Il 14 giugno 2015 il Popolo svizzero ha approvato di strettissima misura (50,08%) il nuovo canone radiotelevisivo. L’esiguo scarto che ha determinato l’esito della votazione è stato uno dei motivi che ha indotto il consigliere nazionale Thomas Müller a presentare un’iniziativa parlamentare (15.457 n Iv. Pa. Müller Thomas. Concessione SSR. D’ora innanzi la competenza spetta al Parlamento) con cui si propone di conferire al Parlamento un adeguato potere decisionale in materia. L’iniziativa propone di modificare l’articolo 25 della legge sulla radiotelevisione (LRTV) attribuendo al Parlamento, anziché al Consiglio federale, la competenza di decidere in merito alla concessione della SSR. A giudizio di un’ampia maggioranza della Commissione, la proposta formulata dall’iniziativa pone un interrogativo legittimo di cui si dovrà tenere conto nel dibattito sul servizio pubblico. Con 20 voti contro 3 e 2 astensioni, la Commissione ha pertanto deciso di rinviare l’esame dell’iniziativa parlamentare per procedervi una volta che il Consiglio federale avrà presentato il rapporto sulla definizione di servizio pubblico, la cui pubblicazione è prevista per il mese di giugno di quest’anno. La Commissione ha inoltre incaricato l’Amministrazione di stabilire entro tale data in che modo possa essere realizzata sul piano legislativo la suddivisione della concessione di cui all’articolo 25 LRTV in una concessione quadro di competenza dell’Assemblea federale e una concessione d’esercizio di competenza del Consiglio federale, cosicché anche il Parlamento possa avere voce in capitolo su tale questione.
In Svizzera la liberalizzazione del mercato postale ha avuto ripercussioni relativamente modeste. Per la Posta svizzera, la sfida maggiore deriva dalla diminuzione del volume delle lettere e dalle nuove abitudini della clientela, causate dalla progressiva digitalizzazione della corrispondenza privata e di quella commerciale. È quanto afferma il Consiglio federale nel Rapporto di valutazione 2015 sulle conseguenze della liberalizzazione del mercato postale, pubblicato nel settembre del 2015. L’Esecutivo intende pertanto mantenere il monopolio sulla posta-lettere fino a 50 grammi. La Commissione ha interpellato rappresentanti della Posta Svizzera e di aziende private operanti nel settore, chiedendo loro come valutassero la situazione attuale. Com’era lecito attendersi, la Posta ha sostanzialmente condiviso l’analisi del Consiglio federale, mentre le aziende private hanno auspicato che si compia in tempi brevi un’ulteriore liberalizzazione del mercato.
Benché sull’aspetto summenzionato si siano riscontrate divergenze d’opinione anche al suo interno, la Commissione è concorde nel ritenere che, nonostante un intervento del Parlamento non sia attualmente necessario, l’evoluzione del mercato postale debba essere seguita con attenzione. Alla fine di quest’anno il Consiglio federale presenterà un rapporto in cui si valuta l’efficacia della nuova legislazione postale. La Commissione auspica che nel rapporto in questione si tenga conto delle considerazioni espresse nel corso dell’audizione e del dibattito. Tornerà poi sulla questione all’inizio del 2017.
La Commissione ha inoltre deciso di presentare due interventi a favore dello sviluppo e dell’ammodernamento delle reti di telefonia mobile. Il primo si propone di innalzare il valore limite degli impianti di telefonia mobile, di semplificare gli strumenti di esecuzione e la definizione degli impianti, nonché di istituire un sistema di monitoraggio delle radiazioni e assicurarne il finanziamento. Il secondo prevede di individuare misure atte a semplificare e accelerare la procedura di rilascio delle licenze edilizie per le antenne di telefonia mobile. L’esatto tenore dei due interventi sarà discusso nel corso della prossima seduta della Commissione.
Berna, 11 gennaio 2016 Servizi del Parlamento