Alla presenza del presidente della Confederazione Guy Parmelin, capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), la Commissione è stata consultata sulla posizione della Svizzera relativa ai negoziati in vista della 12a Conferenza ministeriale ordinaria dell’OMC, che si terrà a Ginevra dal 30 novembre al 3 dicembre 2021.
Ha in sostanza approvato la posizione della Svizzera con 14 voti a favore e 10 astensioni. Nella precedente deliberazione, la Commissione aveva deciso in merito a tre proposte:
- con 15 voti contro 9 ha respinto la proposta secondo la quale la Svizzera dovrebbe sostenere un allentamento temporaneo della protezione della proprietà intellettuale in materia di terapie per il COVID-19;
- con 15 voti contro 9 ha approvato la proposta secondo la quale la Svizzera, nell’agevolare gli investimenti, si adoperi affinché l’accordo includa la gestione aziendale responsabile (Corporate Social Responsibility, CSR), la lotta contro la corruzione e il rispetto dei diritti umani;
- con 15 voti contro 7 e 2 astensioni ha approvato la proposta secondo la quale il sistema commerciale multilaterale dovrebbe essere allineato all’Agenda 2030 e contribuire a realizzare gli obiettivi di sostenibilità dell’ONU.
Candidatura al Consiglio di sicurezza dell’ONU
Nell’ottica della candidatura della Svizzera a un seggio nel Consiglio di sicurezza dell’ONU per gli anni 2023-2024, la Commissione si è occupata per la seconda volta del rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 19.3967 e ha approfondito le varie opzioni riguardanti il modo in cui il Parlamento può essere coinvolto nei processi decisionali e di consultazione durante tale periodo. La Commissione si è a tal proposito pronunciata espressamente per un forte coinvolgimento del Parlamento. Una proposta volta a incaricare il Consiglio federale di rinunciare alla candidatura della Svizzera nel Consiglio di sicurezza dell’ONU è stata respinta con 18 voti contro 6.
Rete esterna
In virtù dell’articolo 152 capoverso 3 della legge sul Parlamento (LParl) la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) è stata consultata in merito alla decisione del Consiglio federale di aprire un’Ambasciata presso la Santa Sede a Roma. La Commissione ha approvato il progetto con 13 voti contro 3 e 8 astensioni. La maggioranza della Commissione ritiene che sia nell’interesse della Svizzera rafforzare le relazioni diplomatiche bilaterali con il Vaticano, fra l’altro nell’ottica di promuovere la Guardia svizzera pontificia e la cooperazione in materia di promovimento della pace.
Ulteriori decisioni
Con 17 voti contro 4 la Commissione ha dato seguito a un’iniziativa parlamentare che chiede un rapporto programmatico sulla collaborazione con l’UE nei settori al di fuori dell’accesso al mercato (Iv. Pa. 20.496 n Nussbaumer). Mediante un’integrazione della LParl si intende incaricare il Consiglio federale di illustrare periodicamente all’Assemblea federale, nell’ambito di un rapporto programmatico, come vuole impostare la cooperazione della Svizzera con i programmi e le agenzie dell’Unione europea negli anni a venire.
La Commissione ha esaminato la mozione «21.3592 s Mo. Consiglio degli Stati (CPE-S) Istituzionalizzare lo scambio e il coordinamento tra gli attori svizzeri nei confronti della Cina (Whole of Switzerland)», accogliendola con 19 voti contro 6. La maggioranza della Commissione condivide l’opinione della sua commissione omologa secondo cui occorrono un maggiore scambio tra i diversi operatori attivi nei settori della politica, dell’economia, della scienza e della società civile e un approccio coordinato da parte loro nei confronti della Cina. La minoranza respinge questo progetto, in particolare per considerazioni concernenti la politica di neutralità.
La CPE-N ha inoltre esaminato la mozione «21.3591 s. Mo. Consiglio degli Stati (CPE-S). Proteggere l’indicazione di provenienza geografica «Svizzera». Basta con le contraffazioni cinesi» e, con 19 voti contro 5 e 1 astensione, ha deciso di accoglierla. La maggioranza della Commissione ritiene che sia necessario intervenire nell’ambito della tutela dell’indicazione di provenienza geografica «Svizzera». Per la minoranza è invece necessario intervenire secondo un approccio globale. In una delle prossime sedute, la Commissione si occuperà pertanto di un postulato in tal senso.
Con 13 voti contro 5 e 4 astensioni la CPE-N ha infine deciso di non dare seguito all’iniziativa cantonale «20.316 s Iv. Ct. Neuchâtel. Per un referendum sull’accordo di libero scambio con il Mercosur».