La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) si è occupata del messaggio concernente il secondo contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell’Unione europea per la riduzione delle disparità economiche e sociali (18.067). Con 15 voti contro 10 la Commissione propone alla propria Camera di approvare i due crediti quadro «coesione» e «migrazione». La Commissione si discosta invece dalla decisione del Consiglio degli Stati per quanto riguarda le condizioni degli obblighi derivanti da questi crediti quadro.

​Sullo sfondo delle attuali relazioni tra la Svizzera e l’UE, la Commissione si è occupata del secondo contributo elvetico all’UE allargata. Il contributo si fonda sulla legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est, approvata dal Parlamento durante la sessione autunnale del 2016. La CPE-N ha in particolare discusso in modo approfondito dei nessi politici tra i contributi all’allargamento, l’equivalenza borsistica riconosciuta soltanto a tempo determinato e l’Accordo quadro istituzionale. Al termine della discussione la Commissione ha deciso con 15 voti contro 10 di entrare nel merito di entrambi i decreti federali.

Come il Consiglio degli Stati anche la Commissione ritiene che il secondo contributo svizzero all’allargamento dovrebbe essere subordinato al miglioramento delle relazioni con l’UE. In aggiunta a quanto previsto dal Consiglio degli Stati, la Commissione propone che gli obblighi derivanti da questi crediti quadro siano assunti soltanto quando sarà garantita la piena associazione della Svizzera al programma Horizon Europe, l’UE avrà garantito a tempo indeterminato l’equivalenza della Borsa elvetica e non emanerà altre misure discriminatorie nei confronti del nostro Paese.

Con 13 voti contro 10 e 2 astensioni, la Commissione ha inoltre proposto alla propria Camera un complemento al decreto federale sul credito quadro «coesione» in relazione al rafforzamento della formazione professionale nei 13 Paesi dell’UE. Il Consiglio federale sarà tenuto a chiedere entro il 2020 all’Assemblea federale, conformemente alla legge federale sulla cooperazione internazionale in materia di educazione, formazione professionale, gioventù e mobilità, un credito per il rinnovo dell’adesione della Svizzera dal 1 gennaio 2021 al programma dell’UE per la promozione della formazione generale e professionale (Erasmus+).

La Commissione si occupa dell’Accordo istituzionale tra Svizzera e UE

La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale ha iniziato a discutere del risultato dei negoziati tra Svizzera e Unione europea in merito all’Accordo istituzionale e continuerà a discuterne nelle sedute del 25 e 26 marzo 2019.
Il 7 dicembre 2018 il Consiglio federale ha deciso di lanciare una consultazione sull’Accordo istituzionale concluso tra Svizzera e UE, in merito al quale le Commissioni della politica estera sono state invitate ad esprimersi. In presenza del capo del Dipartimento federale degli affari esteri, il consigliere federale Ignazio Cassis, la CPE-N ha in primo luogo affrontato aspetti procedurali, quali lo scadenziario della fase di consultazione in corso o il margine di manovra sul risultato ottenuto nei negoziati con l’UE. In vista della sua prossima seduta, la Commissione ha quindi formulato domande in merito al contenuto materiale dell’Accordo; tra i punti affrontati figurano, tra l’altro, la direttiva relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e le misure d’accompagnamento all’Accordo sulla libera circolazione delle persone. Data l’importanza di quest’accordo quadro, prima di trasmettere il suo parere al Consiglio federale, la CPE-N continuerà a trattare l’argomento nella prossima seduta; nel frattempo avrà ricevuto dall’Amministrazione le risposte agli interrogativi sollevati.

19.009 Rapporto sulla politica estera 2018

La CPE-N ha preso atto del rapporto del Consiglio federale sulla politica estera, che fa il punto sulle principali attività svolte in questo ambito dalla Svizzera nel corso del 2018, congratulandosi per la sua concisione e per il suo approccio analitico e non solo fattuale. Ha in particolare apprezzato il dossier principale di questa edizione dedicato ai buoni uffici della Svizzera. Durante le deliberazioni di dettaglio sul rapporto, la Commissione ha affrontato diversi temi tra cui le attività della Svizzera in seno all’OCSE, legate in particolare alle tensioni tra Russia e Ucraina, ma anche la diplomazia scientifica della Svizzera o la problematica dell’attuazione di politiche coerenti. Per quanto riguarda la promozione civile della pace, la Commissione ha discusso dello stato d’avanzamento della ratifica del trattato dell’ONU sulla proibizione delle armi nucleari. Ha infine riservato particolare attenzione al rapporto sulla politica estera in materia di diritti dell’uomo 2015–2018.

19.008 Rapporto sulla politica economica esterna 2018

Nell’ambito dell’esame del rapporto sulla politica economica esterna 2018, la Commissione ha analizzato le questioni di attualità e gli sviluppi di politica estera nell’anno in rassegna. La Commissione si è occupata in particolare della crisi commerciale internazionale e delle possibilità d’intervento da parte della Svizzera.

La Commissione ha preso atto del rapporto e propone all’unanimità alla propria Camera di accogliere i decreti federali ivi contenuti. Si tratta in particolare del decreto federale che approva l’Accordo tra la Svizzera e la Georgia concernente il riconoscimento e la protezione reciproci delle indicazioni geografiche, delle denominazioni di origine e delle indicazioni di provenienza nonché del decreto federale che autorizza il Consiglio federale ad approvare le modifiche alle appendici dell’Accordo tra la Svizzera e la Russia sulla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine e del decreto federale che approva le misure tariffali.