L'Ufficio del Consiglio nazionale rinuncia a pronunciarsi sulla questione del passaporto diplomatico del Burkina Faso in possesso della consigliera nazionale Isabelle Chevalley (PVL/VD), ma invita la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) a esaminare le possibilità di disciplinare nel diritto parlamentare la questione dei passaporti diplomatici esteri.

Secondo l’articolo 11 della legge sul parlamento (LParl), i deputati sono tenuti oggi a segnalare le loro relazioni d’interesse. L’articolo 12 LParl dispone che «i parlamentari non possono esercitare funzioni ufficiali per uno Stato estero né accettare titolo o onorificenze da parte di autorità estere». Risalente all'epoca del mercenariato, questa regola figurava nella prima Costituzione federale del 1848, ma è stata tolta in occasione della revisione totale del 1999. Tuttavia essa è rimasta iscritta a livello di legge.

Il diritto vigente non menziona espressamente i passaporti diplomatici esteri e l'ufficio non ha sviluppato alcuna pratica sulla compatibilità del possesso di un tale passaporto con il mandato parlamentare.

Siccome Isabelle Chevalley ha annunciato che si dimetterà dal Consiglio nazionale, l'Ufficio del CN rinuncia a pronunciarsi sulla questione del passaporto diplomatico del Burkina Faso in suo possesso. Ritenendo tuttavia necessario chiarire questo tema e adottare misure, esso invita la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) a chinarsi sulle possibilità di disciplinare in modo generale e astratto nella LParl la questione dei passaporti diplomatici esteri.

Congedo di paternità per i deputati

Nella sua seduta, l'Ufficio del Consiglio nazionale ha esaminato inoltre il dossier relativo al congedo di paternità pagato, introdotto all'inizio dell'anno. Il diritto parlamentare non prevede disposizioni che disciplinano l'assenza e l'indennizzo dei deputati in caso di congedo di paternità. I membri del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati che non presenziano a sedute di commissione o delle Camere federali a causa di paternità sono attualmente considerati come «assenti» e non ricevono alcuna compensazione per le indennità giornaliere non percepite.

Ritenendo che occorra chiarire la situazione e adottare misure, l'Ufficio propone alla CIP-N possibili soluzioni.