La sessione annuale esaminerà in modo approfondito l'aggressione condotta dalla Federazione Russa contro l'Ucraina e le sue conseguenze sul piano politico, in relazione alla politica di sicurezza e a quella umanitaria. Inoltre discuterà anche del conflitto nella Striscia di Gaza e delle instabilità politiche presenti in vari Stati membri dell'area OSCE. Per rafforzare la sicurezza della popolazione in tutta l'area OSCE è fondamentale promuovere e proteggere i diritti umani e i principi democratici. L’erosione delle istituzioni democratiche, che sta prendendo piede in modo subdolo, rappresenta una seria minaccia che deve essere affrontata.
Al termine della sessione annuale, i membri adotteranno la Dichiarazione di Bucarest. Quest’ultima scaturirà dai processi decisionali delle tre commissioni generali dell'AP OSCE e dai 16 temi supplementari definiti dal Comitato permanente all'apertura della sessione. La Dichiarazione comprenderà raccomandazioni rivolte ai Governi e ai Parlamenti nazionali nonché alla comunità internazionale.
Sono attesi a Bucarest oltre 300 parlamentari provenienti dall’America del Nord, dall’Asia Centrale e dall’Europa. La Delegazione svizzera si compone del suo presidente, il consigliere agli Stati Daniel Fässler (M-E, AI), della vicepresidente, la consigliera nazionale Claudia Friedl (S, SG), dei consiglieri nazionali Jean-Luc Addor (V, VS) e Martin Candinas (M-E, GR) nonché dei consiglieri agli Stati Thierry Burkart (RL, AG) e Daniel Jositsch (S, ZH).