Nell’ambito di un colloquio sulla politica europea la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) si è occupata intensamente della decisione del popolo britannico e della sua importanza per la Svizzera.

In presenza del consigliere federale Burkhalter, capo del DFAE, e del segretario di Stato Jacques de Watteville, capo negoziatore per la Svizzera con l‘Unione europea (UE), la Commissione ha proceduto a una prima analisi delle ripercussioni per la Svizzera del referendum britannico sull’uscita dall’UE. Essa ha enucleato, da un lato, le ripercussioni sulle relazioni fra la Svizzera e la Gran Bretagna e, dall’altro, gli effetti per le relazioni della Svizzera con l’UE.

I colloqui erano incentrati sull’importanza del referendum britannico per i negoziati in corso fra la Svizzera e l’UE riguardo all’attuazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa, nonché per un eventuale accordo quadro istituzionale. La Commissione ha mostrato interesse per una valutazione da parte del Consiglio federale dei diversi scenari negoziali, nonché per i successivi passi concreti. La CPE-N prende atto che il Consiglio federale aspira come sempre a una soluzione consensuale con l’UE in materia di gestione dell’immigrazione e intende proseguire questo intento durante l’estate.

Con il Consiglio federale, la Commissione è unanime nell’affermare che è nell’interesse di tutti disciplinare quanto prima la nuova relazione fra la Gran Bretagna e l’UE, nonché fra la Gran Bretagna e Stati terzi, allo scopo di evitare una situazione di incertezza del diritto. La CPE-N riconosce gli sforzi del Consiglio federale volti a instaurare un nuovo regime per le relazioni Svizzera – Gran Bretagna quando l’accordo d’uscita di quest’ultima dall’UE sarà posto in vigore. In tale contesto è stato anche abbozzato lo scenario di un’adesione della Gran Bretagna all’AELS.

Diverse voci in seno alla Commissione hanno sottolineato l’importanza di un’immagine unita del Consiglio federale verso l’esterno e di una comunicazione univoca e chiara sul dossier della politica europea. Parimenti diversi membri della Commissione hanno insistito sul fatto che non vi è motivo per essere pessimisti e che la nuova situazione politica delineatasi in Europa può essere interpretata come un’opportunità per la Svizzera.

La Commissione ha invitato i membri della Commissione omologa del Consiglio degli Stati e il consigliere nazionale Thomas Aeschi, presidente della Delegazione AELS/UE, a partecipare a questi colloqui.

Altre decisioni

Con 21 voti contro 0 e 2 astensioni la Commissione ha inoltre proposto l’approvazione della Convenzione delle Nazioni Unite sulla trasparenza (16.037 n). La Convenzione estende l'applicazione delle norme dell'ONU sulla trasparenza nella procedura arbitrale tra investitori e Stato, basata su trattati, agli accordi di protezione degli investimenti già in vigore. Nel contempo la CPE-N ha respinto con 14 voti contro 8 e 0 astensioni una proposta di mozione della Commissione che intendeva incaricare il Consiglio federale di adeguare, entro la fine del 2020, alla Convenzione ONU sulla trasparenza i trattati con procedure arbitrali tra investitori e Stato ai quali non sono applicabili le norme ONU sulla trasparenza.

Essa ha inoltre deciso all’unanimità di prorogare il termine di trattazione della mozione 09.3719 (Dick Marty) intitolata «I fondamenti del nostro ordine giuridico scavalcati dall'ONU», per dare un segnale positivo agli sforzi diplomatici della Svizzera in questa tematica.

Dopo che in aprile la CPE-S non ha dato seguito alle due seguenti iniziative parlamentari: 14.433 n Iv. Pa. Aeschi Thomas. Obbligo d’informazione e di consultazione delle commissioni legislative competenti in merito alle raccomandazioni e alle decisioni dell’OCSE e delle sue agenzie specializzate nonché 14.474 n Iv. Pa. Romano. Salvaguardare le competenze del Parlamento in materia di politica estera e legislazione interna, la CPE-N ha confermato la sua decisione del 2 luglio 2015 con 10 voti contro 8 e 1 astensione. Le iniziative sono ora sottoposte al Consiglio nazionale.

La Commissione ha infine deciso all’unanimità di proporre l’approvazione di un accordo fra la Svizzera e la Norvegia su misure doganali di sicurezza (16.039 n).

 

Berna, 28 giugno 2016 Servizi del Parlamento