Messaggio sull’esercito 2016
La Commissione ha esaminato il messaggio sull’esercito 2016 (16.026), che comprende una parte relativa al limite di spesa per l’esercito per il periodo 2017–2020, una parte relativa al programma d’armamento 2016 e una parte relativa al programma degli immobili del DDPS 2016. L’articolo 50 capoverso 3 della legge sul Parlamento si applica agli oggetti per i quali il Consiglio federale chiede al Parlamento crediti d’impegno e limiti di spesa. In virtù di tale disposizione, le proposte della CdF-S sono sottoposte al Consiglio degli Stati alla stessa stregua di quelle provenienti dalla commissione incaricata dell’esame preliminare.
Il dibattito ha riguardato innanzitutto il quadro finanziario che il Parlamento vuole concedere all’esercito per il prossimo quadriennio. Per una maggioranza della Commissione, la volontà del Parlamento, più volte ribadita, di mettere a disposizione dell’esercito un importo annuo di cinque miliardi di franchi deve essere riaffermata nell’ambito del presente messaggio. In sintonia con la posizione delle Camere federali, la Commissione propone con 7 voti contro 3 di portare a 20 miliardi di franchi il limite di spesa proposto nel quadro del progetto, operando per il periodo 2017–2020 un aumento di 1,2 miliardi rispetto al progetto iniziale presentato dal Consiglio federale. Questa decisione della Commissione delle finanze interviene all’indomani della decisione del Governo di modificare la propria posizione e di prendere in considerazione l’auspicio del Parlamento di aumentare a 20 miliardi il limite di spesa dell’esercito per il periodo 2017–2020 (cfr. il comunicato stampa del Consiglio federale del 06.04.2016).
I parlamentari contrari a un aumento del limite di spesa hanno evidenziato che l’impiego delle ingenti risorse così generate era ancora ignoto. Secondo loro, innalzare il tetto finanziario globale dell’esercito senza progetti precisi previsti in partenza rappresenta un inopportuno incitamento a spendere. La Commissione delle finanze lancerebbe un segnale nella direzione sbagliata, proprio ora che la Confederazione prevede un programma di stabilizzazione per poter rispettare le disposizioni relative al freno all’indebitamento nei prossimi anni.
I fautori dell’aumento hanno precisato che un limite di spesa non costituisce affatto un’autorizzazione di spesa formale, ma rappresenta il volume massimo di crediti a preventivo che il Parlamento assegna a determinati compiti per un periodo pluriennale. I crediti di pagamento richiesti devono essere sollecitati ogni anno mediante il preventivo e approvati dal Parlamento. A tale proposito è stato chiaramente precisato che i 20 miliardi non costituiscono un assegno in bianco da parte del Parlamento, ma che le autorizzazioni formali sarebbero state analizzate in modo approfondito nel quadro dei prossimi preventivi. Alla fine l’aumento è stato accettato con 7 voti contro 3.
Altre due proposte sono inoltre state respinte dalla maggioranza della Commissione. Con 6 voti contro 3 e 2 astensioni è stata respinta la proposta di tagliare 700 milioni di franchi dal limite di spesa, importo equivalente alle spese previste nel quadro del progetto di difesa terra-aria (DTA), sospeso la scorsa settimana dal capo del DDPS. Con 8 voti contro 3 è stata respinta la proposta di rinunciare all’acquisto di mortai da 12 cm per un totale di 404 milioni di franchi.
Per ciascuna di queste proposte sono state presentate proposte di minoranza, motivo per cui saranno nuovamente discusse in occasione della deliberazione da parte del Consiglio degli Stati.
Corapporto sul programma di legislatura 2015–2019
Nel quadro della procedura di corapporto la CdF-S ha deciso di comunicare alla commissione speciale incaricata dell’esame preliminare le proprie considerazioni sul programma di legislatura 2015–2019 (16.016) e sul piano finanziario di legislatura 2017–2019. Dopo essere stata informata dal capo del DFF in merito allo stato attuale delle finanze della Confederazione e alle previsioni finanziarie a medio termine, la Commissione si è espressa su tre proposte di modifica concernenti l’obiettivo 1 del programma, menzionato nell’articolo 2 del disegno di decreto federale, secondo cui la Confederazione provvede all’equilibrio delle sue finanze e garantisce prestazioni statali efficaci.
Pur sostenendo in linea di principio il progetto, la Commissione ha deciso di appoggiare le tre proposte presentate. Con 8 voti contro 1 e 2 astensioni essa propone infatti di completare la misura 1 volta a raggiungere l’obiettivo menzionato, indicando che occorre proseguire il programma di rinuncia a determinati compiti allo scopo di sgravare in modo sostanziale le finanze della Confederazione. Con 6 voti contro 2 e 3 astensioni la Commissione ha voluto aggiungere una misura supplementare intesa ad adottare il rapporto sulle spese vincolate della Confederazione e a presentare proposte volte a lasciare un margine di manovra più ampio per quanto riguarda i programmi di stabilizzazione e i programmi di sgravio. Infine la Commissione ha accettato, con 6 voti contro 4 e 1 astensione, di completare la misura 4 relativa alla strategia concernente il personale, indicando esplicitamente che bisogna proporre misure che permettano di arginare, se non di impedire del tutto, la crescita dei costi legati al personale.
Altri oggetti esaminati
Con 9 voti contro 2 la Commissione propone alla CET-S di respingere il disegno di legge federale sull’imposizione di fondi agricoli e silvicoli (16.031). Il relativo messaggio chiede il ritorno alla prassi in vigore fino al 2011 per l’imposizione di questi tipi di immobili. Secondo la Commissione, il disegno sottoposto provoca una diminuzione troppo consistente delle entrate fiscali per la Confederazione, senza contare le perdite per i Cantoni, i Comuni e le assicurazioni sociali. D’altra parte, il progetto reintrodurrebbe una disparità di trattamento tra agricoltori e indipendenti non agricoltori in violazione del principio costituzionale dell’imposizione secondo la capacità economica.
La CdF-S approva invece il disegno del Consiglio federale concernente l’iniziativa popolare «Riparazione a favore dei bambini che hanno subito collocamenti coatti e delle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale (Iniziativa per la riparazione)» e il suo controprogetto indiretto (15.082). Il Consiglio federale propone che la Confederazione stanzi, sull’arco di quattro anni, un credito quadro di 300 milioni di franchi al massimo. La maggioranza della Commissione ritiene che le vittime debbano essere indennizzate. Nel suo corapporto a destinazione della Commissione degli affari giuridici, la CdF-S propone di accogliere il disegno del Consiglio federale. Ha invece respinto con 6 voti contro 2 e 2 astensioni la proposta di non entrare in materia sul disegno e di respingerlo.
Infine la CdF-S ha preso atto del rapporto d’attività 2015 della Delegazione delle finanze che sarà pubblicato quest’oggi.
Presieduta dalla consigliera agli Stati Anita Fetz (PS, BS), la Commissione si è riunita a Berna il 7 e 8 aprile 2016. A parte della seduta era presente il capo del DFF Ueli Maurer, il capo del DDPS Guy Parmelin, entrambi accompagnati da alcuni collaboratori, il direttore del Controllo federale delle finanze, nonché alcuni collaboratori del DFGP.