Situazione iniziale
La decisione del capo del DDPS del 22 marzo 2016 di sospendere il progetto «Difesa terra-aria 2020 a medio raggio (DTA 2020 MR)» – di seguito DTA – ha sollevato interrogativi nell’opinione pubblica, nelle cerchie specializzate e nelle CdG delle Camere federali. Le Commissioni della gestione hanno perciò incaricato al loro interno un gruppo di lavoro di analizzare le basi su cui si è fondata la decisione di sospensione e di verificare i relativi processi decisionali a livello dipartimentale e l’adeguatezza della decisione stessa. In questo modo l’inchiesta delle CdG si differenzia chiaramente dall’inchiesta amministrativa ordinata dal capo del DDPS. Quest’ultima era intesa a chiarire se nel progetto stesso vi fossero state mancanze nelle strutture, nei processi e nei controlli; il mandato dell’inchiesta amministrativa non contemplava invece l’esame dell’opportunità della decisione di sospensione in sé.
Passi compiuti
Nell’ambito dei suoi accertamenti il gruppo di lavoro DTA delle Commissioni della Gestione ha sentito le persone responsabili, in particolare il capo del DDPS, i suoi collaboratori coinvolti nel progetto in seno alla Segreteria generale del DDPS, il capo dell’esercito, il capo dell’armamento, le persone dell’esercito e di armasuisse competenti per il progetto nonché un consulente esterno del DDPS. Inoltre ha analizzato i documenti rilevanti per il progetto e, quando necessario, per lo svolgimento di acquisti di armamenti.
Decisione di sospensione non plausibile
Di fronte alle CdG il capo del DDPS ha motivato la sua decisione sostenendo di non essersi sentito sufficientemente informato dai responsabili del progetto e di aver avuto dubbi sul progetto stesso. Le CdG ritengono che il capodipartimento e i suoi collaboratori responsabili del progetto in seno alla Segreteria generale erano stati informati in modo adeguato. Le CdG hanno tuttavia constatato che il capodipartimento non si fidava completamente delle informazioni ricevute ritenendole insufficienti. Tale constatazione si può in parte spiegare con le circostanze specifiche, tra cui le indiscrezioni e il fatto che il capo del DDPS e una parte dei suoi collaboratori ricoprivano la loro carica da poco tempo. A posteriori le CdG reputano che i responsabili del progetto abbiano informato troppo poco attivamente il capodipartimento in merito ai (potenziali) problemi e rischi del progetto. Ritengono tuttavia implausibile, sia sul piano materiale sia su quello politico, che a causa di questo scrupolo il capodipartimento abbia sospeso il progetto invece di cercare di chiarire i suoi dubbi e conferire con i responsabili del progetto.
Momento e conseguenze della sospensione
Le CdG ritengono che anche il momento della decisione è stato problematico. Il progetto non palesava problemi sostanziali, in particolare nessuna evoluzione dei costi incontrollata tale da imporre una decisione immediata. Quando è stato sospeso, il progetto si trovava infatti nella fase di valutazione e non in quella di acquisto, quindi non entravano ancora in considerazione i costi d’acquisto. Dati affidabili relativi ai costi dei sistemi sottoposti a valutazione nonché le loro capacità e limitazioni sarebbero stati esposti alla fine della fase di valutazione. Su queste basi il capodipartimento avrebbe dovuto decidere, entro settembre 2016, se interrompere o proseguire il progetto e procedere a un eventuale acquisto – di questo era a conoscenza secondo le sue stesse indicazioni.
Infine, la sospensione del progetto nella fase di valutazione ha prodotto una spesa di circa 20 milioni di franchi per la preparazione dell’acquisto senza che al momento si disponga di dati definitivi e completi relativi ai sistemi di difesa terra-aria sottoposti a esame e senza che sia stata fatta la necessaria trasparenza in materia di costi.
Conclusioni e raccomandazioni
Sulla base delle precedenti constatazioni, le CdG chiedono al Consiglio federale di fare in modo che la valutazione sospesa sia ripresa e conclusa rapidamente, così da non vanificare le risorse finora impiegate e da rendere disponibili quanto prima informazioni fondate sui sistemi analizzati e su eventuali costi d’acquisto. D’altro canto, il Consiglio federale è invitato a presentare in un rapporto il modo in cui i capidipartimento devono procedere nel quadro di decisioni in materia di procedura, in modo da evitare in futuro decisioni affrettate e costose.
Le CdG invitano inoltre il capo del DDPS ad adottare d’ora in poi le decisioni di condotta coinvolgendo i responsabili subalterni e a fare in modo che le decisioni si fondino su elementi oggettivi. Nel contempo gli chiedono di adottare provvedimenti adeguati per instaurare una cultura della comunicazione interna ed esterna aperta e attiva.
Con 9 voti contro 1 (senza astensioni) la CdG-S ha approvato in votazione finale il rapporto d’ispezione. La CdG-N, dal canto suo, l’ha approvato con 11 voti contro 9 (senza astensioni).
Le Commissioni della gestione si sono riunite a Berna il 26 e 27 gennaio 2017 sotto la presidenza del consigliere agli Stati Hans Stöckli (PS, BE), della consigliera nazionale Doris Fiala (PLR, ZH) e del consigliere nazionale Alfred Heer (UDC, ZH).