La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ha apprezzato il rapporto considerandolo un inventario esaustivo delle attività svolte in questo settore e – nonostante alcuni suoi membri avessero rilevato qualche lacuna nell’analisi – si è detta particolarmente soddisfatta della priorità conferita al rafforzamento della piazza economica svizzera e all’ulteriore ampliamento della rete di accordi di libero scambio. La Commissione si dichiara quindi favorevole all’approvazione di tre accordi internazionali: con 14 voti contro 4 e 2 astensioni raccomanda alla sua Camera di accogliere l’Accordo di libero scambio tra gli Stati dell’AELS e la Serbia e, rispettivamente, l’Albania, mentre è unanime nel raccomandare alla sua Camera di accogliere il protocollo di adesione del Guatemala all’accordo di libero scambio tra gli Stati AELS e gli Stati centroamericani. La Commissione propone inoltre al proprio Consiglio all’unanimità di accogliere le misure tariffali prese nel 2015.
Dopo aver esaminato approfonditamente il rapporto, la CPE-N condivide il parere del Consiglio federale secondo cui occorre offrire agli attori economici della Svizzera le condizioni quadro ottimali atte a creare valore aggiunto e posti di lavoro. La CPE-N prende inoltre atto del fatto che, nell’anno in rassegna, i lavori svolti in vista dell’attuazione delle nuove disposizioni costituzionali relative all’immigrazione hanno influenzato in modo notevole la politica europea del Consiglio federale. Come illustrato nel rapporto, indagini mostrano che i Bilaterali I rispondono meglio agli interessi della Svizzera di un accordo di libero scambio con l’UE di ampia portata. Sulla base dell’Accordo sulla fiscalità del risparmio concluso nel 2004 tra la Svizzera e l’UE e modificato nell’anno in rassegna, a partire dal 2018 sarà introdotto lo scambio automatico di informazioni con l’UE conforme allo standard dell’OCSE.
Nel rapporto è stato anche evidenziato che nell’anno in rassegna la Svizzera ha stanziato importanti contributi per l’istituzione della Banca asiatica d’investimento per le infrastrutture e per l’attuazione del Fondo verde per il Clima. La Commissione ha infine preso atto che la cooperazione economica allo sviluppo si orienterà d’ora in poi coerentemente agli obiettivi dello sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e che tale proposito sarà attuato in particolare nel messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020.
Berna, 2 febbraio 2016 Servizi del Parlamento