zurigo il 15 e il 16 ottobre 2015.
Berna, 16 ottobre 2015 Servizi del Parlamento