Prendendo spunto dal mandato assunto presso la società Capoinvest dalla presidente del consiglio d’amministrazione delle FFS, Monika Ribar, la Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S) ha rivolto la propria attenzione alla vigilanza esercitata dal Consiglio federale e dai dipartimenti competenti sulle imprese parastatali federali in materia di relazioni d’interesse. In un rapporto pubblicato in data odierna, essa ritiene che la vigilanza debba essere rafforzata e formula quattro raccomandazioni al riguardo.

In seguito a quanto divulgato dai media in merito a un mandato assunto in seno alla società Capoinvest Limited da Monika Ribar, attuale presidente del consiglio d’amministrazione delle FFS, alla fine del 2017 la CdG-S ha deciso di occuparsi di questo dossier. Alla luce di questo caso particolare ha esaminato quali insegnamenti generali potevano essere tratti quanto alla vigilanza esercitata dal Consiglio federale e dai dipartimenti competenti sulle imprese parastatali federali in materia di mandati e di relazioni d’interesse. A tal fine, ha proceduto a vari scambi di opinioni con gli attori del dossier.

Constatazioni della CdG-S

Le indagini della CdG-S hanno evidenziato come, inizialmente, Monika Ribar aveva omesso di dichiarare alle FFS il proprio mandato in seno alla Capoinvest Limited, motivo per cui il Consiglio federale non ne era stato informato al momento di confermarne la candidatura alla presidenza del consiglio d’amministrazione delle FFS, nel gennaio del 2016. Avendo successivamente constatato la propria omissione, nel marzo del 2016 Monika Ribar ha notificato questo mandato al consiglio d’amministrazione, prima di rinunciarvi nel giugno dello stesso anno, alcuni giorni prima della sua nomina a presidente.

L’informazione lacunosa del Consiglio federale si spiega per il fatto che, fino alla fine del 2017, la dichiarazione dei mandati in seno al consiglio d’amministrazione delle FFS dipendeva in larga parte dalla volontà individuale dei membri interessati e che non erano previste verifiche sistematiche. La CdG-S ha inoltre constatato che il comitato interno delle FFS incaricato del controllo delle relazioni d’interesse non si era più riunito per diversi anni, contrariamente a quanto sancito dal pertinente regolamento.

Valutazione della CdG-S

La CdG-S ritiene che il vecchio sistema di dichiarazione dei mandati delle FFS non fosse appropriato. Considerate la portata e la visibilità della funzione di presidente, tanto Monika Ribar quanto il consiglio d’amministrazione delle FFS avrebbero dovuto essere più sensibili alla problematica e trarne le dovute conseguenze sotto il profilo della gestione. La Commissione accoglie tuttavia con soddisfazione il fatto che, a partire dal 1o gennaio 2018, le FFS abbiano apportato modifiche alle loro disposizioni in materia. Essa ritiene che le nuove regole colmino le lacune identificate dalla Commissione e dovrebbero permettere di evitare che situazioni analoghe si ripetano in futuro; evidenzia però come si sia proceduto a tali cambiamenti soltanto dopo le rivelazioni riguardanti il mandato di Monika Ribar.

La CdG-S disapprova altresì il fatto che il comitato interno delle FFS incaricato del controllo delle relazioni d’interesse non si sia più riunito per vari anni e ritiene che si tratti di una grave violazione del dovere di vigilanza del consiglio d’amministrazione. Esprime inoltre critiche sulla composizione di detto comitato e sul modo in cui le sue attività sono state presentate nei rapporti di gestione annuali delle FFS. La Commissione constata tuttavia con soddisfazione che questi aspetti sono stati disciplinati nell’ambito dei recenti adeguamenti apportati ai regolamenti interni dell’azienda.

Raccomandazioni al Consiglio federale

Sulla base di questo caso concreto, la Commissione ha tratto un certo numero di insegnamenti generali applicabili alle imprese parastatali federali, nell’ottica di una maggiore armonizzazione delle pratiche in materia. In particolare, invita il Consiglio federale ad assicurarsi che in tutte le imprese interessate i membri del consiglio d’amministrazione o i candidati ad esso siano tenuti a dichiarare senza indugio l’insieme dei propri mandati, che i comitati interni incaricati della vigilanza delle relazioni d’interesse si riuniscano a intervalli regolari e che la questione sia affrontata periodicamente a livello di consiglio d’amministrazione. La Commissione invita inoltre il Consiglio federale a introdurre per tutte le imprese parastatali federali un sistema che preveda esplicitamente una notifica costante al dipartimento competente dei nuovi mandati assunti dalla presidenza del consiglio d’amministrazione.

Alla luce del presente caso, la Commissione ritiene che il Consiglio federale debba sfruttare meglio il margine di manovra conferitogli dal suo statuto di azionista di maggioranza al fine di esercitare una vigilanza più attiva sulle imprese parastatali federali in materia di relazioni d’interesse. Il diritto della società anonima conferisce alla Confederazione, per il tramite dell’assemblea generale, non soltanto ampi poteri nei confronti delle imprese parastatali federali, ma anche responsabilità di controllo. Pur riconoscendo che la responsabilità principale in materia di vigilanza sui mandati esterni incombe al consiglio d’amministrazione delle imprese, la Commissione ritiene tuttavia che la Confederazione mantenga nonostante tutto una responsabilità di vigilanza sussidiaria, che dovrebbe esercitare in modo più attivo.

La Commissione ha deciso di segnalare i fatti di cui è a conoscenza e la sua valutazione in un rapporto che ha approvato durante la riunione del 28 agosto 2018.

La CdG-S si è riunita il 27 e il 28 agosto 2018 a Delémont, nell’ambito di un viaggio di due giorni nel Cantone della sua presidente, la consigliera agli Stati Anne Seydoux-Christe (PPD, JU). In occasione di tale soggiorno, la Commissione è stata accolta dal Governo della Repubblica e Cantone del Giura per uno scambio di idee su varie tematiche cantonali e federali.