Lunedì 6 maggio 2019, la presidente del Consiglio nazionale Marina Carobbio Guscetti (PS, TI) e il presidente del Consiglio degli Stati Jean-René Fournier (PPD, VS) assisteranno in Vaticano alla cerimonia che si terrà in occasione del Giuramento delle reclute della Guardia Svizzera Pontificia. La presidente del Consiglio nazionale ha inoltre previsto degli incontri di lavoro a livello parlamentare e sarà ricevuta dal suo omologo Roberto Fico.

​La presidente del Consiglio nazionale e il presidente del Consiglio degli Stati presenzieranno al Giuramento di 23 reclute svizzere. A margine della cerimonia è in programma anche un incontro con la direzione dell’Istituto Svizzero di Roma.

Nell’ambito della visita ufficiale, la presidente del Consiglio nazionale sarà inoltre ricevuta dal suo omologo italiano, il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico ed è previsto un incontro di lavoro con alcuni membri del Parlamento italiano. Marina Carobbio Guscetti sarà accompagnata dal presidente e dal vicepresidente della Delegazione per le relazioni con il Parlamento italiano (Del-I), il consigliere nazionale Marco Chiesa e il consigliere agli Stati Fabio Abate.

A un anno dall’ultimo incontro ufficiale – tenutosi poche settimane dopo l’elezione di Roberto Fico alla presidenza della Camera dei Deputati – la visita di lavoro in agenda si inserisce nel contesto della reciproca volontà di mantenere e rafforzare le relazioni a livello parlamentare, a testimonianza dell’amicizia che lega i due Paesi.

L’Italia è il terzo partner commerciale della Svizzera in ordine di importanza. In Svizzera vivono circa 320’000 cittadini italiani, che rappresentano la più grande comunità straniera nel Paese e che costituiscono un importante fattore sociale nelle relazioni tra i due Paesi, contribuendo tra l’altro ad accrescere l’importanza della lingua italiana in Svizzera.

I presidenti del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati saranno accompagnati dall’ambasciatore Claudio Fischer, capo del Settore Relazioni internazionali e plurilinguismo dei Servizi del Parlamento.