La Commissione si è nuovamente occupata delle iniziative parlamentari Vonlanthen. LRTV. Cooperazioni senza discriminazioni (16.410) e Hiltpold. Garantire la pluralità mediatica in Svizzera (16.422). Entrambe chiedono che le cooperazioni della SSR con altre aziende dei media contribuiscano a rafforzare la pluralità delle opinioni e dell’offerta e siano liberamente accessibili a tutte queste aziende. Dopo avere invitato in aprile una rappresentanza della società di commercializzazione Admeira, la Commissione ha svolto ora una seconda indagine conoscitiva con rappresentanti dell’Associazione Media Svizzeri e della Goldbach Group AG. La Commissione riconosce la situazione difficile nella quale si trovano attualmente parecchi media regionali. Essa reputa necessario intervenire a livello legislativo affinché tutti gli operatori mediatici possano profittare di una collaborazione con la SSR, finanziata con i proventi del canone. Tuttavia ritiene che entrambe le iniziative parlamentari non siano lo strumento adatto a tal fine. Ha perciò votato all’unanimità una mozione di commissione (17.3355) che incarica il Consiglio federale, nell’ambito dell’elaborazione della legge sui media, di adeguare le basi giuridiche in modo che una cooperazione della SSR con altri partner nel settore dei media contribuisca a rafforzare la pluralità delle opinioni e dell’offerta ed eviti ogni discriminazione. Di conseguenza, con 8 voti contro 4, non ha aderito alla decisione della Commissione omologa di dare seguito all’Iv. Pa. Hiltpold e con 7 voti contro 4 e 1 astensione propone alla propria Camera di non dare seguito neppure all’Iv. Pa. Vonlanthen. Nell’ambito di questa discussione, la Commissione ha altresì incaricato l’Amministrazione di illustrare in un rapporto, entro agosto, in che modo sia possibile giungere a una soluzione di mercato condivisa in relazione con dati rilevanti per la pubblicità.
Già durante la seduta di gennaio la Commissione si era occupata delle sfide e prospettive nell’approvvigionamento postale capillare in tutto il Paese. Per potere approfondire l’argomento, ha svolto indagini conoscitive. Oltre alla direzione della Posta, erano stati invitati rappresentanti dei Cantoni, delle città e dei Comuni. Parlando con i vari attori è risultato chiaro che la trasformazione della rete postale suscita grande insicurezza e malumore in tutto il Paese. La Commissione esorta perciò la Posta a portare avanti questa conversione con molta accuratezza e cautela e a proseguire sulla rotta intrapresa della comunicazione attiva e aperta. Essa chiede che in particolare i criteri per lo sviluppo strategico della rete degli uffici postali siano adattati meglio ai differenti gruppi di utenti. La Commissione ha votato all’unanimità una mozione di commissione con un relativo mandato al Consiglio federale (17.3356). Con 10 voti contro 1 raccomanda inoltre alla propria Camera di accogliere due mozioni del Cantone di Neuchâtel (14.4075 e 14.4091) provenienti dal Consiglio nazionale che vogliono rendere possibile una distribuzione della posta in tutti gli insediamenti abitati tutto l’anno. Ha rinviato a una successiva seduta la decisione in merito a un’iniziativa del Cantone del Ticino (16.320) che in particolare vuole accordare ai Comuni ampi diritti. La Commissione si esprimerà su questa iniziativa quando vi saranno ulteriori interventi da esaminare che saranno trattati in Consiglio nazionale durante la sessione estiva.