La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale ha concluso il suo esame dell’iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera». Raccomanda a Popolo e Cantoni di respingerla. La Commissione ha inoltre deciso di non opporvi alcun controprogetto.

Alla presenza del capo del DFAE, il consigliere federale Ignazio Cassis, la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ha esaminato per la terza volta in modo approfondito l'iniziativa sulla neutralità (24.092). Dopo aver svolto una prima discussione approfondita nel giugno del 2025, la Commissione ha esaminato il progetto lo scorso agosto, decidendo di indire una consultazione sul controprogetto proposto dal Consiglio degli Stati. Nel corso della sua seduta odierna, ha preso atto del rapporto sui risultati della consultazione. Tenuto conto dell’esito della stessa, la Commissione ha deciso con 15 voti contro 10 di attenersi alle decisioni prese nell’agosto del 2025. La maggioranza della CPE-N si è espressa dunque in modo definitivo contro un controprogetto e raccomanda a Popolo e Cantoni di respingere l’iniziativa. Ritiene che la rigida definizione di neutralità contenuta nel testo dell'iniziativa limiterebbe inutilmente il margine di manovra della Svizzera in materia di politica estera, soprattutto in considerazione dell'attuale situazione di instabilità mondiale. La maggioranza della Commissione è convinta che la popolazione, confrontata alle sfide geopolitiche del nostro tempo, sostenga una concezione pragmatica e flessibile della neutralità. In tal senso, ritiene quindi che non sia necessario abbandonare la prassi in materia di neutralità che la Svizzera sta seguendo con successo da ormai molti anni. Diverse minoranze della Commissione sostengono invece l’idea di un controprogetto, anche se le loro proposte divergono per quanto riguarda i suoi contenuti. Un’altra minoranza raccomanda di approvare l’iniziativa. Ritiene infatti che un valore fondamentale tanto importante come la neutralità debba essere chiaramente definito nella Costituzione.

Politica economica esterna

La Commissione ha preso atto del rapporto sulla politica economica esterna 2025 (26.008), che presenta i principali temi trattati dalla Svizzera in questo settore durante l’anno in rassegna e li colloca nel contesto della strategia di politica economica esterna della Confederazione.

La Commissione apprezza la qualità del rapporto, in particolare l’analisi dell’impatto prodotto dalle trasformazioni geopolitiche sull’evoluzione del commercio mondiale. Sono stati affrontati in particolare i seguenti temi: il Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CPTPP), le relazioni commerciali con il continente africano, gli sforzi profusi nel settore del commercio e della sostenibilità, nonché le relazioni commerciali con gli Stati Uniti e la Cina.

La Commissione ha altresì preso atto del rapporto concernente le misure tariffali adottate nel 2025, approvando all’unanimità il pertinente decreto federale. Con 13 voti contro 9 e 2 astensioni, è stata respinta una proposta che chiedeva la sospensione dell’approvazione delle agevolazioni doganali nei confronti degli Stati Uniti fino all’adozione del decreto federale sull’approvazione di un accordo commerciale tra la Svizzera e gli Stati Uniti.

La CPE-N si è quindi occupata dell’Accordo bilaterale tra la Svizzera e il Cile di promozione e protezione degli investimenti (25.092), che sostituisce l’attuale accordo sugli investimenti con il Cile e contiene norme di protezione moderne che tutelano gli investimenti internazionali e allo stesso tempo sono in linea con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. La Commissione è entrata in materia all’unanimità sull’Accordo e lo ha approvato nella votazione sul complesso con 16 voti contro 0 e 7 astensioni.

Infine, la CPE-N è stata consultata in merito al progetto di mandato negoziale in vista della 14a Conferenza ministeriale ordinaria dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), che si terrà a Yaoundé (Camerun) dal 26 al 29 marzo 2026, approvandolo con 22 voti contro 1 e 0 astensioni.

Altri temi e decisioni

La Commissione si è informata sulla situazione in Siria. Fra le tematiche trattate vi era il reinserimento del Paese nella comunità internazionale, il consolidamento delle strutture istituzionali e il controllo del territorio nazionale. In questo contesto è stato affrontato il tema dell’accordo tra Damasco e le Forze Democratiche Siriane (SDF), nonché il monitoraggio della sua attuazione e prosecuzione. La CPE-N si è occupata anche delle misure diplomatiche della Svizzera, in particolare quelle volte a ripristinare la fiducia e il dialogo tra i diversi attori, nonché delle misure umanitarie volte a proteggere le minoranze etniche e religiose e a garantire l’accesso agli aiuti su tutto il territorio nazionale.

Nell’ambito dell’informazione in merito agli ultimi sviluppi in Palestina e Israele, la Commissione ha constatato che la situazione umanitaria rimane critica e che l’accesso agli aiuti umanitari è ostacolato. Alcuni membri della CPE-N deplorano inoltre l’esclusione di numerose ONG dalla Striscia di Gaza e la violazione del diritto internazionale pubblico da parte di Israele. Altri temi in discussione sono stati l’avanzamento del processo di insediamento in Cisgiordania e la violenza di alcuni coloni israeliani, gli ostacoli posti al CICR nelle visite ai prigionieri palestinesi e le sanzioni europee contro Israele.

Con 16 voti contro 9 e 1 astensione, la Commissione ha respinto una proposta di mozione che intendeva chiedere al Consiglio federale di escludere la partecipazione della Svizzera al «Board of Peace» (Consiglio per la pace). La maggioranza della Commissione ritiene che non sia ancora il momento di discutere sulla partecipazione a tale Consiglio, aggiungendo che la questione verrà affrontata a tempo debito. Per la minoranza, l’adesione a questo organo comprometterebbe la credibilità della Svizzera e indebolirebbe il diritto internazionale pubblico.

La CPE-N è stata aggiornata sulla situazione della politica europea. Il segretario di Stato Alexandre Fasel ha informato la Commissione sui prossimi passi in vista della firma degli Accordi bilaterali III da parte del Consiglio federale. Sullo sfondo della tragedia di Crans-Montana, la Commissione si è inoltre interrogata sulle basi giuridiche per una futura partecipazione della Svizzera al Meccanismo europeo di protezione civile (European Union Civil Protection Mechanism, UCPM). Sono inoltre state discusse le conseguenze diplomatiche della catastrofe e le eventuali misure supplementari della Confederazione a sostegno delle vittime.

La Commissione ha infine esaminato un’iniziativa parlamentare dell’Ufficio del Consiglio nazionale (25.463) che chiede l’istituzione di una Delegazione permanente per le relazioni con il Parlamento degli Stati Uniti d’America. Con 15 voti contro 9, ha deciso di sospendere la trattazione dell’iniziativa e di incaricare i Servizi del Parlamento di stilare un rapporto che illustri le possibilità di rafforzare le attività dei gruppi di amicizia parlamentari.