Dopo aver sentito alcuni rappresentati della Posta e della Finma e dopo essere stata informata dall’Amministrazione e dai Cantoni, la Commissione si è espressa a netta maggioranza contro un cambiamento presso Postfinance e respinge la mozione Zanetti.

​La Commissione si è chinata sulla questione del mercato postale, nonché sulle sfide e gli obiettivi cui è confrontata la Posta Svizzera. Ha così discusso sul disegno del Consiglio federale concernente gli obiettivi strategici della Posta durante gli anni 2017-2020. Dopo averlo approvato con lievi eccezioni, ha condotto un dibattito con la direzione del gruppo e il presidente del consiglio d’amministrazione della Posta Svizzera e sentito il presidente della PostCom. Il Consiglio degli Stati ha affidato alla Commissione l’incarico di esaminare la mozione Zanetti Roberto. Postfinance. Deregolamentare la piazza finanziaria abolendo i divieti di accesso al mercato (15.3892), che chiede di trasformare Postfinance in una banca a pieno titolo. Dopo aver sentito un rappresentante della Finma e ricevuto una presa di posizione della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDCF), la Commissione ha proposto alla sua Camera, con 8 voti contro 3 e 1 astensione, di respingere la mozione. Essa è infatti del parere che attualmente il mercato funzioni, che non vi siano strette creditizie e che la Confederazione, e quindi anche i contribuenti, sarebbero esposti a un inutile rischio dovuto alla garanzia statale di cui di fatto beneficia Postfinance. Pur riconoscendo le difficoltà che i bassi tassi d’interesse comportano per Postfinance e le banche in generale, la Commissione ritiene che non occorra intervenire, tanto più che dalla revisione totale della legislazione sulle poste del 2010 non è avvenuta nessuna modifica di rilevanza sistemica.

La Commissione ha esaminato anche la mozione depositata dal consigliere agli Stati Erich Ettlin FAIF. Eccessivi oneri amministrativi per i titolari di veicoli aziendali (15.4259). Conformemente al progetto FAIF (12.016), la deduzione fiscale delle spese di trasporto per i pendolari è stata limitata a 3000 franchi all’anno a livello federale. La mozione chiede che l’Amministrazione federale delle contribuzioni applichi questa disposizione in modo tale che non comporti un’imposizione supplementare del reddito per i lavoratori dipendenti che utilizzano veicoli aziendali. La Commissione ha proposto alla propria Camera, con 6 voti contro 5, di respingere la mozione. La minoranza ha seguito le argomentazioni dell’autore della mozione, mentre la maggioranza ha fatto valere che con l’adozione del progetto FAIF questo importante elemento in materia di finanziamento è stato deciso da Popolo e Cantoni. Inoltre sottolinea l’importanza della parità di trattamento dei pendolari che utilizzano vettori di trasporto diversi – treno, auto privata, veicolo aziendale – la quale priorità non deve essere negata unilateralmente.

La Commissione aveva già trattato nella sua ultima seduta dell’agosto 2016 il Rapporto sulla verifica della definizione e delle prestazioni del servizio pubblico della SSR in considerazione dei media privati elettronici. In questa sede ha portato avanti il dibattito e, con 7 voti contro 1, ha rifiutato di rinviare l’oggetto al Consiglio federale. Il rapporto sarà trattato nel Consiglio degli Stati durante la sessione autunnale.

L’iniziativa parlamentare Vonlanthen LRTV. Cooperazioni senza discriminazioni (16.410) chiede che le cooperazioni della SSR con altre aziende mediatiche contribuiscano a rafforzare la pluralità delle opinioni e dell'offerta. Inoltre, esse devono consentire a tutte le aziende mediatiche svizzere interessate di parteciparvi senza discriminazioni e alle stesse condizioni. Dato che sono già pendenti due iniziative parlamentari con richieste analoghe (15.495 e 16.422), la CTT-S ha deciso di rinviare al prossimo trimestre la trattazione dell’iniziativa parlamentare Vonlanthen affinché le tre iniziative possano essere esaminate congiuntamente nel quarto trimestre 2016.