La maggioranza della Commissione sostiene l’impostazione della modifica legislativa nella forma già adottata dal Consiglio degli Stati e propone alla propria Camera di entrare in materia e di accettare il progetto. Ad essere visto come un’opportunità è in particolare il fatto che una vignetta elettronica vada incontro alle esigenze dei cittadini. La CTT-N ritiene pure che il progetto tenga sufficientemente conto della protezione dei dati. La maggioranza è perplessa sui controlli automatizzati previsti con impianti fissi e, con 12 voti contro 11, chiede che siano consentiti solo a campione, utilizzando apparecchiature mobili. Una minoranza propone invece di attenersi al disegno del Consiglio federale. La maggioranza della Commissione vorrebbe inoltre che l’Amministrazione federale delle dogane continui a rilasciare il contrassegno adesivo non solo nelle zone di frontiera ma anche all’estero. Ha pertanto depositato una proposta in tal senso.
Una minoranza propone alla propria Camera di non entrare in materia sul progetto in quanto ritiene che i costi per gli impianti di controllo previsti nonché per i controlli stessi siano sproporzionatamente elevati. Teme inoltre che la vignetta elettronica costituisca un primo passo verso l’introduzione del cosiddetto mobility pricing. Altre minoranze propongono da un lato di stralciare l’articolo che conferisce al Consiglio federale la facoltà di stabilire la data di abolizione del contrassegno adesivo senza un nuovo coinvolgimento del Parlamento e dall’altro di ridurre un’eventuale multa a 80 franchi.
Con 13 voti contro 12 la CTT-N ha dato seguito all’iniziativa parlamentare Regazzi «Escludere le PMI dalla tassa sui media» (19.482) che chiede di assoggettare al canone per la radio e la televisione soltanto le imprese con 250 o più lavoratori. La maggioranza della Commissione critica il fatto che l’obbligo di pagare il canone per le imprese venga fatto dipendere dalla loro cifra d’affari. Essa constata che una deroga per le PMI consentirebbe di sgravare dal canone radiotelevisivo queste imprese, molte delle quali a fronte di un fatturato elevato presentano bassi margini di guadagno e risultano quindi particolarmente colpite da questo prelievo. La minoranza ritiene che un nuovo cambio di paradigma non sia opportuno in quanto, introducendo un’eccezione per le PMI, resterebbero solo poche imprese a dover pagare un canone, ciò che sbilancerebbe il sistema nel suo complesso.
Per quanto concerne l’iniziativa parlamentare «LRTV. No alla doppia imposizione dei consorzi» (19.411 / 19.412) con 16 voti contro 5 e 4 astensioni la Commissione ha per la seconda volta deciso di dare seguito all’iniziativa. A suo modo di vedere l’attuale doppia imposizione nei confronti dei consorzi non corrisponde alla volontà del legislatore e deve pertanto essere corretta il più rapidamente possibile. Ha preso atto che nel quadro della trattazione dell’analoga iniziativa 19.413 anche la CTT del Consiglio degli Stati si è occupata del tema (cfr. comunicato stampa della CTT-S dell’11 febbraio 2020). Vista la grande importanza del tema la Commissione si attiene alla sua decisione iniziale.
Nel maggio dello scorso anno la Commissione aveva incaricato l’Amministrazione di sottoporle possibili varianti per attuare l’iniziativa depositata dal Cantone Ticino «Strade più sicure subito» (17.304). In occasione della seduta la CTT-N ha preso atto degli accertamenti svolti dall’Amministrazione e ha discusso sulle varianti presentate. Nel corso della prossima primavera avvierà una consultazione in merito.
La Commissione ha deciso di invitare a un colloquio la Swisscom in occasione di una delle sue prossime sedute. Sulla base dei chiarimenti in corso da parte dell’Ufficio federale delle comunicazioni la Swisscom sarà chiamata a rispondere alle domande dei commissari. La
CTT-N invierà inoltre una lettera alla Commissione della gestione per chiederle di chiarire se e in quale misura la Swisscom ha adempiuto gli obblighi che il servizio universale le impone.