Consuntivo 2017 e direttive del Consiglio federale concernenti il preventivo 2019 e il piano finanziario 2020-2022
Il 14 febbraio 2018 il Consiglio federale ha pubblicato i risultati del consuntivo 2017 della Confederazione (18.003) che chiude con un’eccedenza di circa 2,8 miliardi di franchi nel conto di finanziamento. Nel preventivo figurava un deficit di 250 milioni di franchi. Questo notevole scostamento è dovuto alle sorprendenti maggiori entrate dell’imposta preventiva, che invece dei previsti 6,212 miliardi di franchi ammontano a 8,226 miliardi, con una differenza rispetto al preventivo 2017 di 2,014 miliardi di franchi, pari al 32,4 per cento. Sul fronte delle uscite lo scostamento dal preventivo (- 380 milioni o - 0,6 %) è relativamente contenuto e si attesta nettamente al di sotto della media degli ultimi dieci anni (- 2 %) (cfr. per i dettagli il comunicato stampa del CF del 14 febbraio 2018).
Ha suscitato intense discussioni la costituzione da parte del Consiglio federale, per la prima volta, di un accantonamento di 2 miliardi di franchi dell’imposta preventiva nel conto di finanziamento. Con questo accantonamento l’eccedenza nel conto di finanziamento ordinario ammonta così a 2,8 miliardi di franchi, mentre senza di esso ammonterebbe a 4,8 miliardi. Finora un simile accantonamento era costituito soltanto nel conto economico. Il ministro delle finanze e l’Amministrazione federale delle finanze hanno spiegato i motivi alla base di questa nuova prassi. La modifica è stata decisa a causa della speciale situazione nell’ambito dell’imposta preventiva. Da un lato, le entrate sono fortemente aumentate grazie alla buona situazione economica, dall’altro, però, in particolare i rimborsi sono molto inferiori rispetto a quanto dovrebbero effettivamente essere. Un elemento importante sono i tassi d’interesse negativi: molte imprese vedono un incentivo finanziario nella possibilità di chiedere il rimborso dell’imposta preventiva il più tardi possibile. In tal modo evitano l’addebito di interessi negativi e utilizzano la Confederazione come una specie di banca. Il rimborso tardivo dell’imposta preventiva si ripercuote sul conto di finanziamento, che presenta un risultato troppo positivo. Con la costituzione di un accantonamento il risultato dei finanziamenti è adeguato alla situazione effettiva, dato che vi sono computati i futuri rimborsi dell’imposta preventiva. Anche nei prossimi anni si provvederà a costituire un accantonamento nel conto di finanziamento (cfr. per i dettagli il comunicato stampa del CF menzionato in precedenza). Il direttore del Controllo federale delle finanze (CDF) ha illustrato alla Commissione la posizione del CDF in merito alla conformità legale di questo accantonamento con incidenza sul bilancio finanziario e alla procedura scelta. Dalla discussione si evince che vi sono buoni motivi alla base delle due posizioni. Al momento della sua decisione il Consiglio federale era al corrente delle preoccupazioni del CDF. Una maggioranza della Commissione sostiene il modo di procedere del Consiglio federale poiché riflette meglio la realtà della politica finanziaria. Una minoranza lo considera in modo critico, in particolare a causa del modo di procedere spontaneo.
La maggioranza della Commissione ha preso atto con soddisfazione della buona chiusura dei conti. Tuttavia hanno in parte sollevato critiche i puntuali considerevoli scostamenti rispetto al preventivo. Nelle loro sedute del mese di aprile le sottocommissioni delle CdF delle due Camere esamineranno il consuntivo 2017. L’oggetto verrà trattato dalle Camere nella sessione estiva.
Il consigliere federale Ueli Maurer ha informato la CdF anche sulle direttive del Consiglio federale concernenti il preventivo 2019 e sul piano finanziario 2020-2022. Dalle direttive si desume che il saldo strutturale (margine di manovra del freno all’indebitamento) nel 2019 ammonterà a circa 1,12 miliardi di franchi, nell’anno di piano finanziario 2020 sarà di circa 1 miliardo di franchi e nel 2021 di circa 1,9 miliardi. Le cifre tengono conto sia del rifiuto della riforma della previdenza per la vecchiaia 2020, sia delle decisioni preliminari del Consiglio federale del 31 gennaio 2018 riguardanti il Progetto fiscale 17. Non sono considerati nel calcolo gli oneri supplementari incombenti a seguito delle attese riforme fiscali, quali la soppressione delle tasse di bollo e l’eliminazione degli svantaggi fiscali per le coppie sposate, ma anche la nuova riforma dell’AVS.
Audizione concernente lo sviluppo del freno all’indebitamento
Il Consiglio federale ha dato mandato a un gruppo di lavoro diretto dal professor Jan-Egbert Sturm di elaborare una «Perizia sulla necessità di completare il freno all’indebitamento». La Commissione si è occupata di tale perizia nell’ambito di un’audizione. Il professor Jan-Egbert Sturm e il professor Marius Brülhart, uno dei membri del gruppo di lavoro, hanno presentato i risultati dello studio. Anche un esperto esterno, il professor Cédric Tille, ha partecipato alla discussione. Il gruppo di lavoro propone di non procedere a modifiche, per il momento, ma di attendere le ulteriori esperienze fatte con il Nuovo modello di gestione dell’Amministrazione federale (NMG). Nella discussione gli esperti hanno sollevato anche altri aspetti. È stato sottolineato che il freno all’indebitamento ha adempiuto molto bene lo scopo previsto al momento della sua introduzione. Si è discusso se occorresse adeguarlo in considerazione dell’ottima situazione finanziaria attuale, con debiti molto più bassi rispetto al periodo in cui è stato introdotto, e in un contesto mutato. La maggioranza della Commissione non ritiene necessario intervenire e non vuole modificare l’attuale normativa. Una minoranza della Commissione è invece del parere che una modifica sia assolutamente indispensabile perché il freno all’indebitamento è troppo rigido e, fra l’altro, impedisce investimenti pubblici necessari. È stato anche discusso se si possa stabilire un grado ottimale di indebitamento dello Stato. Secondo gli esperti non vi è una risposta definitiva a questa domanda. Il ministro delle finanze ha inoltre informato in merito agli ulteriori lavori del Consiglio federale intrapresi sulla base della perizia.
Incontro con il segretario di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI)
La Commissione ha discusso diversi aspetti della politica in materia di mercati finanziari con il segretario di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) e con altri collaboratori della SFI. Sono state inoltre affrontate questioni finanziarie, valutarie e fiscali internazionali. La Commissione si è soffermata in particolare sui temi riguardanti la competitività e l’integrità del settore finanziario e sugli sviluppi nell’ambito fiscale internazionale.
Presieduta da Markus Hausammann (UDC/TG), la Commissione delle finanze del Consiglio nazionale si è riunita a Berna il 15 e il 16 febbraio 2018. A parte della seduta erano presenti il consigliere federale Ueli Maurer, capo del Dipartimento federale delle finanze, il segretario di Stato per le questioni finanziarie internazionali, il direttore e altri collaboratori dell’Amministrazione federale delle finanze, il direttore del Controllo federale delle finanze e i tre esperti summenzionati.