La CPE-N ha chiesto al capo del Dipartimento federale degli affari esteri, il consigliere federale Ignazio Cassis, di informarla sugli ultimi sviluppi nelle relazioni tra la Svizzera e l’UE e nella ricerca di soluzioni alle questioni istituzionali. La Commissione ha discusso in particolare la questione delle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone, nonché delle linee rosse che il Consiglio federale esclude di oltrepassare. In un secondo tempo, la Commissione ha svolto un’audizione con la professoressa di diritto europeo all’Università di Basilea, Christa Tobler, nell’intento di approfondire le proprie conoscenze sugli elementi costitutivi e sugli aspetti giuridici di una composizione delle controversie tra la Svizzera e l’UE da parte della Corte di giustizia europea, come pure sui meccanismi delle istanze arbitrali.
Facendo seguito a tale audizione, la CPE-N ha deciso, senza opposizioni e richiamandosi all’articolo 47 capoverso 2 della legge sul Parlamento, di procedere ad audizioni pubbliche di esperti in merito all’accordo istituzionale Svizzera-UE, che si terranno quando la Commissione disporrà di un risultato intermedio, documentato per scritto, o del risultato dei negoziati condotti in vista della conclusione di un accordo istituzionale tra la Svizzera e l’UE. Le modalità di tali audizioni saranno comunicate a tempo debito.
La CPE-N è stata infine consultata sulla decisione del Consiglio federale del 25 aprile 2018 (cfr. comunicato stampa) concernente le prossime tappe nell’evoluzione delle relazioni tra la Svizzera e il Regno Unito dopo l’uscita di quest’ultimo dall’UE. La Commissione ha preso atto delle considerazioni del Governo, sostenendo all’unanimità la sua decisione.
Attualità di politica estera
La Commissione si è chinata sulle dichiarazioni del consigliere federale Ignazio Cassis, secondo cui l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA) costituirebbe una «parte del problema» nel conflitto israelo-palestinese. La CPE-N ha ritenuto opportuno discutere apertamente queste questioni di fondo, nonché esaminare il ruolo dell’UNRWA a lungo termine. Ha tuttavia ribadito quanto ritenga importante sostenere gli impegni e le attività dell’UNRWA, formulando opzioni d’intervento a favore dei profughi palestinesi. È pure stata affrontata la recente decisione del Consiglio federale di rendere più flessibile l’ordinanza sul materiale bellico dal profilo della politica estera della Svizzera e della sua politica di neutralità. Una decisione quest’ultima che tocca molteplici aspetti e che sarà oggetto di una discussione approfondita in occasione di una successiva seduta.
La nuova Via della seta della Cina
Nell’ambito degli incontri regolari di approfondimento svolti dalla CPE-N a proposito dell’iniziativa cinese «One Belt, One Road», la Commissione ha sentito nella sua seduta odierna il professor Ruedi Nützi, direttore della Scuola universitaria di economia della Scuola universitaria professionale della Svizzera nord-occidentale, come pure i due rappresentanti di Foraus, Michael Settelen e Markus Herrmann. In tale occasione sono state discusse approfonditamente le strategie e le sfide legate a questo grande progetto così come i diversi modi di affrontarlo che si offrono alla Svizzera.
Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile
La Commissione ha esaminato in dettaglio il rapporto nazionale della Svizzera sull’attuazione dell’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, prendendone atto. Per la sua elaborazione il Consiglio federale si è fondato su un bilancio delle attività di politica estera e interna della Confederazione, il quale mostra che in Svizzera gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) sono già integrati in molte basi legali e importanti politiche settoriali (cfr. comunicato stampa). La discussione verteva in particolare sugli eventuali conflitti tra singoli OSS, sulla loro impostazione, nonché sul ruolo che la Svizzera può assumere nell’attuazione di tali obiettivi.
Politica economica esterna
La CPE-N ha proseguito la discussione avviata in aprile sulla politica del Consiglio federale in materia di sanzioni. Ha preso atto dei criteri (giuridici, economici e di politica estera) ai quali la Svizzera fa riferimento per aggregarsi a sanzioni, in particolare a quelle dell’Unione europea (UE). Ha inoltre sentito la posizione del Governo sui regimi sanzionatori della Svizzera e/o dell’UE attualmente applicati nei confronti dell’Iran, della Russia, della Siria e del Venezuela. La discussione di fondo era incentrata segnatamente sulla coerenza globale della strategia del Consiglio federale.
La Commissione ha infine esaminato il rapporto sui trattati internazionali conclusi nel 2017, prendendone atto. Ha altresì preso atto del rapporto 2017 sulle attività della politica migratoria estera della Svizzera, il quale illustra le attività svoltesi lo scorso anno in questo ambito.